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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


26 marzo 2008

SETTE UOMINI

Se per caso qualcuno si chiedesse se ci sia un nesso tra il fatto che stavo mangiando una crema di funghi in busta – non nel senso che la stavo mangiando nella busta ma nel senso che l’ho comprata nella busta e non fatta io, per mangiarla invece l’ho messa nel piatto – e il ricordo che mi è venuto in quel momento, la risposta è che non lo so. Fatto sta che mi è venuto in quel momento. E il ricordo è di quella domenica pomeriggio a casa di mia nonna, che ad un certo momento si sono messi a parlare di Barbara Hutton – alla quale, per inciso, devo la scelta del mio nome - e del fatto che aveva avuto sette mariti. E M. sembrava davvero sconvolta da questa circostanza, e tra l’incredulo e l’inorridito continuava a ripetere: “SETTE mariti! No, dico, vi rendete conto che quella donna è andata a letto con SETTE uomini?! Quella non è una donna, quella è un mostro!” Io, all’epoca, avevo quindici anni, ed ero profondamente convinta che andare a letto con più di un uomo nel corso della propria vita fosse una cosa molto brutta – solo nel caso che una fosse rimasta vedova il numero totale sarebbe potuto salire fino a due, ma naturalmente se una non si fosse sposata anche uno solo sarebbe stato decisamente troppo. Ero, dicevo, profondamente convinta di questo, e del fatto che Barbara Hutton sarebbe sicuramente andata all’inferno, però chiamarla mostro, sinceramente, mi pareva un tantino esagerato. Poi, qualche anno dopo, sono venuta a sapere che M. di mestiere faceva la squillo, e con sette uomini non arrivava neanche da pranzo a cena. (Volete sapere anche se c’è un motivo per cui ho fatto questo post adesso? Beh, mi dispiace, ma non so neanche questo. Certo che siete ben curiosi voi, eh!)



barbara

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