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Diario


9 marzo 2008

AMNESTY INTERNATIONAL RECIDIVA

Comunicato Honest Reporting Italia 9 marzo 2008

Oggi ci occupiamo di Amnesty International. Per la precisione, dell'ennesimo attacco antiisraeliano di AI: http://www.amnesty.it/pressroom/comunicati/CS31-2008.html

CS31-2008: 03/03/2008

Israele/Territori occupati palestinesi: Amnesty International chiede che cessino le uccisioni di civili
Naturalmente starà chiedendo che cessino le uccisioni di TUTTI i civili, vero?

Amnesty International ha dichiarato che gli attacchi dell'aviazione e dell'artiglieria israeliana contro la Striscia di Gaza stanno avvenendo con incurante disprezzo per le vite civili.
Ah, no, ci eravamo sbagliati: sta chiedendo solo che cessino le uccisioni dei civili palestinesi. Quelli israeliani, invece, crepino pure, con la nostra santa benedizione.

"Gli attacchi israeliani degli ultimi giorni contro Gaza hanno ucciso oltre 75 palestinesi, compresi almeno 10 bambini e altri civili estranei agli scontri" - ha affermato Malcolm Smart, direttore del Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.
Gli attacchi dei terroristi palestinesi invece - sponsorizzati e finanziati dall'autorità - uccidono SOLO civili israeliani che sono TUTTI estranei agli scontri (anzi, a voler essere precisi, dalla parte di qua non ci sono affatto scontri, ma solo attacchi), ma questo ad AI non sembra interessare.

"Israele ha l'obbligo legale di proteggere la popolazione civile di Gaza.
E perché mai dovrebbe avere l'obbligo di proteggere la popolazione di una zona che NON occupa? Perché mai dovrebbe avere l'obbligo di proteggere una popolazione che ospita e nasconde terroristi? Da dove sbuca fuori questa "legalità" che AI pretenderebbe di propinarci?

Queste azioni militari sono sproporzionate e vanno oltre le misure che le forze israeliane possono legittimamente adottare in reazione ai lanci di razzi dei gruppi armati palestinesi".
I signori di AI sono esperti militari, da essere in grado di stabilire che cosa sia proporzionato e che cosa no? E oltre a proporci il solito mantra delle reazioni sproporzionate, non saprebbero dirci esattamente quali misure sarebbero disposti a considerare legittime e proporzionate?

Amnesty International ha nuovamente chiesto ai gruppi armati palestinesi di cessare immediatamente il lancio di razzi contro le città e i villaggi del sud di Israele.
"Chiede", ma si guarda bene dal pretendere, si guarda bene dal condannare, si guarda bene dal parlare di illegalità, si guarda bene dal parlare di obblighi. E, soprattutto, PRIMA si parla della reazione israeliana e solo DOPO degli attacchi palestinesi.

"È veramente giunto il momento che i dirigenti di Hamas e dell'Autorità palestinese prendano misure efficaci per impedire e punire gli attacchi contro la popolazione civile israeliana. Ma l'assenza di questi provvedimenti non dà al governo israeliano la legittimità di lanciare sconsiderati attacchi aerei e di artiglieria che portano morte e distruzione tra la popolazione civile palestinese".
Leggi: Israele deve fermarsi in ogni caso, per i palestinesi invece facciamo appello al loro buon cuore, ma se non si fermano pazienza.

Solo negli ultimi due mesi, le forze israeliane hanno ucciso quasi 200 palestinesi a Gaza, un terzo dei quali erano civili disarmati ed estranei agli scontri,
TUTTI i terroristi vengono spacciati per civili, visto che non indossano uniformi. E non siamo molto sicuri che nel momento in cui vengono colpiti i signori di AI siano lì a verificare se hanno o no un'arma addosso.

una quindicina i bambini. Altre centinaia di persone sono rimaste ferite, molte delle quali in modo permanente.
Nello stesso periodo, un civile israeliano è rimasto ucciso e diversi altri sono stati feriti dai razzi lanciati dai gruppi armati palestinesi di Gaza, che hanno colpito Sderot e altre zone nel sud di Israele.
Ora abbiamo capito qual è esattamente la colpa degli israeliani: ne muoiono troppo pochi.

"Amnesty International condanna tutti gli attacchi contro i civili.
Si sono accorti che si erano sbagliati?

Gli attacchi illegali di una parte non possono costituire una giustificazione per le violazioni commesse dalla parte avversa.
Ah no, come non detto. La morale della favola dunque è che i palestinesi non dovrebbero ammazzare gli israeliani, ma se li ammazzano lo stesso, gli israeliani non devono reagire, non devono rispondere, non devono difendersi: devono crepare e basta - è così che si comportano i bravi ebrei, possibile che non l'abbiano ancora imparato?

Le operazioni militari israeliane dell'ultima settimana mostrano un livello di sproporzione e sconsideratezza che ha spesso caratterizzato gli attacchi di Israele nei Territori palestinesi occupati negli ultimi anni" - ha commentato Smart.
1. Come già detto, la "sproporzione" dovrebbe essere documentata in base a parametri chiari e certi, con criteri codificati e internazionalmente riconosciuti, non raccontata. 2. "Sconsideratezza" è sostantivo del tutto privo di significato in questo contesto - è, diciamo, usato in maniera parecchio sconsiderata. 3. Israele non ha mai attaccato, né negli ultimi anni, né in quelli precedenti, ma sempre e solo risposto. 3. Gaza NON è territorio occupato, ormai da oltre due anni e mezzo. Quindi, oltre ad essere sconsideratamente faziosa e parziale, AI è anche dispensatrice di clamorose falsità.

"Allo stesso tempo, i gruppi armati palestinesi che lanciano frequenti attacchi con razzi da Gaza contro le città israeliane, non solo mostrano una sprezzante insensibilità per la vita dei civili israeliani, ma espongono anche la popolazione palestinese della Striscia di Gaza al pericolo degli attacchi di Israele".
E ancora una volta: PRIMA si condanna senza appello Israele, POI si dà una bacchettatina sulle dita anche alla controparte. E come argomento che cosa si propone? Non l'immoralità - per non dire altro - del fatto in sé di uccidere civili innocenti, bensì il fatto che poi gli israeliani si arrabbiano e rispondono - chiamando, ancora una volta "attacchi" ciò che è sempre e solo risposta agli attacchi subiti.

L'ultimo ciclo di uccisioni e distruzione
altro mantra amatissimo dai nemici di Israele: il ciclo di violenze, il ciclo di uccisioni, il ciclo di distruzioni. Quando in realtà c'è sempre stata unicamente una parte che attacca e una parte che alcune volte - non tutte - risponde

giunge mentre il milione e mezzo di abitanti di Gaza sta affrontando una crisi umanitaria a seguito dei sempre più rigidi blocchi imposti da Israele.
È stato ampiamente documentato da molte parti che la "crisi umanitaria" esiste solo nella propaganda palestinese, ma per AI la propaganda vale molto più dei fatti documentati.

Gli ospedali e le strutture sanitarie, già alle prese con la mancanza di elettricità, carburante, attrezzature e parti di ricambio
Gli ospedali e le strutture sanitarie, come è stato documentato, non sono mai stati alle prese con la mancanza di elettricità, carburante, attrezzature e parti di ricambio

stanno lottando per fare fronte alla nuova ondata di feriti causata dagli attacchi israeliani degli ultimi giorni.
Bastava che non martellassero coi loro razzi le città israeliane, e non ci sarebbe stato nessun ferito provocato dagli "attacchi" israeliani.

Coi confini di Gaza sigillati,
a causa del terrorismo

molti pazienti che hanno bisogno disperato di cure mediche non disponibili in loco, non possono essere trasferiti in ospedali all'estero e rischiano di perdere la vita.
Ma con tutte le decine di miliardi di dollari che gli abbiamo regalato, comprare qualche tonnellata di armi ed esplosivo in meno e qualche struttura sanitaria in più, no?

Tutti gli attacchi illegali devono cessare. Le forze israeliane devono porre immediatamente fine agli attacchi sproporzionati e alle punizioni collettive nei confronti di Gaza e i gruppi armati palestinesi devono immediatamente fermare il fuoco di fila di razzi contro il sud di Israele.
Forse sarebbe il caso di informare i signori di AI che, siccome prima ci sono gli attacchi palestinesi e poi le risposte israeliane, e siccome non ci sono MAI stati attacchi israeliani che non siano stati preceduti da attacchi palestinesi, è sufficiente far fermare gli attacchi palestinesi, dopodiché quelli israeliani cesseranno automaticamente. E invece non solo viene chiesto di fermarsi ad entrambe le parti, ma viene chiesto PRIMA a chi si difende e POI a chi attacca. Poi, a proposito di palestinesi civili innocenti, quando, alla notizia che sono stati ammazzati un bel po' di ragazzini che studiavano in una scuola ebraica, tocca assistere a scene come questa, siamo davvero sicuri di trovarci di fronte a persone innocenti? (E, a proposito: non erano senza benzina a causa dell'embargo imposto da Israele?)

FINE DEL COMUNICATO
Roma, 3 marzo 2008

Giusto per inserire questa critica ad Amnesty International nel giusto contesto, vorremmo ricordare quanto accaduto all'epoca delle operazioni di "Scudo di difesa", nel 2002. A quel tempo uscivano a getto continuo comunicati di AI che esprimevano preoccupazione e condanna per la sorte dei soldati israeliani che si rifiutavano di prestare servizio nei territori, i quali subivano una condanna a BEN due mesi di prigione. Non ricordiamo invece alcuna presa di posizione nei confronti della sorte riservata a quei palestinesi che si permettevano di dissentire dalle scelte dei propri dirigenti. Ci fermiamo qui, ma chiunque si sia occupato approfonditamente di queste tematiche sa che le prese di posizione antiisraeliane, non di rado accompagnate da autentiche menzogne, di questa istituzione, sono tante che se ne potrebbe fare un libro intero (qui qualche documentazione). Per contattare Amnesty International Italia (che ha emesso il comunicato):

Amnesty International Italia - Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 - cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty.it


Invitiamo i nostri lettori a scrivere ai mass media per protestare contro servizi scorretti e faziosi, e a inviarci copia dei loro messaggi e delle eventuali risposte ricevute, presso HR-Italia@honestreporting.com

HonestReportingItalia vi invita inoltre a proporci eventuali critiche ai media per una possibile inclusione nei futuri comunicati. Assicuratevi di includere l'URL dell'articolo in questione o l'articolo stesso e invialo a: HR-Italia@honestreporting.com

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