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Diario


2 marzo 2008

REUTERS: DISINFORMAZIONE DA MANUALE

Comunicato Honest Reporting Italia 2 marzo 2008

Doppiamente da manuale, questo articolo Reuters di venerdì 29 febbraio: da manuale della disinformazione, come vedremo, e da manuale di psicanalisi per la proiezione su Israele degli auspici palestinesi.

Israele avverte i palestinesi: rischiate l'"olocausto"
No: il viceministro della Difesa Matan Vilnai (una persona, non "Israele": e già questa mancata identificazione la dice lunga sull'accuratezza e sulla serietà del servizio) ha parlato di "catastrofe", non di olocausto.

GAZA (Reuters) - Israele ha scatenato una serie di attacchi aerei contro la Striscia di Gaza ieri uccidendo 20 persone compresi diversi civili e bambini, e ha avvisato i palestinesi del rischio di un "olocausto" se non cesseranno i lanci di missili in territorio israeliano.
Classico esempio di inversione: PRIMA la reazione israeliana - corredata dal verbo "scatenare", che già di per sé orienta il giudizio del lettore - POI gli attacchi palestinesi che l'hanno provocata, derubricati a banali "lanci". Inoltre, anziché dire che Israele è andata a colpire le basi terroristiche e che in questa azione sono rimasti uccisi anche dei civili, vengono esplicitamente nominati solo questi ultimi, lasciando intenzionalmente i terroristi in secondo piano, impliciti, sfumati - praticamente inesistenti. Da notare poi lo "scatenamento" degli attacchi, da parte di uno degli eserciti più potenti del mondo, non contro i terroristi che seminano morte e distruzione in Israele, bensì "contro la striscia di Gaza", depurata da ogni negatività. Vorremmo infine aggiungere che dopo le migliaia di morti di Jenin, con tanto di fosse comuni, esecuzioni nei corridoi degli ospedali, dispersi e chi più ne ha più ne metta, ci viene spontaneo essere un tantino prudenti nell'accettare cifre palestinesi prive di conferma da parte di fonti indipendenti.

Nonostante i richiami internazionali alla calma, il bilancio dei morti negli ultimi due giorni è salito fino ad almeno 32 vittime. Tra queste c'è un israeliano, ucciso a Sderot da un missile sparato dall'interno della Striscia, prima vittima di un missile palestinese dal maggio scorso.
Sarebbe forse opportuno ricordare - ma "Reuters" non lo fa - che gli inviti alla calma intervengono sempre e solo quando Israele inizia a rispondere, mai quando la controparte attacca. Notiamo inoltre che un bambino di otto anni che ha perso una gamba a quanto pare non rientra, per i signori della Reuters, fra le vittime, per non parlare dei numerosi altri feriti, alcuni molto gravi.

Tra i palestinesi, invece, ci sono anche un neonato e quattro ragazzini che giocavano a calcio e che avevano dai 10 ai 15 anni.
E perché quattro ragazzini giocavano a calcio là dove i terroristi lanciano razzi? Sempre che sia vero, poi, dato che è noto che i ragazzini vengono spesso usati per recuperare i lanciamissili dopo il lancio, e dato che non viene riportata alcuna fonte. E inoltre: che cosa ci faceva un neonato in mezzo ai terroristi? E ancora: perché "invece", come se le vittime ci fossero solo fra di loro?

"Più si intensificheranno i lanci di (missili) Qassam e i razzi raggiungeranno una gittata più lunga, più (i palestinesi) porteranno su di loro un olocausto più grande perché useremo tutta la nostra forza per difenderci", ha detto alla radio militare il vice ministro della Difesa israesliano Matan Vilnai.
E tre: terza volta che l'estensore gioca con la parola "olocausto". Ed è un gioco molto sporco - ma perfettamente in linea, d'altra parte, con l'attitudine a definire Israele uno stato nazista, a parlare di "rappresaglie" anziché di risposte o reazioni, in un perfetto e totale capovolgimento tra vittime e carnefici e trasferendo su Israele quelli che sono i dichiarati auspici sia di Hamas che di Hezbollah: non solo la distruzione di Israele ma anche l'annientamento dell'intero popolo ebraico sull'intero pianeta. E capovolgendo, oltretutto, il significato di quanto detto dal ministro: la catastrofe da cui mette in guardia se la stanno procurando i palestinesi da soli con le loro sciagurate scelte di votarsi al terrorismo anziché al negoziato, mentre l'olocausto evocato da Reuters sarebbe perpetrato da Israele.

Il termine "olocausto" è usato raramente in Israele al di fuori delle discussioni sul genocidio nazista durante la seconda guerra mondiale.
Falso: il termine olocausto è usato quasi esclusivamente dai non ebrei, quindi in Israele non viene usato né al di dentro, né al di fuori "delle discussioni sul genocidio nazista durante la seconda guerra mondiale".

Gli ultimi scontri rappresentano la fase più sanguinosa di un conflitto a bassa intensità che va avanti da mesi
a noi, veramente, sembra che questa fase del conflitto stia andando avanti dal momento degli accordi di Oslo (1993), ossia da quando Israele si è impegnata a ritirarsi da Gaza e Cisgiordania per dare vita allo stato di Palestina: forse il corrispondente di Reuters si è un pochino distratto

e il portavoce del presidente palestinese Mahmoud Abbas ha accusato Israele di voler distruggere il processo di pace sostenuto dagli Stati Uniti, alla vigilia della visita del Segretario di Stato Condoleezza Rice che arriverà nella regione la prossima settimana.
E questo invece non ci stupisce affatto: i rappresentanti dell'Autorità Palestinese ci hanno ben abituati al giochino di distruggere ogni prospettiva di pace a suon di attentati terroristici e poi accusare Israele, al minimo cenno di reazione, di essere il responsabile del mancato raggiungimento degli obiettivi

Mentre il primo ministro israeliano Ehud Olmert e i suoi ministri hanno rilasciato dichiarazioni contrastanti sulla possibilità di un'imminente offensiva di terra all'interno della Striscia, i residenti di Gaza hanno riferito che alcuni soldati di Gerusalemme hanno compiuto raid su gruppi di case nel sud dei Territori
sì, questo potrebbe anche essere vista l'inveterata abitudine a usare le abitazioni civili come basi di lancio o deposito di armi ed esplosivi

e che dei carri armati sono stati avvistati all'interno del confine settentrionale.
I Qassam dei terroristi palestinesi invece non vengono avvistati: partono, e in quindici secondi arrivano a destinazione. E chi li prende li prende.

Protestiamo per questo vergognoso servizio scrivendo qui:
http://help.yahoo.com/l/it/yahoo/news/general.html

Con l'occasione vi segnaliamo anche la tavola rotonda organizzata da Emanuele Calò con il PRI contro il boicottaggio alla fiera del libro di Torino, che si terrà l'11 marzo 2008 alle ore 20 presso il Caffè Letterario in Via Ostiense, Roma. Vi preghiamo di diffondere il più possibile questa segnalazione.

Invitiamo i nostri lettori a scrivere ai mass media per protestare contro servizi scorretti e faziosi, e a inviarci copia dei loro messaggi e delle eventuali risposte ricevute, presso HR-Italia@honestreporting.com

HonestReportingItalia
vi invita inoltre a proporci eventuali critiche ai media per una possibile inclusione nei futuri comunicati. Assicuratevi di includere l'URL dell'articolo in questione o l'articolo stesso e invialo a: HR-Italia@honestreporting.com

Il nostro sito/libreria Israele - Dossier è dedicato alle informazioni dettagliate, dati storici e geografici sul conflitto medio orientale.

Honestreporting è stato fondato da un gruppo di persone che non appartengono né alla destra, né alla sinistra e non è affiliato ad alcuna organizzazione politica. Il nostro unico interesse è quello di assicurare che le notizie riguardanti Israele siano presentate in modo corretto nei media. Noi esaminiamo i media; quando troviamo esempi di evidente parzialità informiamo i nostri iscritti sugli articoli scorretti, chiedendo di protestare direttamente presso le testate interessate.

HonestReporting ha oltre 155.000 membri nel mondo, ed è in continua crescita.
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E qualcuno questo odio, questo livore, questa sistematica mistificazione dei fatti, insiste a chiamarlo “legittima critica alle politiche dello stato di Israele”. E magari si sente anche a posto con la propria coscienza. Forse, addirittura, ritiene di doversi annoverare tra i buoni del genere umano.

barbara

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