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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


10 febbraio 2008

BERESHIT

Capita piuttosto spesso di sentir dire che la pretesa di stabilire chi ha cominciato è un gioco da bambini. Io dico che qui l’unico gioco da bambini è il raccontarsi e raccontare che la definizione del “chi ha cominciato” sarebbe un gioco da bambini. Perché non c’è problema al mondo che possa essere risolto se non se ne rimuovono le cause. E non si possono rimuovere le cause se non si sa quali siano. Ossia chi ha cominciato. E quindi partiamo dall’inizio: Bereshit, per l’appunto. E all’inizio c’era il deserto, e c’erano le paludi, così, per esempio.


le dune della futura Tel Aviv, 1909

E c’erano le “città”, così


la “città” di Cesarea nel 1893

(densità media della popolazione della Palestina verso la fine dell’impero ottomano, 4 abitanti per chilometro quadrato). Poi sono venuti i pionieri ebrei ad aggiungersi alle comunità ebraiche che (a differenza degli etruschi e degli ittiti, giusto per dirne una a caso) non avevano mai cessato di vivere in terra d’Israele – che, anche se i romani avevano deciso di chiamarla Palestina per fare dispetto agli ebrei, non aveva comunque cessato di essere Terra d’Israele – e hanno comprato i deserti e le paludi dai latifondisti ottomani che risiedevano all’estero. E li hanno trasformati in giardini, sputandoci sangue, così.


lavori di drenaggio nelle paludi nel nord d'Israele nel 1925

E ci hanno costruito le città, così.


Tel Aviv: Herzl Street, 1915

E ci hanno messo scuole e ospedali e tutto il resto, così.


la "Herzliyyah" High School nel 1917


Coach Service Tel-Aviv - Jaffa, 1911 

E poi sono arrivati gli arabi, da tutto il mondo arabo circostante, per godere di tutto ciò che gli ebrei avevano fatto. Sembra incredibile? Non dovrebbe, visto che è esattamente ciò che stanno facendo da quasi un millennio e mezzo, da quando sotto la guida del loro profeta pedofilo analfabeta sono usciti dal loro villaggetto in Arabia e hanno invaso tutto il Medio Oriente e tutto il Nord Africa, ebraici e cristiani, e li hanno arabizzati e islamizzati a suon di massacri ed espulsioni e conversioni forzate. E poi ci hanno raccontato – e continuano a raccontarci – che quella è terra araba. E noi ci abbiamo creduto, e continuiamo a crederci. E ci abbiamo creduto anche quando hanno fatto la stessa cosa con la Terra d’Israele/Palestina: ci hanno raccontato che loro erano lì da sempre, e ce la siamo bevuta. Ci faceva comodo crederci, evidentemente. Poi l’impero ottomano, con l’aiuto di un po’ di guerra mondiale, è imploso, e a comandare da quelle parti è arrivato l’impero britannico che ha combinato, anche lì come altrove, un bel po’ di macelli, e infatti è stato da allora che gli arabi invasori hanno cominciato a massacrare gli ebrei in grande stile. E quando è stato proposto di fare due stati separati, per loro e per gli ebrei, lo hanno rifiutato. E quando è stato proposto di fare uno stato solo, tutto per loro, e per gli ebrei niente,
hanno rifiutato anche quello, perché loro NON vogliono uno stato. Ecco, il principio di tutto, la genesi, il peccato originale, il bereshit, è qui. Qualcuno, per oscuri e sordidi scopi, ci vorrebbe raccontare che la faccenda è molto complessa: non è vero. La faccenda è proprio tutta qui. E per risolvere il problema, come detto, l’unica cosa da fare è rimuovere le cause. No, non intendo dire che bisogna espellere i milioni di arabi che hanno invaso la terra d’Israele, per carità: intendo dire che bisogna semplicemente rimuovere la menzogna primigenia. E obbligare i palestinesi, con le buone o con le cattive – ma mi sa che toccherà ricorrere alle cattive – a rassegnarsi alla costituzione dello stato di Palestina. Alternative, non ce ne sono.

barbara


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