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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


8 febbraio 2008

«AL BAR NON SERVIAMO GLI EBREI» E LO SBATTONO FUORI

Cacciato perché non si toglie la kippah. Il professore americano in visita nella città fiamminga non è stato ascoltato nemmeno dalle autorità di polizia.



Qui non si servono gli ebrei: nel 2008 e nel Paese del multilinguismo c'è ancora chi pronuncia queste parole. Un professore americano in visita a Bruges, cittadina fiamminga poco distante da Bruxelles, è stato respinto da una bar del centro perché non ha nascosto di essere di religione ebraica.
Entrando nel punto di ristoro per prendere un caffè, Marcel Kalmann toglie cappello e sciarpa di lana, butta l'occhio qua e là per cercare un tavolino, e tiene sul capo l'affezionata kippah, il berretto che gli ebrei osservanti indossando non solo al momento della preghiera, ma in tutte le ore del giorno, in segno di rispetto per «colui che è in cielo».
Il padrone del bar se n'è accorto in un batter d'occhio, e senza pensarci su due volte l'ha invitato ad uscire in modo poco elegante. Offeso, risentito e convinto dello scarso rispetto riservatogli, Marcel Kalmann esce dal bar e si reca alla prima stazione di polizia, certo di ricevere, almeno da parte delle autorità, la giusta attenzione.
Ma i fiamminghi non si smentiscono mai. Dopo aver messo nero su bianco la sua dichiarazione in inglese, i funzionari di Bruges ne hanno reclamato la trascrizione in olandese, facendogli chiaramente capire che non credevano alla sua testimonianza. Le prime difese sono arrivate troppo tardi: il borgomastro della città Patrick Moenaert ha chiesto scusa al professore per i «comportamenti inappropriati» dei suoi cittadini quando Marcel Kalmann aveva già deciso di pubblicare la sua storia sul mensile «Joods Actueel» (Ebrei oggi) e di esporre il reclamo al Comitato belga che supervisiona i servizi di polizia. (La Stampa, 6 febbraio 2008)



E che a nessuno venga in mente che si tratti di antisemitismo, per carità! Bisogna smetterla di gridare all’antisemitismo a ogni piè sospinto, bisogna finirla con questo vittimismo, è ora di piantarla con questa ridicola mania di persecuzione, basta, non se ne può più! E dunque, cari amici ebrei, ora andate a cuccia, da bravi, e finitela una buona volta di rompere le cucurbitacee, che qua non se ne può davvero più.



(nel frattempo si suggerisce di leggere questo)


barbara


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permalink | inviato da ilblogdibarbara il 8/2/2008 alle 17:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa
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