.
Annunci online

ilblogdibarbara
fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


3 febbraio 2008

FAMIGLIA CRISTIANA DICHIARA GUERRA A ISRAELE

Comunicato Honest Reporting Italia 3 febbraio 2008

Non c'è niente da fare: il vizio di Famiglia Cristiana di sparare a zero su Israele con articoli faziosi pieni di falsità, manipolazioni dei fatti, distorsioni, processi alle intenzioni, è talmente forte che possiamo essere certi che prima o poi ci ricasca. Come accade con questo articolo di Carlo Remeny pubblicato nel n° 5 del 3 febbraio.

L’ASSEDIO DI GAZA

Ora che i palestinesi hanno rotto la barriera al confine con l’Egitto, tutto si complica per il Cairo e per Israele: l’unico interlocutore è Abu Mazen. Che qui non ha potere.
Non che dall'altra parte ne abbia molto ...

Entità nemica. Così il Governo israeliano ha definito la Striscia di Gaza nell’autunno scorso,
il signor Remeny come definirebbe una entità che gli spara addosso missili a migliaia?

annunciando che le avrebbe tagliato le forniture di energia e combustibile, assicurando solo la consegna di generi essenziali e l’erogazione dell’acqua.
Per la verità non era proprio così; ma la verità, per il signor Remeny, a quanto pare è un dettaglio del tutto trascurabile. Senza contare poi che, se anche fosse, non si capisce perché mai debba essere Israele ad assumersi la responsabilità del mantenimento di una terra che ha completamente evacuato: cosa diremmo se la Libia pretendesse di essere mantenuta da noi, o l'India dall'Inghilterra?

Questo, perché Gaza è amministrata da Hamas, che non intende riconoscere Israele.
Questo, più che altro, perché Hamas intende DISTRUGGERE Israele. E sterminare gli ebrei tutti, non solo israeliani: sta scritto nel suo statuto, è stato ripetuto infinite volte dai suoi leader, è stato ampiamente dimostrato che intende realizzare il proprio programma.

I razzi Qassam lanciati sulla città israeliana di Sderot costituiscono solo la giustificazione ufficiale.
Nel senso che gli israeliani uccisi da quei missili non sono veramente importanti ma unicamente usati come pretesto? Forse il signor Remeny confonde le due parti in causa: per gli israeliani la vita umana ha un valore immenso; è per la controparte che non ne ha alcuno.

Sciogliere il nodo Hamas non è impresa da poco.
Non sa come affrontarlo il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen, le cui forze sono state annientate nell’area lo scorso giugno in uno scontro sanguinoso con Hamas. Né il vertice di pace di Annapolis a fine novembre, né la recente visita di George W. Bush, e le promesse per un accordo di pace in Medio Oriente, entro la fine del 2008, hanno affrontato la questione. La Striscia di Gaza gestita da una forza palestinese che non accetta le condizioni israelo-americane è un dato di fatto.
La confusione mentale del Nostro è davvero senza limiti: l'esigere che si rinunci a sterminare un popolo, per questo signore rappresenterebbe delle "condizioni israelo-americane"? Un qualche bizzarro capriccio che nessuna persona di carattere accetterebbe di assecondare?

Abu Mazen ha interrotto i rapporti con Hamas, ponendo come pregiudiziale per la ripresa delle relazioni la restituzione del potere a Gaza. Richiesta che Hamas potrebbe accettare solo a patto di mantenere il controllo della sicurezza nell’area e la formazione di un Governo di unità nazionale, come quello liquidato da Abu Mazen nel giugno scorso. Ma Abu Mazen non può dire di sì, perché Stati Uniti e Israele non tratterebbero mai con un esecutivo in cui sia presente il movimento islamico.
Il problema, egregio signore, non è il fatto che si tratti di un movimento islamico: il problema è che questo "movimento" persegue come unico obiettivo la cancellazione di Israele e lo sterminio degli ebrei.

Elezioni anticipate palestinesi, per cercare di ridurre il potere di Hamas: le suggeriscono in tanti, ma nessuno sa come organizzarle, visto che lo stesso Hamas è contrario e non le consentirebbe nella Striscia di Gaza. Resta poi l’incognita: cosa succederebbe se il movimento islamico dovesse nuovamente vincere le elezioni? Convocare il voto solo nella Cisgiordania occupata
1: il 90% circa della popolazione cisgiordana vive sotto amministrazione palestinese e non sotto occupazione israeliana; 2: poiché stiamo trattando delle dinamiche tra Hamas e ANP, ha qualche importanza se la regione in questione è occupata o no?

significherebbe sancire la separazione dei due territori palestinesi (Cisgiordania e Gaza, appunto) che non dispiacerebbe a Israele, ma che nessun leader palestinese, nemmeno Abu Mazen, potrebbe accettare.
Gli strumenti che Israele ha pensato di utilizzare contro Gaza in questi mesi sono quelli usati da sempre: repressione militare ed embargo totale.
Sta mentendo per ignoranza o sapendo di mentire? In entrambi i casi, comunque, non sta facendo buona propaganda al mestiere di giornalista.

Lo strumento militare non ha fatto cessare il lancio dei razzi Qassam, che del resto avveniva regolarmente persino quando esercito israeliano e coloni ebrei popolavano la Striscia di Gaza,
Ottomila "coloni" popolavano la striscia di Gaza? No, signor Remeny: a popolare la striscia erano e sono il milione e mezzo di palestinesi. A parte questo, è vero che il lancio di razzi avveniva anche prima, però dopo il ritiro i lanci sono aumentati: non Le dice niente, questo?

mentre l’embargo, con il taglio delle forniture, è stato considerato dalla comunità internazionale una violazione delle leggi umanitarie in quanto "punizione collettiva" di una popolazione di quasi un milione e mezzo di anime.
Peccato solo che nella sporca storia raccontata da Carlo Remeny non ci sia niente di vero.

Il semplice divieto delle autorità israeliane di permettere il ricovero al di fuori della Striscia di Gaza di malati gravi ha provocato in sei mesi il decesso di una sessantina di palestinesi.
E peccato che non sia vero neanche questo, dato che gli ospedali israeliani non hanno mai smesso di accogliere chiunque ne abbia bisogno (ma, a parte questo, dieci morti al mese tra i malati gravi su una popolazione di un milione e mezzo di anime, sembrano tanti? E, a parte anche questo, come mai con le decine di miliardi di dollari donati dal mondo intero non hanno ospedali e attrezzature sufficienti a sopperire alle loro necessità?)

Lo stop alle consegne di combustibile che consentivano alle due turbine della centrale elettrica di Gaza di produrre energia ha rischiato di provocare ulteriori decessi di malati tenuti in vita da apparecchiature speciali che hanno costante bisogno di energia. Come pure l’altolà ai camion dell’Agenzia Onu per i rifugiati palestinesi che portano generi alimentari di prima necessità avrebbe potuto produrre in tempi brevi una carestia. Nella Striscia di Gaza 800.000 persone sopravvivono con gli aiuti alimentari delle Nazioni Unite.
E perché non si guadagnano da vivere come fa tutto il resto dell'umanità?

Di fronte a questa situazione Israele si è dovuto arrendere, perché la comunità internazionale non può tollerare che le televisioni portino nelle case di tutto il pianeta le immagini di un popolo assediato, tenuto al buio, senza acqua, senza cibo, senza medicinali.
Totalmente falso anche questo, come spiega, tra i molti altri, anche Khaled Abu Toameh, giornalista arabo del Jerusalem Post: nessuno era al buio, tranne i parlamentari che per fabbricarlo, il buio, hanno semplicemente tirato le tende - peccato che il sole malandrino non abbia del tutto rispettato l'ordine di starsene fuori, come possiamo vedere qui.

Un accordo bilaterale sul valico
Lo ha compreso il presidente egiziano Hosni Mubarak che, dopo aver tenuto duro per qualche giorno sbarrando l’unica via d’uscita dalla Striscia attraverso il valico di Rafah, ha dato via libera all’ingresso in Egitto di migliaia di palestinesi affamati, che sono sciamati da Gaza per comprare cibo, benzina, sigarette, per farsi curare o soltanto per respirare in libertà.
... o per procurarsi cose come queste.

L’abbattimento della barriera di confine a Rafah ha tuttavia creato una situazione del tutto nuova.
Veramente? Davvero dobbiamo credere che l'abbattimento di una barriera come quella sia stato affare di ore? O di giorni?

Per le autorità di Hamas c’è adesso l’opportunità di amministrare l’area come uno Stato, a patto che il Cairo accetti di tenere il valico funzionante nell’ambito di un accordo bilaterale con i palestinesi.
E che cosa impediva di amministrare l'area come uno stato dopo il ritiro israeliano, quando non c'era nessuna chiusura e quando, oltretutto, la striscia non era dominata dai cattivi di Hamas bensì dai buoni di Abu Mazen? Che cosa impediva di farne un posto per vivere invece di trasformarla in unico immenso campo di battaglia e di distruggere le serre per scavare i tunnel per farvi passare armi, terroristi e altro ancora?

Per Israele si configura sul confine meridionale una situazione conflittuale simile a quella che si vive lungo la frontiera con il Libano. Dovesse restare aperto il valico di Rafah, Hamas per armarsi potrebbe attingere più facilmente al mercato internazionale e non necessariamente produrre in proprio armi artigianali di dubbia efficacia.
Di dubbia efficacia per il fatto che ammazzano solo ebrei? Ma per loro non è mica un problema, visto che è quello l'unico obiettivo!

Israele ha però anche l’opportunità di "scaricare" interamente sulle spalle dell’Egitto il peso dell’approvvigionamento della Striscia di Gaza, in materia di energia, acqua, generi essenziali.
Ha qualche elemento concreto per dimostrare che queste sarebbero le intenzioni, o almeno i desideri, di Israele?

Inoltre, si crea un abisso tra la Striscia di Gaza e la Cisgiordania occupata
occupata: repetita iuvant!

che potrebbe anche risolvere, dal punto di vista israeliano, il problema della contiguità territoriale del futuro Stato palestinese.
La soluzione, veramente, era già stata trovata da Ehud Barak, all'epoca di Camp David. E oggi sarebbe già pienamente funzionante il collegamento fra le due parti dello STATO DI PALESTINA, se il signore e padrone della Palestina non avesse deciso che non voleva affatto lo stato di Palestina bensì la distruzione di Israele e quindi la guerra.

Perché sforzarsi per trovare il modo di rendere comunicanti territori palestinesi distanti tra loro e non limitarsi al progetto del futuro Stato palestinese solo per la Cisgiordania di Abu Mazen?
Si chiama processo alle intenzioni. Ed è un gioco sporco.

Per Abu Mazen un’ipotesi del genere significherebbe il suicidio politico. Ma costituirebbe uno smacco colossale anche per i progetti americani, che non prevedono alternative allo stesso Abu Mazen. Per l’Egitto si crea, tuttavia, la situazione più difficile in assoluto.
Richiudere Gaza equivale a diventare il simbolo del tradimento nei confronti dei palestinesi davanti all’intera opinione pubblica araba, e soprattutto agli occhi di un’opposizione nazionale che cresce ogni ora che passa. Tenerla aperta, oltre a turbare non poco i rapporti con gli Usa e Israele,
sa, il problema non sono i rapporti con USA e Israele: il problema è che i palestinesi, ovunque siano andati, hanno portato caos, morte e distruzione: guardi il Libano, per dirne una. E questo, Mubarak lo sa. In teoria dovrebbe saperlo anche il signor Remeny, se il sapere di che cosa si sta parlando, soprattutto per un giornalista, non è un optional

potrebbe permettere l’abbraccio tra gli islamici palestinesi e i Fratelli musulmani egiziani.
Ecco, questo è senz'altro un argomento molto più serio. Ma come mai lo mette per ultimo, quasi come un inciso di scarso valore?

Forse possiamo provare a chiarire le idee al signor Remeny scrivendogli qui: famigliacristiana@stpauls.it


Invitiamo i nostri lettori a scrivere ai mass media per protestare contro servizi scorretti e faziosi, e a inviarci copia dei loro messaggi e delle eventuali risposte ricevute, presso
HR-Italia@honestreporting.com

HonestReportingItalia
vi invita inoltre a proporci eventuali critiche ai media per una possibile inclusione nei futuri comunicati. Assicuratevi di includere l'URL dell'articolo in questione o l'articolo stesso e invialo a: HR-Italia@honestreporting.com

Il nostro sito/libreria Israele - Dossier è dedicato alle informazioni dettagliate, dati storici e geografici sul conflitto medio orientale.

HonestReporting ha oltre 155.000 membri nel mondo, ed è in continua crescita.
(C) 2006 Honestreporting - Tutti i diritti riservati
E-mail: HR-Italia@honestreporting.com

Per iscriversi a HonestReportingItalia inviare una e- mail vuota a:
join-HonestReportingItalian@host.netatlantic.com


E uno si chiede: ma se le fonti di informazione per sapere che non c’è stato embargo, che non c’è stato black-out, che non sono mai mancati i generi di prima necessità eccetera sono accessibili a tutti noi comuni mortali, com’è che i giornalisti continuano sempre a restarne all’oscuro?

                           

barbara

sfoglia     gennaio        marzo
 
 




blog letto 5728013 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario

VAI A VEDERE

siti
foto e filmati
blog
.
I MIEI POST
Israele, documenti e riflessioni
Comunicati HonestReportingItalia
islam
donne
addii
ricorrenze
cose di ebrei
i miei libri
cose mie
cose così
chicche
post speciali
sveglia!
in Israele
Somalia
La luna e il suo bardo


ilblogdibarbara@gmail.com 

Un proposito:
io vedo, io sento, io parlo.
 

 
Hadas Fogel, colona ebrea di mesi 3, giustiziata (sgozzata) a Itamar l'11 marzo 2011 dai combattenti per la libertà palestinesi





MEGLIO UN MURO OGGI
CHE UN ATTENTATO DOMANI

Ugo Volli

”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




Israele e il mondo arabo


Lo stato ebraico e il mondo islamico





Ruth Halimi – Émilie Frèche, 24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi, Belforte
Trad. Barbara Mella, Elena Lattes, Marcello Hassan





Questo è Leone, e ha la bella età di tre ore


gatto sionista

Occhio alla piovra giudaica!









QUESTO BLOG È SIONISTA










... e invece niente

 Thousands of Deadly Islamic Terror Attacks Since 9/11 


Non riuscirete a fermarci!










Anna Politkovskaja: non perdoniamo
e non dimentichiamo




Reduci dai campi di sterminio nazisti





giù le mani dalle donne








Make love, not peace!




Poesia pura



Locations of visitors to this page


        questa sono io


questa è una cosa che amo


     e questa è un'altra



Pillole di saggezza
Take it easy. But take it.

La miglior vendetta è la vendetta.


Sholem Aleichem
Cantico dei Cantici
ed. Belforte
traduzione di Sigrid Sohn e Barbara Mella


sessantenne d'assalto
   

CERCA