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Diario


21 gennaio 2008

L’ESPRESSO: TUTTA LA DISINFORMAZIONE FOTOGRAFIA PER FOTOFRAFIA

Comunicato Honest Reporting Italia 20 gennaio 2008

La pace vista dal carcere

Il pezzo forte di questo servizio che inizia a pag. 54 dell’Espresso del 17 gennaio è l'intervista a Marwan Barghouti. Già il titolo è pesantemente fuorviante, ma non è di questo che vogliamo parlare, così come non vogliamo parlare di questa oscena intervista in ginocchio in cui all'intervistato è concesso di sparare, senza il minimo contraddittorio, ogni sorta di falsità e mistificazione, dal "constatare che Israele non ha avviato alcuna procedura che dia sostegno e fiducia ai palestinesi" (e Oslo? E Camp David? E il ritiro da Gaza?) al frignare che "Israele non ha rilasciato un numero consistente di prigionieri ma soltanto 400" (e quanti prigionieri israeliani hanno rilasciato i palestinesi? Prigionieri che, oltretutto, NON sono terroristi, a differenza di quelli detenuti nelle carceri israeliane che, una volta rilasciati, sono tornati a fare terrorismo), dalla delirante affermazione che sarebbe stata Israele a costringere "i palestinesi a vivere in uno dei più grandi accampamenti di profughi e per un tempo così lungo che non vi è pari nella storia moderna" alla grottesca dichiarazione che "i territori occupati nel 1967 rappresentano solo il 22 per cento della Palestina storica" (errore: i territori occupati nel 1967 rappresentano il 10 per cento della Palestina storica, mentre lo stato di Israele ne rappresenta il 12 per cento. Il restante 78 per cento è "occupato" dallo stato palestinese di Giordania), e potremmo continuare a lungo ma, come detto, non è di questo che vogliamo parlare, così come non parleremo del ritratto fortemente positivo di questo terrorista assassino ("è stato condannato a cinque ergastoli perché ritenuto responsabile di altrettanti omicidi di israeliani", "rampollo di una nobile famiglia", "carisma") che emerge da tutto il servizio. No. Ciò di cui vogliamo parlare sono le foto che illustrano il servizio. Nella prima vediamo un "rastrellamento israeliano". Perché gli israeliani rastrellano; il perché non si sa, forse è nella loro natura. Nella seconda "agenti palestinesi fedeli ad Abu Mazen celebrano l'anniversario di Fatah": belli, eleganti, sobri, tranquilli, pacifici. Nella terza Marwan Barghouti: una bella foto in bianco e nero, un primo piano del suo bel faccione gioviale. Nella quarta, in cui si vede un villaggio con del fumo in fondo e qualcosa che brucia in primo piano "militanti palestinesi si preparano a fronteggiare un'incursione israeliana": poiché non è dato sapere se questa strana gente che sono gli israeliani abbia un qualche ragionevole motivo per operare incursioni, e d'altra parte i "militanti" palestinesi sono lì che la aspettano, si può supporre che anche le incursioni, come i rastrellamenti, siano nella natura degli israeliani. Nella quinta "un soldato benda prigionieri palestinesi nella Striscia di Gaza": chi sono questi palestinesi? Non si sa. Perché sono stati fatti prigionieri? Non si sa. Perché il soldato israeliano li benda? Non si sa. Cattiveria gratuita? Chissà ... Nella sesta foto "La folla partecipa al funerale di un palestinese ucciso nei raid" (nei raid? Quanti raid sono occorsi per uccidere un palestinese?). Nella settima un piccolo ritratto di Mahmoud Abbas, nom de guerre (giusto per non rischiare di dimenticarci che lui è un uomo di pace) Abu Mazen: elegantissimo, aria seria e concentrata. Nell'ottava "una residenza palestinese distrutta dagli israeliani" e anche in questo caso il perché non si sa; forse il perché non c'è e anche in questo caso si è trattato di pura cattiveria gratuita. Nella nona e ultima, Ehud Olmert: siamo pronti ad ammettere che il suo aspetto forse non è dei più accattivanti, ma a guardare questa foto viene il sospetto che tra le decine di migliaia presenti in rete sia stata accuratamente scelta la più antipatica, in cui sembra guardare, con insopportabile arroganza, il mondo dall'alto in basso.


Case israeliane distrutte dai Kassam? Zero. Funerali di israeliani uccisi dai palestinesi? Zero. Prigionieri israeliani catturati dai palestinesi e di cui mai più si è avuta notizia? Zero. Famiglie israeliane che preparano i bunker per sfuggire agli attacchi palestinesi e che insegnano ai bambini a mettersi al riparo in 15 secondi, tempo massimo intercorrente tra il segnale d'allarme e la caduta del missile? Zero. Pacifici soldati israeliani che celebrano qualche ricorrenza? Zero. Israeliani dalla faccia simpatica che sarebbero contenti di fare la pace? Zero.

Vi invitiamo a segnalare questa vergognosa mistificazione della realtà a espresso@espressoedit.it


Invitiamo
i nostri lettori a scrivere ai mass media per protestare contro servizi scorretti e faziosi, e a inviarci copia dei loro messaggi e delle eventuali risposte ricevute, presso HR-Italia@honestreporting.com

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Non che sia una novità, comunque …

barbara


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