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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


6 gennaio 2008

VOLTI

Per anni erano stati nomi sullo schermo del computer, ora sono diventati anche volti. Deborah Fait l’avevo già incontrata, ma non la vedevo da dodici anni e mezzo, ed è stato un piacere immenso rivederla. Non avevo invece mai visto le bellissime Dana e Odelia, madri di famiglia (Odelia cinque figli) dall’aspetto di ragazze, incontrate a Herzeliya, respirando l’aria del Mediterraneo (e il correttore automatico di word – meno male che me ne sono accorta in tempo – ha pensato bene di correggermi Odelia in Omelia!). E in casa loro ho “convocato” anche Johnny, appena arrivato dal Belgio. Ad Acco ho incontrato Sandra Esther dalla prodiga ospitalità e il suo barbuto marito, che mi ha scarrozzata per tutto il circondario, con la figlia di Sandra come interprete. Debora e suo marito, invece, non erano neppure dei nomi: fino a un’ora prima ne ignoravo l’esistenza, così come loro ignoravano la mia. Informati da Sandra, amica di Debora, che a causa di un contrattempo avevo bisogno di essere alloggiata per un giorno nella loro città (Arad), mi hanno istantaneamente aperto la propria casa, mi hanno portata a visitare paesaggi mozzafiato, mi hanno offerto pranzo cena e colazione e un letto per dormire e procurato un taxi che mi portasse il giorno dopo a Gerusalemme. E lì ho visto Sharon, dalla bellezza quasi surreale (avete presente Liz Taylor da giovane? Ecco, quando si scioglie i capelli è precisa sputata. Poi andate a vedere i genitori, e allora si spiega tutto) e dalla prorompente vitalità. E ho incontrato la giovane e sconosciuta russa che mi ha offerto la casa nei primi due giorni, in cui a Sharon è stato impossibile ospitarmi nella propria; e poi tante persone che all’udire il mio nome hanno esclamato: “Ah, finalmente un viso dietro al tuo nome!” e anch’io, in contemporanea, ho finalmente avuto la possibilità di associare un viso a un nome. Per finire, poi, con l’apoteosi di quella serata al Tempio italiano di Gerusalemme organizzata per ricordare il padre di Fiamma Nirenstein in cui, nel breve discorso introduttivo, è stato fatto il mio nome accostandolo a quello di Marco Taradash (“una voce e una penna”) come persone che si battono contro la disinformazione su Israele, e subito ho visto molti dei presenti guardarsi intorno per cercare di individuare la proprietaria di quel nome, e poi lo scrosciante applauso, al quale mi sono alzata per ringraziare e per dare loro la possibilità di individuarmi e infine, a conclusione della serata, l’abbraccio di Ester Picciotto, storica commentatrice del blog, oltre che corrispondente di antichissima data. Ecco, il viaggio in Terra d’Israele ha significato anche questo: la trasformazione di una serie di nomi in volti e voci e persone e caldi abbracci. E, sì, valeva davvero la pena di affrontarlo anche con le zampe sconquassate. (E poi c’è stato l’ebreo tunisino che avevamo preso per un mafioso georgiano, che mi ha mandato a dire che sono molto bella, e gli strafighissimi soldati a cui ho chiesto aiuto quando mi sono persa nella città vecchia, e il venditore arabo che mi ha rincorsa fino allo sfinimento (suo) per vendermi di Shabbat una piccola menorah a venti euro, quindici euro, dieci euro, otto euro …, e la signora con bastone che stava scendendo la scala che io mi stavo, col bastone, accingendo a salire e ci siamo guardate in faccia e siamo scoppiate a ridere, e il ragazzo privo di entrambe le mani che maneggiava con incredibile disinvoltura posate e ogni altra cosa con due terrificanti protesi di metallo dotate di pinze – ma una donna non la puoi accarezzare con le protesi di metallo: quello ti è stato rubato per sempre – e l’omino tuttofare dell’albergo (“Mi chiamo Shmuel: di qualunque cosa tu abbia bisogno, chiamami”) che mi ha accompagnata in macchina in cerca di una farmacia per comprare cavigliere elastiche e qualcosa con cui lenire le mie povere zampe appena sfasciate, e …)

barbara


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permalink | inviato da ilblogdibarbara il 6/1/2008 alle 0:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa
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