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Diario


1 gennaio 2008

QUEST’ANNO A GERUSALEMME … IN SEDIA A ROTELLE

Perché, come dice il saggio, se una cosa può andare male, stai pure tranquillo che prima o poi lo farà. E, se può scegliere, molto meglio prima che poi. Il motivo vero, comunque, lo so, e l’ho anche raccontato, una volta, nel blog del mio ex cognato. Perché io ho un’antica moneta cinese che mi porta fortuna in tutto ciò che riguarda i viaggi, e naturalmente non è che io ci creda a queste puttanate, però una volta che sono partita in fretta e l’ho dimenticata a casa è successo letteralmente di tutto, dalla partenza con due ore di ritardo all’atterraggio con un motore in fiamme, dalla valigia con la serratura bloccata che ho dovuto aprire con martello e scalpello alla perdita dell’accompagnatore a metà viaggio … così ho deciso che non l’avrei dimenticata mai più. E in effetti non l’avevo dimenticata questa volta, solo che per questioni di incompatibilità estetica tra la moneta con cordoncino di cuoio e la deliziosa collana a doppio filo con fiori e foglie di pietre dure e cristalli che avevo al collo, invece che addosso l’ho tenuta nella tasca della borsa. Ed è stato così che la mattina, uscendo dall’albergo alle sei e mezza di mattina, rincoglionita di sonno, con valigia in mano, zaino sulla schiena, borsa gigante e borsa della macchina fotografica sulla spalla, non ho visto il basso gradino che stava in fondo all’ingresso, e sono finita lunga distesa, con piedi e gambe allineati a 180°. Risultato: legamenti strappati, capillari frantumati, edemi giganteschi dappertutto, insomma, in breve, mi sono spaccata tutte e due le zampe, con conseguente impossibilità di camminare. Naturalmente se mi conoscete appena appena un po’, di sicuro non vi immaginerete che sia tornata a casa, o che mi sia fatta portare in qualche ospedale. E fate benissimo, perché infatti sono partita ugualmente. Poi a Malpensa quando, dopo un’ora che ero lì, si sono accorti che non ero neppure in grado di stare in piedi, mi hanno fatto portare una sedia a rotelle, e hanno richiesto assistenza anche a Tel Aviv e dunque il mio ingresso in Terra d’Israele l’ho fatto per l’appunto così: in sedia a rotelle. Il resto alle prossime puntate.



barbara

AGGIORNAMENTO: a sinistra ho tutti i legamenti rotti e mi hanno steccata, a destra ho una frattura piuttosto brutta e leggermente scomposta e mi hanno ingessata. Volevano operarmi ma mi sono rifiutata, hanno detto che così la caviglia non potrà tornare perfetta e ho detto che tanto con tutti i casini capitati in precedenza, perfetta non lo era neanche prima. Comunque se tutto va bene, verso la metà di febbraio potrò tornare a camminare. Nel frattempo dovrò farmi tutti i giorni le iniezioni sulla pancia per ridurre il rischio di embolia (e avreste dovuto vedermi, al ritorno dall'ospedale, farmi due piani e mezzo col culo, e le facce dei vicini!) (bello, comunque, vedere sullo schermo luminoso un osso spaccato in due e pensare che sono riuscita a camminarci sopra per undici giorni)


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permalink | inviato da ilblogdibarbara il 1/1/2008 alle 23:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (46) | Versione per la stampa
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