.
Annunci online

ilblogdibarbara
fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


7 novembre 2007

BASTA!

Certamente non tutti i musulmani sono terroristi, tuttavia è con dolore che affermiamo che la maggior parte dei terroristi nel mondo sono musulmani. I sequestratori dei bambini in Ossezia sono musulmani. Anche i rapitori, diventati poi gli assassini, dei cuochi e dei lavoratori nepalesi sono musulmani. Coloro che hanno perpetrato alcune operazioni violente e assassine in Darfur sono musulmani. Anche le loro vittime sono musulmane. Coloro che hanno fatto esplodere edifici civili a Riyadh e a Khobar sono musulmani. Coloro che hanno rapito i giornalisti francesi sono musulmani. Le due donne che hanno fatto esplodere due aerei una settimana fa sono musulmane.
Bin Laden è musulmano, al-Huthi (capo dei jihadisti nello Yemen) è musulmano, la maggior parte di coloro che hanno perpetrato operazioni suicide contro mezzi di trasporto, scuole, abitazioni, edifici in tutto il mondo negli ultimi dieci anni, anch’essi sono musulmani.
Che fedina penare sporca! Non dovrebbe forse farci riflettere su noi stessi, sulle nostre società, sulla nostra cultura? (
Abd al-Rahman al-Rashed, Arabia
Saudita)

Quando queste cose le dico io, qualcuno che ogni tanto passa di qui mi accusa di razzismo antiarabo – senza peraltro, ovviamente, portare una sola argomentazione. Che cosa si inventerà adesso, che le stesse identiche cose le dice un buon musulmano saudita?


Considerata la stupefacente abnormità degli atti di barbarie dell'11 settembre, sono lecite e giustificate sia la ribellione morale sia le richieste di condanna. Ma una società civilizzata non può consentire attacchi ciechi contro tutti coloro che vengono percepiti come "musulmani" o "arabi". Non tutti i musulmani né tutti gli arabi sono terroristi. Né sono implicati negli orrendi eventi di martedì. La protezione da parte della polizia nei confronti di singoli musulmani, moschee e altre istituzioni deve essere aumentata.
Ciononostante, sostenere che l'islam non abbia niente a che fare con il martedì di terrore significa ignorare consapevolmente l’ovvio e interpretare erroneamente gli eventi. Senza l'islam la strategia a lungo termine e le azioni individuali di violenza di Osama Bin Laden e dei suoi seguaci non avrebbero senso. L’Occidente deve comprenderli per riuscire ad affrontarli ed evitare gli errori del passato. Abbiamo a che fare con terroristi islamici e dobbiamo prendere seriamente in considerazione la componente islamica. Gli occidentali in generale, e gli americani in particolare non comprendono le idee accese, religiose e antioccidentali dei terroristi islamici. Questi fanatici intossicati da Dio gettano via le proprie vite in cambio del paradiso con settantadue vergini promesse ai martiri musulmani uccisi nella guerra santa contro tutti gli infedeli.
Jihad è «una guerra religiosa contro gli infedeli nella missione di Maometto [il Profeta]. È un dovere religioso, sancito dal Corano e nelle Tradizioni come un'istituzione divina, con lo specifico proposito di fare avanzare l'islam e respingere il male da parte dei musulmani».
Il mondo è diviso in due sfere, la dar al-islam e la dar al- harb. La seconda, la "dimora della guerra", è una terra che appartiene agli infedeli e che non è stata sottomessa all'islam. La dar al-harb diventa dar al-islam, la dimora dell'islam, a seguito della promulgazione di editti dell’islam. Quindi la natura totalitaria dell'islam assume la forma più evidente nel concetto di jihad, la guerra santa, il cui fine ultimo è conquistare il mondo intero e sottometterlo all'unica vera fede, la legge di Dio. Solo all'islam è stata concessa la verità: non c'è alcuna possibilità di salvezza al di fuori di esso. I musulmani devono combattere e uccidere nel nome di Dio.

Nel C
orano leggiamo:


«Uccidete gli idolatri dovunque li troviate (IX,5);
«Coloro che credono combattono sulla via di Dio» (IV; 76);
«Di' a coloro che rifiutano la Fede che, se desisteranno, quel ch'è ormai passato sarà loro perdonato, ma se riattaccano, sappiano che già gli antichi ebbero punizione esemplare. Combatteteli dunque finché non vi sia più scandalo e il culto tutto sia reso a Dio» (VIII, 38-39).

Coloro che muoiono combattendo per l'unica vera religione, l’islam, saranno ampiamente ricompensati nell'aldilà:

«Combattano dunque sulla Via di Dio coloro che volentieri cambiano la vita
terrena con l'Altra, ché a colui che combatte sulla via di Dio, ucciso o vincitore, daremo mercede immensa» (IV, 74).

Che cosa dovremmo fare di questi altri sciagurati versi del Corano dedicati ai seguenti argomenti:

Tormento ai miscredenti (IV, 56)
Solo l'islam è accettabile (III, 85)
Nessun amico tra persone estranee alla Fede (III, 118)
Nessun alleato tra giudei e cristiani (V, 51)

Nessun alleato tra gli infedeli (III;28; IV, 144)

Nessun alleato tra parenti se non sono credenti (IX, 23)
Combattere i Negatori (IX, 123)
Uccidete i miscredenti (IV, 89)
Versetti antigiudaici (V, 82)
Dio un "insidiatore" (VIII, 30)
Uccidere gli idolatri (IX, 5)

Gli idolatri sono sozzura solo perché idolatri (IX, 28)
Costringere gli infedeli a pagare le tasse (IX, 29)
Il tormento dell'inferno (XLIV, 43-58)
Tutti, ebrei, cristiani, sabei, tranne i musulmani, andranno all'inferno
(II, 62; V, 69)

Diffondere il panico nel cuore, percuotere, le cervici, percuotere e spezzare le dita dei miscredenti (VIII, 12)
Colpire le cervici ai miscredenti (XLVII, 4)
Severa punizione per gli atei (X, 4); (V, 10); (V, 86)
Severa punizione per i miscredenti (XXII 19-22); LXXII, 23); (XCVIII, 6)
Punizione dei miscredenti nell’aldilà (XVII, 10)
Punizione per chi rifiuta la fede (III, 91)
I miscredenti vanno all’inferno (IV, 140; VII, 36)
Anche coloro che credono parzialmente vanno all'inferno (IV, 150-151)
Punizioni sadiche (LVI, 42-43)
Punizione dell'apostata (XVI, 106);(III, 86-88); (III, 90); (IV, 137).
Minaccia di punizione qualora non si vada in guerra (IX, 38-39); (XLVIII, 16)
Dio fa sì che uno pecchi di più per punirlo di più (III, 178)
Evitare intenzionalmente che i miscredenti non conoscano la verità (VI, 25); (VI, 110)
Evitare che i miscredenti possano capire il Corano (XVII, 45-46)
È Dio che fa peccare le persone ed è Lui che le punisce (XVII, 97)
Dio poteva condurre sulla retta via, ma non lo ha fatto (VI, 35)
Fare deviare chiunque egli voglia. (XIV, 4)
Deviare intenzionalmente qualcuno (XVI, 93)
Dio fa sbagliare gli uomini (IV, 143; VII, 178)
Dio trae in inganno gli esseri
umani (IV, 142)


È certamente giunto il momento, per noi che viviamo in Occidente e godiamo della libertà di espressione, di analizzare senza timore e senza fare dell'apologia i fondamenti di questi fanatici, compreso il Corano che sancisce divinamente la violenza. Dovremmo esaminare obiettivamente la vita del Profeta, che non era al disopra degli assassini politici, e che fu responsabile del massacro degli ebrei.
«Ah! ma tu stai confondendo l’islam con il fondamentalismo islamico. Il vero islam non ha nulla a che fare con la violenza» ribattono gli apologeti dell’islam.
Cl possono essere musulmani moderati, ma l’islam in sé e per sé non è moderato. Non c’è alcuna differenza tra l’islam e il fondamentalismo islamico. Al massimo c’è una differenza di grado, ma non di genere. Tutti i fondamenti del fondamentalismo islamico derivano dal Corano, dalla sunna e dagli hadith. Il fondamentalismo islamico è una costruzione totalitaria derivata dai giuristi musulmani dai testi fondamentali e fondanti dell'islam. I fondamentatisti, con maggiore logica e coerenza dei cosiddetti musulmani moderati o liberali, hanno fatto dell'islam la base di un’ideologia utopistica radicale che mira a sostituire nell’ordine mondiale il capitalismo e la democrazia. L'islamismo si fonda sull’odio antiamericano in luoghi distanti dal conflitto arabo-israeliano, come la Nigeria e l’Afghanistan, dimostrando che il conflitto mediorientale non può essere usato legittimamente per spiegare il fenomeno chiamato islamismo. Un palestinese coinvolto nell'attacco al World Trade Center, sarebbe un martire della causa palestinese, ma ancor più un martire dell'islam.
«Ah, ma il fondamentalismo islamico è come ogni altro tipo di fondamentalismo, non lo si deve demonizzare. È il risultato di pessime condizioni politiche e sociali. Deve essere spiegato in termini economici e non religiosi» continuano gli apologeti dell’islam.
Ci sono enormi diffe
renze tra il fondamentalismo islamico, e gli altri tipi di fondamentalismo moderno. È vero che i fondamentalisti indù, ebraici e cristiani sono stati responsabili di atti di violenza, ma questi sono stati confinati a particolari nazioni e regioni. Il fondamentalismo islamico ha aspirazioni globali: la sottomissione del mondo intero alla onnicomprensiva sharia, un sistema fascista di dettami, con l’obiettivo di controllare ogni singolo atto di tutti gli individui. Gli indù e gli ebrei non cercano di convertire il mondo alla loro religione. I cristiani fanno proselitismo, ma non fanno più ricorso alla violenza o al terrorismo internazionale per raggiungere i loro obiettivi.
Solo l'islam tratta i miscredenti come esseri inferiori strumentalizzabili nel processo che conduce all'egemonia mondiale. L'islam giustifica ogni mezzo per raggiungere il fine dell'insediamento di un mondo islamico.
I fondamentalisti islamici fanno proseliti tra le popolazioni musulmane, ricorrono a simboli religiosi islamici, e motivano le loro reclute con una dottrina islamica derivata dal Corano. La povertà economica da sola non può spiegare il fenomeno dell'islamismo. La povertà in Brasile o in Messico non è sfociata in azioni di fondamentalismo cristiano a livello internazionale. Gli islamisti si oppongono a ciò che loro considerano il materialismo occidentale. La loro scelta è chiara: islam o jahiliyya. Quest'ultimo termine è stato ridefinito a indicare
la jahiliyya di stampo moderno tipica delle società moderne, democratiche, industrializzate in Europa e in America, dove l’uomo è sotto il dominio dell'uomo e non di Dio. I fondamentalisti rifiutano totalmente i valori dell’Occidente, che ritengono stia avvelenando la cultura islamica. Quindi non si tratta solo di una questione economica, ma di una visione del mondo totalmente diversa che vogliono imporre al mondo intero. Sayyid
Qutb, pensatore musulmano egiziano molto influente, ha detto che «il potere deve essere restituito solo a Dio; di fatto all'islam, quel sistema olistico che Egli ha concesso agli uomini. Un'offensiva totale, un jihad deve essere indetto contro la modernità cosicché si possa attuare il riarmo morale. L’obiettivo finale è quello di ristabilire il regno di Dio sulla terra». (Ibn Warraq, Pakistan – Stati Uniti)

Anche questo brano, come il precedente, è tratto da “Basta!” a cura di Valentina Colombo, raccolta di testi di autori arabi che hanno deciso, appunto, di dire basta: basta al terrorismo, basta alle discriminazioni contro le minoranze, basta all’emarginazione delle donne, basta alla violenza, basta alla dittatura, basta al lavaggio del cervello. E basta, anche, alle menzogne.


Amir Taheri ha stimato che il budget del meccanismo della propaganda islamista sia di circa 100 miliardi di dollari negli ultimi due decenni, il che la rende la più vasta propaganda della storia, ancora superiore alla propaganda comunista nell’epoca sovietica. Le persone non spenderebbero così tanto denaro se non sapessero di dover difendere un’immensa bugia.
(Abu Kawla, Tunisia)

“Basta!”, dicono dunque i 46 autori musulmani tradotti da Valentina Colombo. Ed è ora che anche noi cominciamo a dire basta: basta all’accettazione di ogni infamia, basta all’acquiescenza, basta al giustificazionismo, basta al buonismo, basta al terzomondismo d’accatto che ha come unico risultato quello di far sì che un miliardo e passa di schiavi continuino a restare schiavi. Basta!

A cura di Valentina Colombo, Basta!, Piccola biblioteca Oscar Mondadori



barbara

sfoglia     ottobre        dicembre
 
 




blog letto 6368056 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario

VAI A VEDERE

siti
foto e filmati
blog
.
I MIEI POST
Israele, documenti e riflessioni
Comunicati HonestReportingItalia
islam
donne
addii
ricorrenze
cose di ebrei
i miei libri
cose mie
cose così
chicche
post speciali
sveglia!
in Israele
Somalia
La luna e il suo bardo


ilblogdibarbara@gmail.com 

Un proposito:
io vedo, io sento, io parlo.
 

 
Hadas Fogel, colona ebrea di mesi 3, giustiziata (sgozzata) a Itamar l'11 marzo 2011 dai combattenti per la libertà palestinesi





MEGLIO UN MURO OGGI
CHE UN ATTENTATO DOMANI

Ugo Volli

”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




Israele e il mondo arabo


Lo stato ebraico e il mondo islamico





Ruth Halimi – Émilie Frèche, 24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi, Belforte
Trad. Barbara Mella, Elena Lattes, Marcello Hassan





Questo è Leone, e ha la bella età di tre ore


gatto sionista

Occhio alla piovra giudaica!









QUESTO BLOG È SIONISTA










... e invece niente

 Thousands of Deadly Islamic Terror Attacks Since 9/11 


Non riuscirete a fermarci!










Anna Politkovskaja: non perdoniamo
e non dimentichiamo




Reduci dai campi di sterminio nazisti





giù le mani dalle donne








Make love, not peace!




Poesia pura



Locations of visitors to this page


        questa sono io


questa è una cosa che amo


     e questa è un'altra



Pillole di saggezza
Take it easy. But take it.

La miglior vendetta è la vendetta.


Sholem Aleichem
Cantico dei Cantici
ed. Belforte
traduzione di Sigrid Sohn e Barbara Mella


sessantenne d'assalto
   

CERCA