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Diario


23 settembre 2007

TUTTA COLPA DI ISRAELE, PER IL MATTINO

Comunicato Honest Reporting Italia 23 settembre 2007

Succede spesso, sfogliando "Il Mattino" di trovare storia e cronaca reinventate ad uso e consumo di un'ideologia che vuole Israele sempre e comunque colpevole. L'articolo che segue, "Il cappio della strategia della tensione" di Vittorio dell’Uva pubblicato giovedì 20 settembre alle pagine 1 e 3, è un eccellente esempio di questo modo di fare "informazione".

È il Medio Oriente del sangue che destabilizza e delle sanzioni che da atto politico si trasformano in punizione collettiva. La morte violenta di un deputato antisiriano a pochi giorni delle elezioni presidenziali in Libano rilancia sospetti su Damasco, offuscandone ruolo e immagine.
Prima annotazione: a un assassinio politico di straordinaria gravità (e si noti il declassamento a "morte violenta"), una riga. All'episodio seguente, 25 volte tanto.


Una mossa di Israele che ha definito, a freddo, la Striscia di Gaza «entità ostile», apre scenari da attacco preventivo anche se può fare più danni ad Hamas dei raid o delle esecuzioni mirate.
Seconda annotazione: questo incredibile, oseremmo dire delirante, "a freddo". Perché il signor dell'Uva, a quanto pare, nei giorni scorsi, nelle settimane scorse, nei mesi scorsi, negli anni scorsi, mai e poi mai ha notato qualcosa che potesse far pensare a una qualche ostilità da parte di Gaza nei confronti di Israele. Mai e poi mai ha visto qualcosa che potesse far prevedere una simile "mossa" da parte di Israele. Mai e poi mai ha immaginato che il lancio di migliaia e migliaia di razzi su strade e case e scuole e asili di Israele seminando morte e distruzione fosse da considerare come una manifestazione di ostilità.

Le bombe che uccidono indiscriminatamente miliziani e civili generano controversi effetti collaterali, ma sostanzialmente cementano nazionalismo e volontà di resistenza.
E una cosa sia ben chiara: se parliamo di bombe, se parliamo di uccidere - soprattutto di uccidere indiscriminatamente - è di Israele che si sta parlando: e di chi altro mai? A parte questo, a noi - e a chiunque si occupi di fatti e non di favole - risulta che dopo l'eliminazione di Yassin e di Rantisi gli atti di terrorismo sono drasticamente diminuiti. Se al signor dell'Uva risultano dati diversi, sarebbe cortesemente pregato di metterli a nostra disposizione.

L’aggravarsi delle difficoltà della vita quotidiana, derivanti dal drastico taglio delle forniture elettriche e petrolifere e da altre forme di embargo che si annunciano, è destinato a promuovere forme di forte dissenso se non di ribellione della popolazione civile nei confronti della propria classe dirigente.
Chiunque abbia una sia pur pallida conoscenza della situazione sa perfettamente che "l'aggravarsi delle difficoltà della vita quotidiana" deriva unicamente dal terrorismo (se, per dirne una, si distruggono delle serre e al loro posto si scavano tunnel per contrabbandare armi ed esplosivi, difficilmente la produzione di frutta e verdura riuscirà ad aumentare).

Senza sparare, almeno al momento, un solo proiettile Israele piazza un nuovo cuneo nel cuore della già disgraziatissima Gaza provando a promuovere una nuova frammentazione e quindi una ulteriore implosione in ambito palestinese.
Un "nuovo" cuneo? Il precedente, o i precedenti, quali sarebbero? E "disgraziatissima" per colpa di chi?

Altre sbarre alla porta del grande campus della disperazione, quale è appunto la Striscia, più che desideri di vendetta sono destinate a stimolare la voglia di evasione. Hamas, di cui viene volutamente riconosciuta soltanto la componente estremista con tendenze al terrorismo,
che cos'altro si dovrebbe riconoscere, secondo il giornalista, in una organizzazione terroristica fondata unicamente con l'obiettivo di distruggere Israele? (E, inoltre, chi ha trasformato la striscia di Gaza in un "grande campus della disperazione"?)

deve essere sottoposto ad un processo interno di erosione preambolo ad una più vasta operazione di rigetto. Si ripete, in forma riveduta e corretta, un vecchio copione. La nascita del movimento islamico, come ricorda Antonio Ferrari nel libro «Islam si, Islam no», citando in esclusiva una «confessione» di Rabin a Mubarak, fu favorita da Israele per abbattere il monopolio di Al Fatah.
Anche Al Fatah aveva e ha tuttora come unico obiettivo la distruzione di Israele: è davvero così strano e incomprensibile che Israele abbia tentato di "abbatterne il monopolio"?

Oggi a quell’errore di un tempo, che ha generato due Palestine,
cioè, il signor dell'Uva ritiene che Hamas da solo non sarebbe riuscito a conquistare credito e visibilità, pur in presenza dell'immensa corruzione dell'Olp? Che senza questo intervento - di cui entità e modalità sono ancora tutte da dimostrare - di Israele, Hamas e Olp andrebbero d'amore e d'accordo? Il signor dell'Uva ancora non è riuscito a capire, dopo anni di scontri sanguinosi, qual è il motivo del contendere tra Hamas e l'Olp?

si prova a porre riparo restituendo smalto, potere e risorse, ad Abu Mazen erede del movimento palestinese con cui si era persino sfiorata la pace.
Con cui Israele e il mondo intero si erano illusi che si stesse sfiorando la pace. Peccato che il signor Arafat, come gran messe di documenti sta a dimostrare, fosse di tutt'altro avviso.

Ma quali che siano le strategie di medio e lungo periodo ancora una volta viene colpita una parte non irrilevante di un popolo. Almeno un milione e mezzo di persone dovrà accontentarsi, tra i contagocce degli aiuti umanitari, della benzina appena sufficiente al funzionamento dei generatori degli ospedali.
Che gli aiuti siano più che sufficienti a sfamare la popolazione, è anche questa cosa ampiamente dimostrata e documentata, ma che il solerte articolista preferisce ignorare.

La decisione di Israele, che formalmente rappresenta la risposta al lancio periodico di razzi Qassam da Gaza,
"formalmente"? E sostanzialmente, invece? Che cosa sta tentando di insinuare il signor dell'Uva?

coincide con il lavorio preliminare della conferenza di pace alla quale lavora Condoleezza Rice da ieri in missione nella regione.
Non che sia invece il terrorismo palestinese a coincidere con tutto ciò che potrebbe aprire uno spiraglio alla pace, vero? Non sia mai che un simile infame sospetto vada a colpire quelle brave persone!

Molti leader arabi, e non solo, vorrebbero che a quell’appuntamento si arrivasse coinvolgendo quante più componenti possibili del mondo palestinese e rappresentati di Paesi che con Israele non sono in sintonia. Il caso e le scelte di natura politico-militare vogliono che si determini una scrematura di fatto.
Tipo lasciar fuori i terroristi? Ma che infamia!

La definizione di Gaza, come «entità ostile», frantuma ogni residua possibilità di negoziato per la parte moderata di Hamas
"parte moderata di Hamas"? Il signor dell'Uva potrebbe cortesemente dirci quale sarebbe? Potrebbe gentilmente far sapere anche a noi chi, all'interno di Hamas, non vive all'unico scopo di distruggere Israele e sterminare tutti gli ebrei? O forse ritiene che cancellazione di uno stato e sterminio di un popolo non siano incompatibili con la moderazione, se questo stato si chiama Israele e questo popolo ebrei?

associata alla componente estremista vista a Gerusalemme e negli Stati Uniti come battistrata della penetrazione iraniana.
Sarebbe a dire che invece non è vero che Hamas è sostenuto dall'Iran, finanziato dall'Iran, addestrato dall'Iran?

I drammatici eventi che nelle stesse ore hanno insanguinato Beirut, con l’ennesimo assassinio di un deputato antisiriano riaprono il processo alle presunte sanguinose interferenze sul Libano del regime di Damasco.
Presunte??? Ma il signor dell'Uva è sicuro di vivere sul pianeta Terra?

Bashar Assad, da sospetto destabilizzatore in proprio e conto terzi della regione, ha sempre meno titolo soprattutto agli occhi di Washington, per sedere con qualche pretesa, al futuro ed ipotetico tavolo della pace.
Anche agli occhi di qualunque persona che abbia mezza briciola di conoscenza delle vicende mediorientali, caro signore, Bashar Assad ha decisamente pochi titoli per avere qualcosa da dire a un tavolo della pace.

Se ritenete di avere qualcosa da obiettare al signor Vittorio dell’Uva, scrivete a posta@ilmattino.it.


Invitiamo i nostri lettori a scrivere ai mass media per protestare contro servizi scorretti e faziosi, e a inviarci copia dei loro messaggi e delle eventuali risposte ricevute, presso HR-Italia@honestreporting.com

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In effetti fra i giornali specializzati nella demonizzazione di Israele, Il Mattino è decisamente uno dei più attivi.

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