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Diario


17 settembre 2007

CANCELLARE OGNI TRACCIA EBRAICA DAL MONTE DEL TEMPIO: LA POLITICA DEL WAQF

Questo sui giornali non lo trovate, e quindi beccatevelo qui. Tanto perché non vi venga la tentazione di dire che non lo sapevate.

Il sito "One Jerusalem" diretto da Nathan Sharansky denuncia una nuova gravissima iniziativa dell'istituzione islamica Waqf preposta alla gestione del Monte del Tempio di Gerusalemme, volta a perseguire la sistematica distruzione di quanto resta di ebraico dal punto di vista archeologico in un complesso che rappresenta quanto di più sacro esiste per il mondo ebraico.
Gideon Charlap, architetto ed esperto del complesso, ha constatato che gli arabi stanno scavando un fossato della profondità di un metro da nord a sud il quale taglia almeno tre muri di separazione dei locali del Tempio. I materiali di scavo – come già in altre occasioni – vengono gettati via, con un danno archeologico inestimabile. Un poliziotto druso che ha tentato di bloccare il trattore che stava realizzando questo scavo abusivo è stato aggredito dagli operai arabi e il capo dell'ufficio di polizia israeliano del Monte del Tempio è intervenuto per… calmare il poliziotto.
Non insistiamo sulle numerose altre testimonianze e valutazioni di archeologi sul carattere drammatico e irreversibile di queste distruzioni, che mirano a islamizzare tutta l'area, e per le quali rinviamo al sito web citato.
Ci limitiamo qui a due commenti.
È perfettamente comprensibile che il governo israeliano sia impegnato in una situazione politica difficilissima e che tenti in ogni modo di non accendere alcun conflitto che potrebbe essergli addebitato come causa di nuove drammatiche rotture. È troppo chiedere che qualcuno si renda conto della straordinaria pazienza e dello spirito di sopportazione "cristiano" con cui Israele affronta una simile prova e mette sul piatto della bilancia della pacificazione persino la distruzione dei simboli più sacri della storia del popolo ebraico?
E inoltre: siamo di fronte a gesti che ricordano la distruzione delle statue di Budda da parte dei talebani e mettono in luce il lato più bestiale e fanatico dell'integralismo islamico, e cioè la distruzione della storia e della cultura degli "altri" per costruire l'egemonia della Umma su un terreno completamente nudo. Non vi sarà nessuno che leverà la voce per denunciare – al posto di Israele che tace e sopporta per non essere accusata di sabotare la pace – il comportamento del Waqf di Gerusalemme, in linea con le storiche simpatie per il nazismo? Sono domande retoriche. Nessuno dirà una parola. (Giorgio Israel, Informazione Corretta, 8 settembre 2007)


In realtà è da anni – da molti anni - che questa storia va avanti, e per molti anni ancora continuerà. Per le statue di Budda si è mobilitato il mondo intero, dei luoghi santi ebraici non glene frega un cazzo a nessuno, non sia mai che i nostri carissimi amici palestinesi dovessero un tantino inquietarsi se alzassimo un po’ troppo la voce.
Nel frattempo chi ha un po’ di tempo a disposizione e non troppa ostilità nei confronti dell’inglese è invitato a dare un’occhiata a 1, 2, 3, 4, 5, 6 (grazie all'amico Max).


barbara

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