.
Annunci online

ilblogdibarbara
fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


20 agosto 2007

ULTIME DA GAZA

Su queste cose i nostri giornali sono piuttosto parchi di notizie. Per fortuna qualcun altro provvede meritoriamente a riempire le numerose lacune che la propaganda ufficiale lascia in giro.

Dove Israele si ritira arriva l'Islam
Due anni dopo il ritiro unilaterale da Gaza e un anno dopo la fallita guerra del Libano, oggi nella striscia di Gaza è al potere un fanatico regime islamico. In un'azione fulminea durata cinque giorni il radicale Hamas ha cacciato la milizia Fatah dalla provincia meridionale palestinese e ha messo sotto il suo controllo la striscia di Gaza. E' incredibile, ma 10.000 miliziani di Hamas hanno sopraffatto le forze di sicurezza di Fatah che disponevano di 60.000 uomini. I sanguinosi scontri hanno provocato più di 300 morti, principalmente tra i membri di Fatah. Entrambe le parti si sono combattute senza pietà, come se si trovassero davanti al "nemico sionista". Non è esagerato dire che si è trattato di una guerra civile palestinese. Terroristi fuggivano davanti ad altri terroristi. Centinaia di seguaci di Fatah, che soltanto poche settimane fa lanciavano razzi Qassam insieme ai loro camerati di Hamas, adesso cercano protezione in Israele. Alla radio palestinese della striscia di Gaza, che adesso è sotto il controllo di Hamas, i palestinesi di Fatah sono descritti come "assassini e criminali", "portatori di fucili sionisti", "piccoli diavoli", "cani di sangue freddo", "code americane", "sporchi peccatori" e così via.
«Viviamo in un mondo in cui governano l'Islam estremista e i razzi», ha dichiarato a israel heute il capo del Likud Benjamin Netanjahu. «I territori che sgomberiamo unilateralmente sono occupati da forze estremiste islamiche. Dallo sgombero del sud del Libano nel 2000, in quella zona governano gli Hezbollah, e dal 2006 Hamas nella striscia di Gaza. Io ho continuato sempre ad avvertire, ma nessuno ha voluto ascoltarmi.» Come Netanjahu, anche l'esperto di Medio Oriente Ronen Bergmann vede l'Iran dietro la conquista di Hamas della striscia di Gaza. «Israele deve assolutamente spezzare l'asse Iran-Hamas», pensa Bergmann.

Armi invece di aiuti
Giornalisti palestinesi riferiscono a israel heute con quale spietatezza i diversi gruppi palestinesi hanno sparato gli uni contro gli altri. «I soldati israeliani nelle loro incursioni nella striscia di Gaza hanno mostrato di avere più riguardi per la popolazione palestinese che non i palestinesi fra di loro», ha detto Mahmud di Rafah. «Gaza è strapiena di armi, ma la gente non ha abbastanza da mangiare!» Il portavoce di Hamas, Shahawan, ha annunciato con fierezza: «Da ora in poi a Gaza regnerà la giustizia e la sharia (legge islamica)». Jakob Amidror, ex membro dello Stato Maggiore nel servizio informazioni militare, commenta: «Nella striscia di Gaza regna l'anarchia, e chi ne soffre di più è la popolazione palestinese, che nel gennaio 2006 ha votato a grande maggioranza per Hamas. I palestinesi si sono inguaiati da soli.»
«Abbiamo votato per Hamas perché il governo Fatah sotto Mahmud Abbas ci aveva derubato e non ci aveva dato nessuna speranza», ci ha detto la palestinese Samach, del campo profughi Tschabaliya. «Ma adesso governerà un rigido Islam e di questo molti palestinesi hanno paura.» Come molti palestinesi, anche Samach dà la colpa a Hamas e a Fatah per i sanguinosi scontri. «Tutti e due ci hanno promesso una vita migliore e tutti e due ci hanno ingannato!» Il padre di sette bambini, Antuwan (33 anni) da Khan Yunis nella striscia di Gaza, impreca contro il governo di Hamas: «Invece di provvedere alle persone, da quando ha preso il potere Hamas si preoccupa soltanto del suo armamento. Dal momento che Hamas ha vinto su Fatah, il popolo palestinese ha perso! La nostra vita non diventerà più facile.»

«La colpa è di Israele»
«Il caos nella striscia di Gaza è il risultato della politica fallimentare di Israele negli ultimi 15 anni», ha detto il premio Nobel per l'economia israeliano prof. Israel Aumann, che considera la politica come la causa di una possibile fine dello Stato d'Israele. «Chi vuole la pace deve prepararsi alla guerra. E' una cosa che sapevano già gli antichi romani. Israele deve innanzitutto essere capace di difendersi.» Aumann si è occupato intensamente della relazione tra conflitto e cooperazione. «Dobbiamo essere psicologicamente capaci non soltanto di sopportare perdite, ma se necessario anche di provocare perdite. Non serve continuare a gridare alla pace.»

«Sotto Israele era meglio!»
Sempre più spesso si trovano palestinesi che oggi ammettono che la vita sotto l'amministrazione israeliana era non solo migliore, ma anche molto più comoda che sotto la cosiddetta libertà palestinese. «Se soltanto avessimo immaginato che dopo l'occupazione israeliana saremmo stati esposti a simili conseguenze, non avremmo dato il nostro consenso all'Autonomia palestinese», ci ha detto il trentacinquenne Anwuar della striscia di Gaza. Durante la prima intifada (1987-93) anche lui, come giovane, aveva lanciato pietre contro gli israeliani. «Per 15 anni ci hanno lavato il cervello per farci odiare Israele, ma oggi odio i miei dirigenti più di Israele.» In un'intervista telefonica con israel heute, il politico di Fatah, dr. Sufian Abu Zaida (47 anni), fuggito dalla striscia di Gaza, ha detto di aver perso ogni speranza. «Mi è del tutto passata la voglia di trattare per la pace. Hamas ha distrutto il sogno palestinese», ha detto sospirando il ministro palestinese di Fatah, Abu Zaida, che parla correntemente ebraico.
Hamas considera la conquista come una seconda liberazione di Gaza dopo lo sgombero degli israeliani. «Nello stesso modo libereremo le altre città palestinesi e introdurremo la legge islamica, compresa Gerusalemme!», ha dichiarato il politico di Hamas Sami Abu Zuhri. «Fino a quel momento non deporremo le armi.» Di fatto a Gaza non esiste più un'Autonomia palestinese. L'incubo di un regime islamico radicale alla frontiera meridionale di Israele è diventato realtà.

Look islamico
Per i cristiani arabi, in tutto duemila, la vita è diventata ancora più pericolosa. In modo particolare per i duecento cristiani nati di nuovo di Gaza città. Durante la rivoluzione islamica una chiesa e una scuola cristiana sono state incendiate da fanatici musulmani. I credenti cristiani non osano parlare al telefono con israeliani, perché Hamas controlla le loro telefonate. Gli uomini si lasciano crescere la barba per non dare nell'occhio in strada. Un aspetto islamico protegge la vita. Fanno così anche ex membri di Fatah che adesso si inseriscono nelle file di Hamas. Un cristiano palestinese di Ramallah ha comunicato a israel heute che la famiglia di suo zio a Gaza non esce più di casa. «Uno dei suoi figli è stato pestato da giovani musulmani, e poiché loro sono cristiani, non ha osato portare suo figlio ferito all'ospedale», ha detto il cristiano di Ramallah, il quale chiede di pregare per i suoi parenti e per la comunità cristiana nella striscia di Gaza.

Israele deve mettersi in ginocchio
«Siamo sull'orlo di una nuova guerra e purtroppo abbiamo ancora il governo più debole che Israele abbia mai avuto», ha detto il responsabile della comunità messianica Shimon Nachum. «Da come si presentano le cose, a Israele non resta che mettersi in ginocchio e supplicare l'aiuto di Dio. E la sua salvezza arriverà, ma come già accaduto spesso nella storia biblica, soltanto all'ultimo momento. Con la sua saggezza Dio metterà ordine nel disordine politico. Come, non sappiamo. Ma chi crede nei miracoli confida nell'intervento di Dio.»

Due palestine
La vittoria di Hamas nella striscia di Gaza mette in nuova luce la soluzione-due-stati. Invece di esserci Palestina qui e Israele lì, adesso praticamente esistono due Palestine - una nella striscia di Gaza sotto il governo di Hamas e l'altra nel territorio biblico Giudea-Samaria sotto il governo di Fatah. Il fatto che Fatah sia ancora al governo in Giudea-Samaria è dovuto all'esercito israeliano che controlla il territorio centrale biblico e non lo ha ancora sgomberato.
(israel heute, agosto 2007 - trad. www. ilvangelo.org)

Per la serie “il problema è l’occupazione, il terrorismo è figlio dell’occupazione, l’odio è figlio dell’occupazione. Voi ritiratevi e come per incanto scoppierà la pace. Voi ritiratevi e tutti i problemi saranno risolti. Voi ritiratevi e accanto allo stato di Israele finalmente fiorirà, prospero e in pace, lo stato di Palestina”.


barbara


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Gaza Hamas Fatah Israele islam terrorismo

permalink | inviato da ilblogdibarbara il 20/8/2007 alle 13:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (31) | Versione per la stampa
sfoglia     luglio        settembre
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario

VAI A VEDERE

siti
foto e filmati
blog
.
I MIEI POST
Israele, documenti e riflessioni
Comunicati HonestReportingItalia
islam
donne
addii
ricorrenze
cose di ebrei
i miei libri
cose mie
cose così
chicche
post speciali
sveglia!
in Israele
Somalia
La luna e il suo bardo


ilblogdibarbara@gmail.com 

Un proposito:
io vedo, io sento, io parlo.
 

 
Hadas Fogel, colona ebrea di mesi 3, giustiziata (sgozzata) a Itamar l'11 marzo 2011 dai combattenti per la libertà palestinesi





MEGLIO UN MURO OGGI
CHE UN ATTENTATO DOMANI

Ugo Volli

”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




Israele e il mondo arabo


Lo stato ebraico e il mondo islamico





Ruth Halimi – Émilie Frèche, 24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi, Belforte
Trad. Barbara Mella, Elena Lattes, Marcello Hassan





Questo è Leone, e ha la bella età di tre ore


gatto sionista

Occhio alla piovra giudaica!









QUESTO BLOG È SIONISTA










... e invece niente

 Thousands of Deadly Islamic Terror Attacks Since 9/11 


Non riuscirete a fermarci!










Anna Politkovskaja: non perdoniamo
e non dimentichiamo




Reduci dai campi di sterminio nazisti





giù le mani dalle donne








Make love, not peace!




Poesia pura



Locations of visitors to this page


        questa sono io


questa è una cosa che amo


     e questa è un'altra



Pillole di saggezza
Take it easy. But take it.

La miglior vendetta è la vendetta.


Sholem Aleichem
Cantico dei Cantici
ed. Belforte
traduzione di Sigrid Sohn e Barbara Mella


sessantenne d'assalto
   

CERCA