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Diario


2 agosto 2007

COSÌ HAMAS EDUCA I BAMBINI PALESTINESI A UCCIDERE GLI EBREI

Tutte cose che sappiamo da sempre, ma un piccolo promemoria ogni tanto fa sempre bene.

Queste sono alcune delle poesie jihadiste propagate negli anni scorsi dalla televisione palestinese.

"Madre amatissima, sii felice del mio sangue",
"Quanto è dolce la shahada, com'è dolce il profumo del martirio, vado senza lacrime, senza paura, seguitemi",
"Con la tua morte hai portato vita alla nostra volontà",
"Con gioia morirò da martire",
"Milioni di Shahids in marcia per Gerusalemme",
"Porterò la mia anima sul palmo della mano e la getterò nell'abisso della distruzione".

Hamas ha sviluppato una pedagogia dell'annientamento ebraico, dove i figli di Israele sono ritratti come "cani" da abbattere con il martirio. Questa sanguinaria propaganda che spinge i bambini a immolarsi contro Israele, si è recentemente incarnata in due programmi di grande successo: il topo Farfur e l'ape Nahal. I terroristi che fanno strage di israeliani devono essere indicati come eroi e modelli per la società, e questa è la seconda componente dell'opera di creazione di terroristi suicidi fatta dall'Autorità palestinese. Nella società palestinese non sembrano esistere eroi e modelli più grandi dei terroristi suicidi. Campi estivi per bambini vengono intitolati a Wafa Idris e Ayyat Al Achras, terroriste suicide. Eventi sportivi vengono normalmente intitolati a terroristi suicidi, come quel campionato di calcio per quattordicenni cui è stato dato il nome di un terrorista che quattro anni fa massacrò 31 israeliani nell'attentato di Pasqua al Park Hotel di Netanya. Recentemente il ministero della Cultura dell'Autorità Palestinese ha pubblicato una raccolta di poesie intitolata a Hanadi Jaradat, la terrorista che fece strage di 21 israeliani, ebrei e arabi, in un ristorante di Haifa.
Tornando ai due nuovi personaggi, Farfur è un topolino che insegna ai bambini a uccidere gli ebrei. L'emittente di Hamas Al Aqsa due settimane fa ha trasmesso l'ultima puntata di una serie che ha per protagonista il pupazzo Farfur. Nell'ultimo sketch, questo topolino viene picchiato a morte da un funzionario israeliano che vuole acquistare la terra palestinese contro la sua volontà. Il nonno di Farfur affida al nipote dei documenti dicendogli che "provano che la terra è nostra", la magica terra "coperta di fiori, ulivi e palme", occupata "nel 1948 dagli sporchi, criminali ebrei saccheggiatori". Farfur chiede: "Che terra, nonno?". Risposta: "La terra si chiama Tel Al Rabi, ma gli ebrei la chiamano Tel Aviv da quando l'hanno occupata". Il nonno consegna a Farfur "la chiave che userai quando la terra sarà riconquistata". Nella scena dopo compare il funzionario israeliano che interroga Farfur: "Abbiamo saputo che tuo nonno ti ha affidato le chiavi e i documenti della terra. Farfur, vogliamo comprare la tua terra, ti daremo un sacco di soldi e ci prenderemo i documenti". "No – risponde Farfur – noi non siamo gente che vende la propria terra a dei terroristi". "Farfur, dammi i documenti", insiste l'attore. "No, non ve li darò, non ve li darò", grida il pupazzo. L'attore picchia Farfur gridando: "Dammi i documenti". Farfur, sotto i colpi, continua a gridare: "Non li darò a degli odiosi terroristi, a dei criminali". Continua a picchiarlo, mentre Farfur grida "basta, basta!". Una bambina di nome Sara, che conduce il programma da studio, commenta: "Miei piccoli amici abbiamo perduto il nostro amatissimo amico Farfur. È diventato martire difendendo la sua terra. È diventato martire per mano di criminali e assassini che uccidono bambini innocenti". Chiama Shaimaa, ha tre anni. Sara chiede: "Hai visto, gli ebrei hanno fatto morire Farfur come un martire. Che cosa vorreste dire agli ebrei?". La voce della bimba al telefono risponde: "Non ci piacciono gli ebrei perché sono cani, li combatteremo". Sara interviene con tono sarcastico. "Ma no, Shaimaa. Gli ebrei sono buoni, gli ebrei sono nostri amici e noi giochiamo con loro, non è così?". La piccola ascoltatrice: "Hanno ucciso Farfur!". Sara sorride: "Hai ragione, Shaimaa, gli ebrei sono criminali e nemici, dobbiamo buttarli fuori dalla nostra terra".
Morto Farfur per mano degli ebrei perfidi, il nuovo protagonista della tv di Hamas è un'ape di nome Nahul e si è presentata alla conduttrice del programma dicendo d'essere il cugino di Farfur e di voler "continuare sulla strada di Farfur… la strada del martirio, dei guerrieri della jihad". "In suo nome ci prenderemo la nostra vendetta sui nemici di Allah, sugli assassini di profeti…". La stessa conduttrice, Sara, dice: "E tu chi sei? Da dove vieni?". L'ape Nahul: "Sono Nahul. Voglio essere con te in ogni puntata di 'Pionieri di domani', proprio come Farfur. Voglio continuare sulla strada di Farfur, la strada dell'islam, la strada dell'eroismo, la strada del martirio, la strada dei mujahiddin della jihad. Io e i miei amici seguiremo le orme di Farfur. E in suo nome ci prenderemo la vendetta sui nemici di Allah, sugli assassini dei profeti, sugli assassini di bambini, fino a quando libereremo Al-Aqsa dalla loro sozzura. Noi abbiamo fede in Allah". Il mufti di Gerusalemme nominato dall'Autorità Palestinese, Ikram Sabri, ebbe a dire che "più giovane è il martire, più viene ammirato, ed è per questo che le madri gridano di gioia alla notizia della sua morte. Il martire è invidiato perché gli angeli in cielo lo accompagnano alle sue nozze". Hamas negli anni scorsi aveva dedicato una canzone, accompagnata da un video, a Wafa Idris, che fece strage nel centro di Gerusalemme, la prima donna kamikaze: "Sorella mia Wafa, battito del cuore orgoglioso, bocciolo che era in terra e oggi è in cielo, sorella mia che hai scelto la Shahada, con la tua morte hai portato vita alla nostra volontà". Segue il coro "Allah Akbar, o Palestina degli arabi, Allah Akbar". Il ministero della Cultura dell'Autorità Palestinese di Arafat pubblicò il suo Libro del Mese, una raccolta di poesie in onore della terrorista suicida Hanadi Jaradat responsabile dell'assassinio di 21 israeliani innocenti. Il libro è stato distribuito come supplemento speciale del quotidiano Al-Ayyam. La raccolta comprende una poesia che celebra l'attentato terrorista della Jaradat definendolo "la meta più alta". La poesia è dedicata a Hanadi Jaradat, definita "Rosa della Palestina, Iris del Carmelo, Martire di Allah". La sera di sabato 4 ottobre 2003 la Jaradat si fece esplodere nel ristorante Maxim di Haifa uccidendo 21 israeliani, sia ebrei che arabi, compresi quattro bambini. Più di sessanta i feriti e mutilati. L'attentato venne rivendicato dalla Jihad Islamica. La poesia biasima la nazione araba perché ignora la jihad:

"Dov'è la nazione araba?
Gli eserciti si sono nascosti
non rimane nulla sul campo…
non il suono della jihad
tutti loro, nell'ora della decisione
si sono arresi, obbediscono al nemico…
O Hanadi! O Hanadi!
La vendetta chiama!…
La bandiera della nazione non sventola sui campi della jihad".

La poesia si conclude quando la terrorista prende l'iniziativa:

"Oh, Hanadi! O Hanadi!
Fa' tremare la terra sotto i piedi del nemico!
Fallo esplodere!
Hanadi disse: Sono le mie nozze,
sono le nozze di Hanadi
il giorno in cui la morte come martire per Allah diviene la meta più alta
che libera la mia terra".

Un anno fa la televisione palestinese ha ricominciato a trasmettere un videoclip in cui si vede il piccolo Mohammed al Dura, simbolo della cattiveria israeliana che uccide i bambini palestinesi, che invita i ragazzini palestinesi ad immolarsi per condividere con lui i piaceri del paradiso dei "martiri" bambini. Il Palestinian Media Watch ricorda che la compagna di indottrinamento messa in onda nel 2002-2003 dalla televisione palestinese fu tanto efficace che, a quell'epoca, il 70-80 per cento dei ragazzini palestinesi intervistati in tre diversi sondaggi dichiarava di voler morire da "martire". Solo nel marzo scorso ne vedemmo un altro. "Tu ami la mamma, vero? Dov'è adesso?". "In paradiso". "Che cosa ha fatto?". "Ha scelto il martirio". "Ha ucciso degli ebrei? Quanti ne ha uccisi?". È un'intervista trasmessa dalla televisione Al Aqsa, controllata da Hamas nella Striscia di Gaza. I due bambini sono figli di Rim Riashi, che il 4 gennaio del 2004 si è fatta saltare al valico di Erez uccidendo cinque israeliani. L'intervistatore incalza Mohammed: "Quanti ne ha uccisi?". Il piccolo, cinque anni, fa vedere le dita: "Così...". "Quanti sono?". "Cinque".
Nel 2001 un videoclip prodotto dal ministero per l'Informazione dell'Autorità Palestinese invitò i bambini a diventare martiri. Nel video si vede sempre al-Dura che giunge in un paradiso fatto di spiagge, cascate e ruote panoramiche da luna park. Al-Dura si rivolge ai bambini palestinesi dicendo: "Non vi dico addio, vi dico di seguire i miei passi". Dopo di che si vedono bambini e bambine palestinesi che lasciano i giocattoli e impugnano le pietre. Intanto, la canzone di sottofondo recita: "Come è buono il profumo dei martiri, come è buono l'odore della terra, della terra arricchita dal sangue, il sangue che sgorga da un giovane corpo".
Nel giugno del 2002 ne andò in onda un altro. Intervistatore: "Pensi che il martirio sia bello?". Wala: "Il martirio è molto, molto bello. Cosa potrebbe esserci di meglio che andare in Paradiso?". Ancora l'intervistatore: "E cosa è meglio: pace e pieni diritti per il popolo palestinese o il martirio?". Wala: "Il martirio! Otterrò i miei diritti dopo essere divenuta martire! Noi vogliamo restare ragazzi per sempre!".
Recentemente la televisione di Hamas ha mandato in onda un video della figlia di quattro anni della terrorista suicida Rim Riyashi che canta alla sua mamma e giura di seguire le sue orme. Il programma per bambini della TV Al Aqsa mostra un'attrice bambina che impersona il ruolo della figlia che osserva Riyashi mentre prepara la bomba e chiede a sua madre: "Mamma, che cosa porti in braccio invece di me?". La bambina poi guarda alla TV un'altra scena che presenta la morte della mamma mentre compie la sua missione suicida, e capisce che sua madre stava portando una bomba. "Solo adesso capisco che cosa per te era più prezioso di noi..." canta guardando la bomba. Nonostante senta la mancanza della mamma, giura di seguire le sue orme. Il video finisce con la bambina che apre il cassetto della madre e tira fuori i candelotti di esplosivo che la madre aveva lasciato lì.
(Giulio Menotti, il Velino, 23 luglio 2007)

Martiri per disperazione? Non siamo ridicoli, per favore.
(No, non ho dimenticato che data è oggi, ma ho deciso che non voglio)


barbara


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