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Diario


6 giugno 2007

INDOVINA CHI VIENE A …

beccarsi critiche e proteste e sanzioni e condanne e maledizioni e … Mi è stato inviato questo testo, che ho tradotto in modo che nessuno dei miei visitatori sia escluso dalla lettura, e ve lo propongo.

La scorsa settimana l'esercito ha circondato un campo profughi palestinese per sradicare i terroristi e ha mandato tiratori scelti e razzi nel campo, uccidendo più di 60 persone e ferendone oltre cento. Il combattimento ha provocato la fuga dal campo di migliaia di rifugiati. L'esercito non ha permesso alla Croce Rossa e ad altre organizzazioni umanitarie di entrare nel campo a vedere i feriti e aiutare la popolazione civile.
Si potrebbe pensare che questa storia riguardi l'esercito israeliano, ma in realtà si tratta dell'esercito libanese (sì, quello stesso esercito libanese che era troppo "debole" per affrontare Hezbollah nella recente guerra).
Dove sono le proteste del mondo, le organizzazioni internazionali, i governi e i mass media che gridano al massacro? Nessuno parla, semplicemente perché Israele non è coinvolto.
È accaduto anche questo: la scorsa settimana a uno dei tanti check-point sparsi per tutta Gaza sono stati fermati dei palestinesi, uomini, donne e bambini. Alcuni sono stati minacciati e molti sono stati effettivamente picchiati dagli uomini del check-point. Alcuni sono stati portati via, non si sa dove, con la minaccia di essere picchiati.
Si potrebbe pensare che si tratti dell'esercito israeliano, ma si tratta invece di gruppi armati di Hamas e Fatah, che mettono dei posti di blocco a caso per molestare, estorcere e terrorizzare la popolazione civile.
Dove sono le proteste del mondo, le organizzazioni internazionali, i governi e i mass media che gridano al massacro? Nessuno parla, semplicemente perché Israele non è coinvolto.
Ieri ho incontrato un giornalista palestinese, che mi ha detto che Gaza è in una completa anarchia. Islamisti e clan hanno preso il sopravvento. Donne hanno avuto il viso sfregiato con l'acido, internet cafe sono stati bombardati. Un asilo gestito dall'Onu è stato colpito da spari e bombardato mentre c'erano i bambini perché era corsa voce che bambini di cinque e sei anni stessero ballando. Quando i genitori sono accorsi, sono stati presi dagli uomini armati appostati fuori, che ne hanno uccisi due e feriti parecchi. C'era un ufficiale Onu nell'asilo, in quel momento.
Dove sono le risoluzioni di condanna dell'Onu per questa barbarie? Dove sono le organizzazioni per l'infanzia a lanciare le loro denunce su questo e molti altri simili episodi?
La scorsa settimana dozzine di palestinesi si sono uccisi a vicenda in combattimenti tra fazioni, con molti civili colpiti dal fuoco incrociato. I negozi sono stati chiusi e i giornalisti avevano paura ad uscire di casa.
Che cos'hanno in comune tutti questi eventi? Che nessuno ha a che fare con Israele, e nessuno ha trovato spazio nella stampa internazionale. C'è un nesso logico.
Qui c'è in gioco un razzismo al contrario: il mondo sta dicendo che l'uccisione di arabi da parte di arabi non è interessante o importante, ma D-o scampi Israele dall'uccidere un solo palestinese, perché questo è un evento che merita la condanna dell'Onu, da innumerevoli organizzazioni umanitarie piovono condanne, vari gruppi organizzano boicottaggi, i governi condannano.
Coloro che si considerano umanitari dovrebbero considerare una morte cattiva quanto l'altra. Ma la realtà è che i diversi popoli non sono mai stati uguali agli occhi di coloro che vantano un "alto livello morale": se così fosse, il Darfur dove centinaia di migliaia di persone sono state massacrate e milioni costrette a fuggire, avrebbe meritato qualche pollice di colonna nei giornali e magari anche una condanna da parte della Commissione per i diritti umani dell'Onu.

E in effetti di quello che sta avvenendo nei campi profughi del Libano pochissimi giornali danno conto. Quanto al Darfur, nonostante le iniziative di molti volenterosi, il silenzio regna sovrano.

barbara




permalink | inviato da il 6/6/2007 alle 15:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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