.
Annunci online

ilblogdibarbara
fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


2 aprile 2007

GLI AIUTI INTERNAZIONALI AL GOVERNO PALESTINESE DI HAMAS SONO DIMINUITI VERAMENTE?

Grazie alla brava Elena Lattes che ha provveduto a raccogliere i dati, a noi rimane solo la fatica di leggerli.

Quante volte abbiamo sentito o letto che gli impiegati dell'Autorità Palestinese non ricevevano da mesi lo stipendio a causa dell'embargo? E quante volte abbiamo sentito o letto che i palestinesi morivano di fame per la mancanza di aiuti umanitari? E ancora, quante volte abbiamo sentito o letto che gli scontri interni tra Hamas e Fatah sono anch'essi dovuti all'embargo?
Insomma, l'embargo (o presunto tale e vedremo il perché) è diventato il nuovo mantra e come l'occupazione è stato in questi ultimi dodici mesi, il simbolo e l'apice di tutti i mali che affliggono il Medio Oriente, nonché la scusa per qualunque azione negativa perpetrata dai palestinesi.
E invece mercoledì scorso, tutti i media nel mondo riportavano un rapporto dell'Onu e del Fondo Monetario Internazionale secondo il quale nel 2006 i palestinesi avevano ricevuto più del doppio degli aiuti finanziari, rispetto al 2005.
Nonostante l'embargo adottato dagli USA e dall'Europa, i primi sono arrivati a dare (forse sarebbe più adatto usare il termine regalare) 468 milioni di Dollari, rispetto ai 400 del 2005, mentre la seconda si è accollata il completo mantenimento di un milione di persone equivalente ad un quarto degli abitanti di Gaza e West Bank.
Un rappresentante dell'Unione Europea a cui è stato chiesto se gli aiuti sarebbero stati maggiori nel caso in cui ci fosse stato il riconoscimento del nuovo governo, sempre guidato da Hamas, ma con qualche ministro di Fatah e altri partiti minori, si è messo a ridere affermando che probabilmente sarebbero stati invece inferiori.
Mentre questi aiuti, sempre secondo il rapporto, sono andati direttamente alla popolazione, i 100 milioni di dollari, provenienti dalle rimesse doganali, che Israele ha versato a gennaio a Mahmoud Abbas, sono stati usati anche per pagare gli stipendi degli uomini armati da Hamas, che in parte erano già stati pagati nella seconda metà del 2006 proprio dai Paesi Occidentali.
Come se non bastasse, l'Onu, soltanto nell'inizio del 2007, ha provveduto a raddoppiare i contributi dati nello stesso periodo dell'anno precedente, pari a 450 milioni di dollari.
In questo modo l'Autorità Palestinese risulta essere terza al mondo in quantità di aiuti ricevuti, immediatamente dietro a Sudan e Congo e davanti ad altri 18 Paesi devastati da guerre o disastri naturali.
Tutto questo, naturalmente, senza contare il flusso di denaro e armi che arriva copioso da vari Paesi arabi e dall'Iran di Ahmadinejad che supporta non soltanto Hezbollah, ma anche Hamas.
A questo punto verrebbe da chiedersi a cosa serve tutto questo denaro, considerando che la soglia di povertà nei territori dell'AP è aumentata, contrariamente a quanto sarebbe dovuto ovviamente accadere.
In effetti questi finanziamenti gratuiti sono una droga che indebolisce il sistema economico palestinese, già sfibrato e che continua irrimediabilmente ad affondare, contribuendo ad aumentare la mentalità assistenziale che s'aggrappa agli aiuti internazionali come risorsa di ordinaria sopravvivenza.
Verrebbe anche da chiedersi a cosa è servita la richiesta che i Radicali avanzarono al Parlamento Europeo negli anni bui della seconda intifada di render conto dei soldi elargiti all'allora vivo Arafat e soprattutto a cosa serve dichiarare un boicottaggio che in realtà non è mai stato seriamente applicato.
Tanto più oggi che mentre alcuni politici mostrano di voler appoggiare pienamente il governo di Hamas e quello siriano, la comunità internazionale ha votato per l'inasprimento delle sanzioni verso la teocrazia iraniana.
(Elena Lattes, Nuova Agenzia Radicale, 25 marzo 2007)

Ecco: ogni tanto, invece di abbandonarci al compianto per i poveri palestinesi che muoiono di fame per colpa dei kattivissimi sionisti e di indulgere a larghissime giustificazioni per ogni sorta di infamia, si potrebbe magari fare lo sforzo di confrontare i mantra con i fatti.


barbara




permalink | inviato da il 2/4/2007 alle 18:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (22) | Versione per la stampa
sfoglia     marzo        maggio
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario

VAI A VEDERE

siti
foto e filmati
blog
.
I MIEI POST
Israele, documenti e riflessioni
Comunicati HonestReportingItalia
islam
donne
addii
ricorrenze
cose di ebrei
i miei libri
cose mie
cose così
chicche
post speciali
sveglia!
in Israele
Somalia
La luna e il suo bardo


ilblogdibarbara@gmail.com 

Un proposito:
io vedo, io sento, io parlo.
 

 
Hadas Fogel, colona ebrea di mesi 3, giustiziata (sgozzata) a Itamar l'11 marzo 2011 dai combattenti per la libertà palestinesi





MEGLIO UN MURO OGGI
CHE UN ATTENTATO DOMANI

Ugo Volli

”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




Israele e il mondo arabo


Lo stato ebraico e il mondo islamico





Ruth Halimi – Émilie Frèche, 24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi, Belforte
Trad. Barbara Mella, Elena Lattes, Marcello Hassan





Questo è Leone, e ha la bella età di tre ore


gatto sionista

Occhio alla piovra giudaica!









QUESTO BLOG È SIONISTA










... e invece niente

 Thousands of Deadly Islamic Terror Attacks Since 9/11 


Non riuscirete a fermarci!










Anna Politkovskaja: non perdoniamo
e non dimentichiamo




Reduci dai campi di sterminio nazisti





giù le mani dalle donne








Make love, not peace!




Poesia pura



Locations of visitors to this page


        questa sono io


questa è una cosa che amo


     e questa è un'altra



Pillole di saggezza
Take it easy. But take it.

La miglior vendetta è la vendetta.


Sholem Aleichem
Cantico dei Cantici
ed. Belforte
traduzione di Sigrid Sohn e Barbara Mella


sessantenne d'assalto
   

CERCA