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Diario


27 febbraio 2007

LA LOTTA «A DIFESA DELLA MOSCHEA AL-AQSA»

Il Muro del Tempio appartiene ai musulmani

da un articolo di Roee Nahmias

Il Muro Occidentale (in ebraico semplicemente Kotel, il Muro), impropriamente noto in ambiente non ebraico come Muro del Pianto, è quanto rimane del contrafforte occidentale delle corti del Secondo Tempio ebraico, ampliate da Erode il Grande nel I sec a.e.v.
"Il Muro Occidentale in tutte le sue varie parti, strutture e porte, e tutti i vari nomi con cui vengono chiamate le sue parti, strutture e porte – ha dichiarato lo sceicco Raed Salah, leader della fazione Nord del Movimento Islamico israeliano – appartiene al complesso della moschea di al-Aqsa" [edificata a partire dal 674 e.v.]. "Il Muro Occidentale – ha aggiunto Salah – fa parte del torrione occidentale di al-Aqsa, che l'establishment israeliano falsamente e surrettiziamente chiama Muro del Pianto. Il Muro è parte integrante della santa moschea di al-Aqsa". Non si tratta di dichiarazioni recenti. Vennero fatte all'epoca in cui l'allora primo ministro israeliano Ehud Barak in una stanza di Camp David cercava disperatamente di arrivare a un accordo di pace con il governo dell'Autorità Palestinese allora guidato da Yasser Arafat. Da allora Salah non ha cambiato posizione, tanto è vero che queste sue parole si possono leggere tuttora sul sito web del suo Movimento. Ci sono due elementi chiave che sono emersi in occasione dei recenti fatti a Gerusalemme, entrambi preoccupanti per Israele. Il primo è che Salah si sta affermando come un importante leader islamico, grazie alla sua presunta lotta "a difesa della moschea di al-Aqsa". Oggi viene già comunemente indicato nel mondo arabo come "lo sceicco di al-Aqsa". Il secondo è che, ormai, spostare anche il più piccolo sasso in tutta un'area che comprende il Monte del Tempio e dintorni significa scatenare questo genere di reazioni: anche quando si tratta di lavori del tutto secondari di semplice riparazione nel luogo frequentato da chi visita il Muro Occidentale. Sono lavori destinati a suscitare sempre e comunque l'accusa che "Israele sta attentando all'Haram al-Sharif (Monte del Tempio), profanando un luogo santo islamico". I lavori di ammodernamento alla rampa che sale alla Porta Mughrabi, all'esterno del Monte del Tempio, non erano considerati in questo modo dal Movimento Islamico israeliano finché non si è presentato sul posto Raed Salah a proclamare che il progetto faceva parte di un più ampio complotto israeliano volto alla distruzione della moschea. Secondo i sermoni di Salah che si possono leggere sul sito web del suo movimento, gli ebrei non hanno assolutamente alcun legame con il "Muro al-Buraq", come i musulmani chiamano il Muro Occidentale (una tesi, questa, che anche Arafat cercò di sostenere durante i negoziati a Camp David nel luglio 2000, suscitando l'indignazione dello stesso presidente Usa Bill Clinton). "E la Porta Mughrabi fa parte delle mura occidentali della moschea di al-Aqsa", dice Salah nel sermone numero 32 pubblicato sul web. Salah si scaglia anche contro l'idea di accettare la sovranità israeliana sul Muro Occidentale in cambio della sovranità islamica sul Monte del Tempio, e etichetta come "traditori" coloro che sono disposti a prendere in considerazione la possibilità di permettere agli ebrei un accesso al Muro Occidentale. "Colui che afferma che gli ebrei o l'establishment israeliano hanno un qualunque diritto su al-Aqsa, anche su una sola pietra, compie un'abominevole aggressione, dice una falsità senza alcun fondamento" afferma Salah, e aggiunge: "Se un palestinese, un arabo o un musulmano accetta questo, costui è un traditore contro Allah e il suo Profeta".
La controversia attuale non è l'unica. L'anno scorso Salah e i suoi seguaci lanciarono una campagna contro la costruzione a Gerusalemme di un "Museo della Tolleranza" sostenendo che veniva costruito su un vecchio cimitero musulmano. Campagne analoghe sono state lanciate contro una quantità di luoghi a Safed e a Giaffa dove, secondo il Movimento Islamico, edifici "ebrei" sarebbero stati costruiti a danno di rovine di luoghi santi islamici. Oggi la statura dello sceicco Salah come nuovo leader dei musulmani sta crescendo sensibilmente, a dispetto del fatto che egli viva in Israele. Secondo i suoi seguaci, il suo aspetto apparentemente modesto, il suo contegno e i suoi abiti semplici contribuiscono molto al suo successo. Ormai viene citato quotidianamente dai mass-media arabi come una vera stella nascente nel firmamento islamista.
(YnetNews, 18 febbraio 2007 - da israele.net)

E uno si chiede: ma con questa stratosferica capacità di invenzione che hanno gli arabi, perché non usano le loro doti per vincere premi Nobel della letteratura e premi Oscar nel cinema invece che per scassare le palle al mondo intero inventandosi torti e soprusi mai avvenuti?



barbara




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