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Diario


18 febbraio 2007

E I BAMBINI? CHE SI FOTTANO!

Così, a quanto pare, la pensano in Pakistan: il vaccino antipolio potrebbe salvare milioni di bambini, ma poiché si tratta di una diavoleria occidentale non la vogliamo, e se qualcuno cerca di convincerci che si tratta di una buona cosa, vuol dire che si è venduto al nemico, e merita la morte. E i nostri bambini si fottano: meglio un paio di figli morti piuttosto che vivi grazie ai maledetti infedeli.

Bomba contro l'auto del dottor Khan. Sospetti sugli estremisti islamici

MILANO — Era un medico pakistano impegnato nella lotta alla poliomielite, malattia endemica nel suo Paese. Ma ieri gli è stata tesa una trappola in cui è rimasto ucciso. Abdul Ghani Khan lavorava in un ospedale governativo in Bajaur, un distretto della North West Frontier Province, provincia semiautonoma al confine con l'Afghanistan. Partecipava alla campagna di immunizzazione antipolio lanciata dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dall'Unicef in collaborazione con il governo pakistano. Si era recato per questo a un incontro con alcuni leader tribali in un villaggio a 50 km da Khar, la cittadina principale del distretto. Nella zona diversi leader e imam si sono opposti all'uso del vaccino: dicono che rende sterili e che è contro l'Islam. Khan sperava di convincerli e coinvolgerli: il loro appoggio è fondamentale per persuadere molti genitori sospettosi. Ma di ritorno a Khar, un ordigno attivato a distanza è stato fatto brillare al passaggio della sua auto, afferma un ufficiale dell'intelligence locale. L'attentato che ha ucciso Khan e ferito gravemente due dei tre uomini che lo accompagnavano non è stato al momento rivendicato da alcun gruppo. Ma in passato numerosi esponenti del governo e anche leader tribali locali alleati di Islamabad sono stati uccisi da miliziani locali. Nella zona sono attivi molti miliziani pro-talebani e gli americani sospettano vi si nascondano i vertici di Al Qaeda, cui il governo pakistano (alleato Usa nella «guerra al terrore») dà la caccia da anni. L'anno scorso aerei americani hanno bombardato una casa proprio in Bajaur sperando (invano) di eliminare il numero due di Al Qaeda, Ayman Al Zawahiri. E a fine anno l'esercito pakistano ha bombardato una madrassa nel vicino distretto di Swat.

Intanto però l'estremismo cresce, come pure l'opposizione al governo centrale e agli occidentali. E medici e volontari come Khan si trovano al centro di questa guerra. La campagna antipolio sovvenzionata dagli «occidentali» e appoggiata da Islamabad è oggetto di forte propaganda negativa. Alcuni imam estremisti hanno usato radio illegali e i megafoni delle moschee per criticare i vaccini, diffondendo il pregiudizio che i bambini vaccinati non potranno avere figli da grandi. E il sospetto che i farmaci facciano parte di un complotto dell'Occidente per impedire ai musulmani di riprodursi e «alimentare» la jihad. Le parole dei leader locali fanno presa sulla popolazione. A gennaio i genitori di 24.288 bambini nella North West Frontier Province hanno rifiutato di farli vaccinare: 2.000 di questi vivono in Bajaur; 4.000 nella valle di Swat, dove l'imam Maulana Fazlullah ha definito l'antipolio «una cospirazione di ebrei e cristiani per arrestare la crescita demografica dei musulmani». Gli stessi medici e impiegati delle organizzazioni umanitarie sono sempre più nel mirino. Lo scorso weekend una bomba a mano è stata lanciata dentro l'edificio della Red Crescent Society nella città di Peshawar, distruggendo alcuni veicoli. Gruppi che si occupano di vaccinazioni sono stati picchiati e cacciati dagli abitanti. A dicembre un imam di Dara Adam Khel, un turbolento villaggio a sud di Peshawar, ha persino lanciato una fatwa contro i dipendenti dell'Onu, dell'Oms e di tutte le organizzazioni straniere: «Ucciderli è in linea con i precetti della jihad islamica». E in una provincia vicina, il Nord Waziristan, alcuni volontari di un'organizzazione umanitaria hanno ricevuto una lettera e una banconota da 500 rupie. Potete scegliere, diceva il messaggio: andate via o compratevi una bara. (Viviana Mazza, Corriere della Sera 17.02.07)

Verrebbe voglia di ricordare l’ammonizione evangelica a non dare perle ai porci, se non fosse che purtroppo i porci figliano, e anche tanto, e che i loro figli sono creature innocenti.

barbara




permalink | inviato da il 18/2/2007 alle 16:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa
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