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Diario


13 febbraio 2007

MAURIZIO BLONDET E I PERFIDI GIUDEI

Comunicato Honest Reporting Italia 13 febbraio 2007

Maurizio Blondet non ha bisogno di presentazioni, vero? Antisemita duro e puro, autore di libri che dimostrano quanto sia pericolosa la razza giudaica, titolare di un sito, effedieffe, interamente dedito all'antisemitismo, presenza fissa su radioislam, insieme ai diari di Hitler, ai saggi di Faurisson che dimostra l’inesistenza delle camere a gas e altre simili amenità. Il suo modo di procedere come giornalista può essere efficacemente esemplificato con un episodio di alcuni anni fa quando, per dimostrare il coinvolgimento israeliano negli attentati dell'11 settembre, affermò che perfino gli amicissimi americani erano stati costretti ad arrestare ben sessanta israeliani. Circostanza effettivamente autentica, salvo il fatto che si trattava di arabi israeliani, ossia persone difficilmente appartenenti al Mossad o al governo. E non sappiamo neppure, oltretutto, se in seguito all'arresto sia poi emersa una qualche responsabilità di queste persone.
Commentare i
deliri fantapolitici di Blondet non è facile, ma ci proveremo.

I coloni israeliani che abitano ad Hebron trattano i palestinesi come gli antisemiti negli anni '30 trattavano noi ebrei.
Campi di concentramento? Lavoro coatto quindici ore al giorno? Camere a gas? Forni crematori?

Lo ha detto Yosef Lapid, il presidente del sacrario dell'olocausto «Yad Vashem», ex ministro della Giustizia e lui stesso un sopravvissuto deilager. (1)
Naturalmente non si sa quando, dove, a chi lo avrebbe detto: nessuna indicazione, nessuna fonte.

Il commento di Lapid è stato provocato da un servizio di una TV israeliana
quale televisione? Servizio trasmesso quando?

dove si vedeva una donna ebrea di Hebron che assaliva una passante palestinese, strappandole il velo e sibilandole «puttana»,
e i microfoni erano così vicini da registrare il "sibilo"?

e bambini ebrei, con la loro kippà, che tiravano pietre contro le case palestinesi. Sono fatti quotidiani ad Hebron.
Qualche documentazione?

In questa città dove vivono 150 mila palestinesi, si sono insediati 400 coloni ebrei (per lo più americani e Lubavitcher)
non proprio, non esattamente: in questa città, capitale del regno di David prima di Gerusalemme, viveva una maggioranza ebraica, fino a quando, nel 1929, gli ebrei che vivevano lì DA SEMPRE sono stati in parte assassinati (per lo più sgozzati) e in parte costretti alla fuga. Dopodiché vi si sono insediati gli arabi musulmani. Poi un piccolissimo numero di ebrei vi si sono RE-insediati in seguito alla guerra voluta dagli arabi nel 1967 per distruggere Israele

che si sono asserragliati dietro alte muraglie, circolano armati e sono protetti da una pesante presenza militare.
E provi a indovinare perché, signor Blondet, su, da bravo, provi a fare uno sforzo e a tentare di immaginare come mai si divertono a stare asserragliati, a circolare armati e a farsi proteggere dai militari.

Questi individui
non "persone"?

si fanno un vanto
un vanto? Lo può documentare?

di insultare i palestinesi che passano, tirare pietre e sputargli addosso.
Che passano dove? Non erano asserragliati dietro alte muraglie?

Spesso minacciano e colpiscono i bambini che vanno a scuola, sicché volontari (anche ebrei) devono accompagnare i piccoli per cercare di difenderli.
No, non "anche" ebrei: solo ebrei. Non abbiamo invece notizie di volontari palestinesi che si offrano di accompagnare i bambini israeliani che vanno a scuola per proteggerli dagli attentati dei loro vicini.

I fanatici fanno tutto questo in piena impunità. Sono estremamente pericolosi: da questo insediamento veniva Baruch Goldstein, che nel '92 ammazzò una trentina di palestinesi in preghiera, mitragliandoli.
Interessante trasposizione: siccome da lì è venuto UN pericoloso fanatico, ne deduciamo che tutti i 400 "coloni", neonati compresi, sono estremamente pericolosi.

Alcune riprese in diretta della TV israeliana di questi fatti hanno suscitato qualche protesta. Quella di Lapid, al giornale Maariv, è stata la più esplicita. «Quello che rendeva la nostra vita amara nella diaspora non sono stati i crematori o i pogrom, prima che cominciassero ad ammazzarci», ha detto: «erano le angherie, le intimidazioni, gli sputi e gli insulti. Io avevo paura di andare a scuola perché dei piccoli antisemiti si appostavano sulla nostra strada e ci picchiavano. Un bambino palestinese ad Hebron, in che cosa è diverso?».
Non abbiamo sottomano il testo in questione (anche perché il signor Blondet non fornisce la data in cui sarebbero apparse le dichiarazioni in questione), ma abbiamo diretta esperienza di una spiccata attitudine del signor Blondet a citare fonti che poi, sottoposte a verifica, risultano dire cose totalmente diverse da quelle da lui riportate. Ci permettiamo, pertanto, un pizzico di sano scetticismo nei confronti di queste affermazioni.

A proposito di quei coloni (illegali),
gli accordi di Oslo contengono norme che regolano la presenza di questi "coloni", quindi, si tratti di ignoranza o di malafede, la loro illegalità è in ogni caso inventata di sana pianta dal signor Blondet.

Lapid ha aggiunto: «Noi cittadini ebrei di Israele, al massimo, li minacciamo col ditino. Io stesso, da ministro della Giustizia, ho tollerato questi comportamenti in silenzio». Gli altri responsabili del sacrario di Yad Vashem si sono affrettati a prendere le distanze da Lapid. «Non ha parlato a nome di Yad Vashem, ma in qualità di privato», ha dichiarato Ester Yaari, la portavoce ufficiale dell'istituzione.
«Quest'uomo è disgustoso», ha detto dal canto suo il portavoce dei coloni di Hebron, perché «ci ha paragonato ai nazisti».
E ancora una volta affermazioni prive di qualunque fonte o documentazione.

Lapid (che in Italia sarebbe incriminato in base alla legge Mastella) ha dovuto difendersi dicendo che non intendeva paragonare le molestie ai palestinesi all'olocausto. «L'immagine di Israele ha raggiunto il livello più basso», si lagna Sever Plocker, commentatore dell'agenzia israeliana YnetNews nel suo reportage dal Forum di Davos. (2) «Dalle elites del mondo, Israele non è più guardato come una superpotenza dell'hi-tech, e nemmeno come un brutale occupante. E' visto come un paese declinante e disfunzionale il cui presidente è accusato di violenza carnale (3),
anche ammesso che lo abbia effettivamente detto, da quando in qua le opinioni personali di un commentatore hanno rilevanza politica o costituiscono fonte di verità?

il primo ministro sta per essere interrogato per malversazioni, il ministro delle Finanze sarà cacciato per uno scandalo finanziario riguardante organizzazioni non-profit, il cui capo dell'esercito si è dimesso per i fallimenti nella guerra, e sarà presto seguito dal ministro della Difesa». Plocker racconta di essersi sentito sussurrare «da nostri amici di sempre, abitués delle conferenze di Davos: 'Che cosa succede a voi israeliani? Come siete arrivati a questo punto? Siete un Paese di violentatori e di corrotti?'».
Ecco, adesso è chiaro quali sono le fonti del signor Blondet: dei sussurri di corridoio!

E' molto sgradevole essere un israeliano a Davos 2007, conclude, «ma ce lo meritiamo». Sicuramente un antisemita, punibile a forza di legge.
Maurizio Blondet

Note
1) «Israeli holocaust official likens jewish settlers to Nazis», Reuter, 25 gennaio 2007.
2) Sever Plocker, «Israel's image hits nadir», YnetNews, 24 gennaio 2007.
3) L'ovvia allusione è al viscido e lubrico presidente Kastav,
ecco, questi sì che sono argomenti pregnanti

accusato da ben tre popputissime segretarie di aver allungato le mani, e non solo.
Se le segretarie fossero state moderatamente poppute, o poco poppute, o per niente poppute il signor Blondet riterrebbe la colpa meno grave, o il presidente Katzav (non Kastav) meno viscido e lubrico? (e si noti la finezza di quel "allungato le mani e non solo").

Fiamma Nirestein, in un articolo dei suoi, lo ha difeso sostenendo che quello, in fondo, è stato il modo di fare della vecchia guardia sionista: i rudi capi guerrieri della prima generazione si riposavano così, abbrancando le donne e facendosele.
In quale articolo "dei suoi" (e di chi altro doveva essere?) Fiamma Nirenstein avrebbe affermato questo? Con quale titolo? Su quale giornale? Pubblicato quando?

Questo è negazionismo: ma filo-semita, dunque positivo. Imparate.

---------------------------

A "documentazione" di quanto affermato l'articolo mostra una foto, con questa didascalia:

Bambini ebrei mentre prendono a calci e strappano il velo ad una donna palestinese di Hebron sotto gli occhi vigili dei soldati di Giuda.
E guardiamola bene questa "foto". Innanzitutto possiamo denunciare un clamoroso falso: questa immagine è in circolazione almeno da luglio 2002, come è documentato qui
, quindi NON è la documentazione di un episodio recente, quale pretenderebbe di essere quello qui esposto. Poi, se la osserviamo con attenzione, possiamo notare alcuni dettagli interessanti: l'espressione imperturbabile e la perfetta verticalità della donna araba, nonostante sia aggredita da più parti. La pervicace ostinazione del velo a restare attaccato alla testa nonostante venga violentemente strappato (si noti la contrazione dei muscoli del braccio della ragazza). L'assurdità della posizione della ragazza stessa, e anche quella del bambino (alzando il piede a quel modo per tirare un calcio, lo avrebbe battuto contro il gradino). La posizione dei soldati, con i quali la donna araba sarebbe addirittura a contatto fisico, se questa immagine fosse una foto vera. Gli "occhi vigili" dei "soldati di Giuda" (bella immagine, vero?) non si vedono perché le loro teste sono completamente tagliate. E infine l'assurdità di questi "coloni", prima descritti come "asserragliati dietro alte muraglie, armati, protetti da una pesante presenza militare" e poi mostrati nella "foto" disarmati e mescolati agli arabi.

Ancora una volta, dunque, Maurizio Blondet non esita a ricorrere ai mezzi più squallidi per coprire di fango una nazione e un intero popolo. Vi segnaliamo qui di seguito i recapiti ai quali far pervenire la nostra indignazione.

effedieffe@iol.it  info@effedieffe.com  Tel.: 02.4819117 / 4690809  Fax: 02.4819103

Il nostro sito/libreria Israele - Dossier è dedicato alle informazioni dettagliate, dati storici e geografici sul conflitto medio orientale.

E-mail: HR-Italia@honestreporting.com

Per iscriversi a HonestReportingItalia inviare una e-mail vuota a:
join-HonestReportingItalian@host.netatlantic.com

barbara




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