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Diario


18 gennaio 2007

EURABIA E IL RUOLO DEI FINANZIAMENTI EUROPEI IN MEDIO ORIENTE

Il rapporto 2004 dell'organizzazione internazionale "Funding For Peace Coalition" (FPC) evidenzia qual è stato, in questi anni, il vero ruolo degli aiuti economici europei destinati all'Autorità Palestinese (AP). La pessima gestione di tali fondi da parte dell'AP e la totale mancanza di efficaci controlli da parte dell'Unione Europea hanno generato infatti un sistema corrotto e violento che alimenta ruberie, nepotismi, terrorismo, incitamento all'odio. La FPC riporta dozzine di documenti di recente apertura, tra i quali molti di fonte araba, poco noti in Europa e in Occidente.

LONDRA ­ La Funding for Peace Coalition (FPC) ha pubblicato un nuovo Rapporto che illustra in dettaglio l'uso irregolare e il dirottamento, attraverso la corruzione e la violenza, di ingenti somme destinate all'aiuto economico della popolazione palestinese.
Il Rapporto 2004 della FPC è intitolato "Managing European Taxpayers' Money: Supporting The Palestinian Arabs ­ A Study In Transparency" (La gestione del denaro dei contribuenti europei: gli aiuti agli Arabi Palestinesi). Il Rapporto pubblica documenti che evidenziano la profonda connessione tra i finanziamenti europei e i problemi del terrorismo e della corruzione palestinesi. Il rapporto evidenzia anche l'assoluta incapacità delle organizzazioni europee di monitorare la destinazione reale di tali fondi.
Emergono malversazioni, furti, nepotismi, appropriazioni indebite da parte dell'Autorità Palestinese, rese possibili anche dall'incompetenza e dall'apatia delle Agenzie europee.
Dal 1993, l'Unione Europea ha destinato oltre 2 miliardi di Euro direttamente e indirettamente all'Autorità Palestinese (AP). Gli Stati membri hanno donato nello stesso periodo ulteriori 2 miliardi di Euro.
Il lavoro della FPC solleva le seguenti principali questioni, ognuna delle quali riguarda direttamente lo spirito e la lettera della Costituzione dell'Unione Europea:

1) Gli aiuti europei non hanno raggiunto il vero obiettivo, ovvero il popolo palestinese. Questi fondi hanno invece alimentato la corruzione, il terrorismo e l'incitamento all'odio.
2) A fronte delle ripetute smentite da parte di autorevoli esponenti politici europei, numerosi terroristi risultano invece presenti sul libro paga dell'Autorità Palestinese. Quest'ultimo include, in particolare, membri delle Brigate dei Martiri di Al-Aqsa, i quali hanno pubblicamente rivendicato il loro ruolo diretto in numerose stragi e omicidi. I salari di questi assassini viene prelevato direttamente dai fondi forniti dal governo europeo, nonostante le Brigate Al-Aqsa siano state ufficialmente classificate tra le organizzazioni terroristiche anche dalla stessa Unione Europea.
3) Il denaro dei contribuenti europei non è stato gestito in maniera trasparente in tutte le situazioni connesse agli aiuti economici destinati all'Autorità Palestinese e al popolo palestinese. I fatti sono stati spesso nascosti, e continuano ad essere nascosti, ai contribuenti europei.
4) I metodi usati per finanziare l'Autorità Palestinese rasentano talvolta il riciclaggio di denaro.

Lo studio della FPC non entra nel merito della questione dell'opportunità di aiutare o meno i palestinesi, né tanto meno quale livello di aiuti sia appropriato. La FPC è convinta che aiutare i palestinesi sia importante e necessario per la causa della pace.
Il Rapporto della FPC è finalizzato a scoprire se gli aiuti provenienti dalle casse europee stiano raggiungendo davvero gli obiettivi prefissati dai donatori e se vi sia una reale trasparenza nella gestione di tali aiuti.
Secondo il portavoce della FPC, David Winter, "Questo nuovo rapporto evidenzia una sconvolgente mancanza di controlli da parte delle autorità dell'Unione Europea. Le circostanze reali dei continui fallimenti dei massicci programmi di aiuti internazionali al popolo palestinese restano largamente ignorate. Il nostro Rapporto dimostra che ciò si deve al fatto che il guardiano dormiva mentre era al lavoro, e non alla mancanza di avvertimenti pubblici al riguardo." Il Rapporto della FPC fornisce un sostegno concreto alle crescenti richieste palestinesi che invocano la fine di una leadership corrotta che dura da decenni. L'ex Ministro degli Interni dell'Autorità Palestinese Mohammed Dahlan, in un'intervista pubblicata da "The Guardian" lo scorso mese, ha dichiarato che tutti i fondi che i vari governi hanno donato all'AP, per un totale di 5 miliardi di dollari "sono andati giù nelle fogne e non si sa dove siano finiti".
Il portavoce Winter aggiunge: "Ogni singola informazione fornita nel nostro Rapporto è stata attentamente controllata. Un esteso corpo di note permette ai lettori di controllare e verificare ogni fatto presentato." Perché questo Rapporto è necessario? Winter sostiene che: "Noi crediamo che, portando il problema al centro dell'attenzione, sarà creata una guida politica che assicurerà che gli Arabi palestinesi traggano un effettivo beneficio dai miliardi di dollari in aiuti ricevuti dalle loro Autorità e istituzioni. Con una gestione appropriata di tali fondi, crediamo che si possa incoraggiare la tolleranza reciproca e, infine, raggiungere la pace nella regione. A quel punto, quelle ingenti risorse economiche potranno essere destinate a risolvere altre e spesso più pressanti emergenze umanitarie, quali quella in Sudan e in altri paesi." Alla domanda se la Commissione Europea abbia o meno fuorviato il Parlamento Europeo, Winter risponde: "Questo è un punto chiave della questione su cui il Rapporto della FPC fornisce varie risposte. Per esempio, ci sono state innumerevoli rassicurazioni circa gli accurati controlli effettuati sul libro paga dell'Autorità Palestinese. Sono infatti i donatori internazionali che pagano per questi impiegati. Invece su tale libro paga sono stati trovati stipendi pagati a nomi fittizi o a membri di gruppi ritenuti terroristici dalla stessa Unione Europea." Complessivamente, DIECI MILIARDI DI DOLLARI in aiuti sono stati destinati al popolo palestinese. Questi fondi pagati dai contribuenti europei hanno raggiunto le persone giuste? Sono stati gestiti in maniera accettabile? Il popolo palestinese ne ha beneficiato? (
http://www.ilvangelo.org)

250 MILIONI DI EURO PER L'AUTORITA' PALESTINESE

Ignorando deliberatamente la corruzione che imperversa sempre in seno alla direzione palestinese, l'Unione Europea si ostina a versare delle somme considerevoli all'Autorità Palestinese nel quadro dell'assistenza che le accorda.
E' così che la somma di 26 milioni di euro è stata trasferita giovedì [29 luglio] nelle casse dell'Autorità Palestinese. Il quotidiano israeliano Maariv, che riporta questa informazione, sottolinea che si tratta di un primo versamento di una somma totale di 250 milioni di euro che l'Unione Europea si è impegnata ad accordare nel corso dell'anno 2004. Una somma equivalente è stata versata l'anno scorso. Ufficialmente il denaro è destinato a un fondo per un programma di riforme economiche creato dalla Banca mondiale.
Nel comunicato pubblicato giovedì dall'Unione Europea è specificato che "la popolazione palestinese di Giudea-Samaria e della striscia di Gaza soffre sempre di una seria recessione economica e che il livello di vita si è nettamente abbassato".
Secondo l'annuncio pubblicato dall'Unione Europea, 65 milioni di euro dovrebbero servire all'applicazione di riforme economiche, 22 milioni per i servizi sociali, 7,5 milioni per il "piano di pace" e 5 milioni per l'assistenza tecnica in vista della messa in atto delle riforme.
Inoltre, 60 milioni saranno versati all'UNWRA, tra i quali 29 milioni per gli aiuti umanitari, 10 milioni per l'acquisto di derrate alimentari, e il resto sarà ripartito tra diversi progetti.
Ma è difficile sapere se il denaro sarà realmente utilizzato per fini umanitari o sarà recuperato dai funzionari palestinesi, che fino ad oggi non hanno esitato ad attingere abbondantemente dalle casse, usando per i loro bisogni personali le somme che dovevano servire a migliorare la vita quotidiana della popolazione palestinese.
I dirigenti palestinesi, accusati di corruzione, naturalmente hanno rigettato tutte queste accuse, affermando che tutto è stato realizzato in modo regolamentare. L'Europa tiene a giocare un ruolo importante nel processo diplomatico in corso in Medio Oriente.
L'alto rappresentante per la politica estera dell'Unione Europea, Javier Solana, ricevuto la settimana scorsa dal Primo Ministro israeliano, non aveva apprezzato le critiche mosse dal suo ospite. E aveva aggiunto: "Noi saremo coinvolti nel processo, che lo vogliate o no!" (Arouts 7, 02.08.2004 - trad. www.ilvangelo.org) (qui)

Visto che il prelievo di soldi dalle nostre tasche per nutrire i poveri palestinesi affamati dall’infame occupante sionista continua, non farà male far mente locale per ricordare dov’è, esattamente, che i nostri soldi vanno a finire.

barbara




permalink | inviato da il 18/1/2007 alle 2:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa
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