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Diario


7 gennaio 2007

A PROPOSITO DELLA RISOLUZIONE ONU 242

La Risoluzione 242 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, per chi non lo ricordasse, è quella seguita alla Guerra dei Sei Giorni.

Di seguito materiali di sfondo alla Risoluzione 242

Determinazioni a chiarimento del significato della Risoluzione 242 del Consiglio di Sicurezza delle N.U.

Anche prima dell'inizio della Missione Jarring (la speciale rappresentanza menzionata nella Risoluzione), gli Stati Arabi insistevano che la Risoluzione 242 del Consiglio di Sicurezza delle N.U. ordinasse un ritiro totale delle forze israeliane dai Territori occupati nella Guerra dei Sei Giorni. Israele riteneva che la frase concernente il ritiro nella Risoluzione non avesse il significato di riferirsi a un ritiro totale. Di seguito sono specificate le considerazioni includenti le interpretazioni di varie delegazioni sulla Risoluzione 242: 

 A. 
 GRAN BRETAGNA

- Lord Caradon, sostenitore del ritiro che sarebbe dovuto essere adottato, stabilì, prima del voto nel Consiglio di Sicurezza delle N.U
“... La Risoluzione sul ritiro è un insieme equilibrato. Aggiungere o togliere qualcosa vorrebbe dire distruggere l'equilibrio ed insieme distruggere l'ampio spazio di accordo che abbiamo raggiunto insieme. Dovrebbe essere considerato un insieme così com'è. Suggerisco che abbiamo raggiunto lo stadio in cui la maggior parte di noi, se non tutti, vuole la Risoluzione redatta, l'intera Risoluzione redatta e nient'altro che la Risoluzione redatta." (S/PV 1382, p. 31, del 22.11.67)

- Lord Caradon, intervenendo su Kol Israel nel febbraio 1973: Domanda: "Questa faccenda dell'articolo (determinativo) che è presente in francese e manca in inglese è davvero importante?" Risposta: "I propositi sono perfettamente chiari; il principio è stabilito nel preambolo, la necessità del ritiro è stabilita nella sezione operativa. E perciò la frase essenziale che non viene riconosciuta sufficientemente è che il ritiro dovrebbe aver luogo in presenza di confini sicuri e riconosciuti, e queste parole vennero scelte molto accuratamente. Essi devono essere sicuri e devono essere riconosciuti. Non saranno sicuri se non saranno riconosciuti. Ed è per questo che si lavora per l'accordo.
Ciò è essenziale. Io difenderei assolutamente ciò che abbiamo fatto. Non era nostro compito delineare esattamente dove i confini sarebbero dovuti essere. Conosco il confine del 1967 molto bene. Non è un confine soddisfacente; è dove le truppe dovettero fermarsi nel 1947, proprio là dove capitò loro di fermarsi quella notte, che non è una linea di confine permanente …

- Mr. Michael Stewart, Segretario di Stato per gli Affari Esteri e del Commonwealth, in risposta ad una domanda in Parlamento, 17 novembre 1969: Domanda: "Qual è l'interpretazione britannica della dicitura della Risoluzione del 1967? L'onorevole Baronetto lo intende per significare che gli israeliani dovrebbero ritirarsi da tutti territori presi nell'ultima guerra?"
Mr. Stewart: "Nossignore, questa non è la frase usata nella Risoluzione. La Risoluzione parla di sicuri e riconosciuti confini. Queste parole dovrebbero essere lette concorrentemente con la deliberazione sul ritiro".
- Mr. Stewart, Segretario di Stato per gli Affari Esteri e del Commonwealth, in risposta a una domanda in parlamento, 9 dicembre 1969: "Come ho spiegato prima, vi è il riferimento nella Risoluzione in essere del Consiglio di Sicurezza delle N.U., sia al ritiro dai territori sia ai confini sicuri e riconosciuti. Come ho detto precedentemente al Parlamento, noi crediamo che queste due cose dovrebbero essere lette concorrentemente e che l'omissione della parola 'tutti' prima della parola 'territori' è deliberata.".

-Mr. George Brown, Segretario britannico per gli Affari Esteri nel 1967, il 19 gennaio 1970:
"Mi è stato chiesto ripetutamente di chiarire di nuovo, di modificare o di migliorare la dicitura, ma io non intendo farlo. Il fraseggio della Risoluzione venne molto accuratamente risolto con difficoltà, e fu un esercizio difficile e complicato farlo accettare dal Consiglio di Sicurezza delle U.N. Io formulai la Risoluzione del Consiglio di Sicurezza. Prima di sottoporlo al Consiglio, la mostrammo ai leader arabi. La proposta diceva 'Israele si ritirerà da territori che sono occupati' e non da 'i' territori, il che significa che Israele non si ritirerà da tutti i territori" (The Jerusalem Post, 23. 01. 1970).

B.
STATI UNITI D'AMERICA

- Mr. Arthur Goldberg, rappresentante USA nel Consiglio di Sicurezza nel corso della discussione che precedette l'adozione della Risoluzione 242:

"Cercare il ritiro senza sicuri e riconosciuti confini nell'area...sarebbe altrettanto infruttuoso che cercare confini sicuri e riconosciuti senza ritiro. Storicamente non ci sono mai stati nell'area confini sicuri e riconosciuti.
Né le linee dell'armistizio del 1949 né il cessate-il-fuoco del 1967 corrispondono a quella descrizione ... al punto che deve ancora essere raggiunto l'accordo. Un accordo su quel è assolutamente essenziale per una pace giusta e duratura come lo è il ritiro ... (S/PV. 1377, p. 37, del 15.11.1967)

- Presidente Lyndon Johnson, 10 settembre 1968: "Non siamo noi a dire dove altre nazioni dovrebbero tracciare linee (di confine) tra loro che assicureranno a ciascuno la più grande sicurezza. E' chiaro tuttavia che un ritorno alla situazione del 4 giugno 1967 non porterà pace. Ci devono essere confini sicuri e ci devono essere confini riconosciuti. Intorno a siffatte linee deve essere raggiunto l'accordo da parte dei confinanti coinvolti".

- Mr Joseph Sisco, Segretario di Stato Assistente, 12 luglio 1910 (NBC "Meet the Press"): "Quella Risoluzione non diceva 'ritiro alle linee di prima del 5 giugno'. La Risoluzione diceva che le parti devono negoziare per raggiungere l'accordo sui cosiddetti confini finali sicuri e riconosciuti. In altre parole, la questione dei confini finali è materia di negoziati tra le parti".

- Eugene V. Rostow, Professore di Diritto e Affari Pubblici, Yale University, che nel 1967 era Sotto-Segretario di Stato USA per gli Affari Politici:

a) " ... paragrafo 1 (i) de la Risoluzione ordina il ritiro delle forze israeliane 'da territori occupati nel recente conflitto', e non 'dai territori occupati nel recente conflitto'. Ripetuti tentativi di emendare questa sentenza con l'inserimento della parola 'i' fallirono nel Consiglio di Sicurezza. Perciò non è legalmente possibile asserire che il provvedimento chiede il ritiro d'Israele da tutti i territori ora occupati a seguito delle risoluzioni di cessate-il-fuoco fino alle linee di Demarcazione Armistiziale". (American Journal of International Law, Vol. 64, Settembre 1970, p. 69). b) "L'accordo richiesto dal paragrafo 3. della Risoluzione, il Consiglio di Sicurezza affermò, avrebbe stabilito 'sicure e riconosciute linee di confine' tra Israele e i suoi vicini 'liberi da minacce o atti di forza' per rimpiazzare le linee di Demarcazione Armistiziale stabilite nel 1949, e le linee del cessate-il-fuoco del 1967. L'esercito israeliano dovrebbe ritirarsi da tali linee come parte di un accordo globale, che definisce tutti i risultati menzionati nella Risoluzione, e in condizioni di pace". (American Journal of International Law, vol. 64, Sett. 1970, pag. 68).

- Mr. Vasily Kuznetzov affermò in discussioni che precedettero l'adozione della Risoluzione 242:
“…frasi come 'confini sicuri e riconosciuti'. Che cosa significa? Che confini sono questi? Sicuri, riconosciuti - da chi? per che cosa? Chi è in procinto di giudicare quanto sono sicuri? Chi deve riconoscerli? ... vi è certamente abbastanza protezione in direzione di interpretazioni differenti che ritengano il diritto per Israele di stabilire nuovi confini e ritirare le sue truppe solo fino a quando le linee che giudica (siano) convenienti" (S/PV. 1373, p.112 del 9.11.1967)

D.
BRASILE

- Mr. Geraldo de Carvalho Silos, rappresentante del Brasile, parlando al Consiglio di Sicurezza delle N.U. dopo l'adozione della Risoluzione 242: "Noi abbiamo costantemente tenuto in mente che una pace giusta e duratura nel Medio Oriente dovesse necessariamente essere basata su confini sicuri, permanenti liberamente e d'accordo stabiliti e negoziati dagli Stati confinanti" (S/PV. 1382, p. 66, del 22.11.1967).

Dove si dimostra che un sacco di gente parla senza sapere affatto di che cosa sta parlando. Qui, chi fosse interessato, può leggere l’intera risoluzione. E magari scoprire che non si chiede solo il ritiro da Israele, ma anche qualcosa agli arabi: per la precisione vi si chiede il riconoscimento di Israele e l’avvio di negoziati di pace. La risposta araba a queste richieste sono stati i famosi “Tre no di Khartoum”: no al riconoscimento, no al negoziato, no alla pace.

barbara




permalink | inviato da il 7/1/2007 alle 0:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
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