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Diario


4 gennaio 2007

PROMEMORIA DELLE VITTIME DELL'INTIFADA

Giusto per tentare di sfatare qualche “leggenda nera” sui morti dalle due parti, propongo due documenti: uno studio del 2002 corredato da un grafico e un vecchio articolo di Federico Steinhaus del 2003. Le cifre assolute, ovviamente, da allora a oggi sono purtroppo tragicamente mutate; le proporzioni no.

Secondo il Jerusalem Media & Communications Center, un'organizzazione palestinese di ricerca, fra settembre 2000 e maggio 2002 sono state uccise 37 donne palestinesi, il 2,8% dei palestinesi uccisi in questo periodo.
Nello stesso periodo, secondo le cifre fornite dal Ministero degli Affari Esteri Israeliano, sono state uccise 126 donne israeliane, il 25% del totale.
Il Palestinian Monitor, un altro gruppo di ricerca palestinese, registra che l' 11,7% delle vittime palesitnesi è costituito da bambini e ragazzi al di sotto dei 15 anni.
La percentuale dei minori di 15 anni fra gli Israeliani uccisi dal fuoco palestinese ammonta invece al 57,7%.
In altre parole:
9 donne israeliane uccise per ogni donna palestinese: rapporto 9 a 1.
5 bambini israeliani uccisi per ogni bambino palestinese: rapporto 5 a 1.
La morte di ogni civile innocente, donna o bambino che sia, è sempre un episodio triste e doloroso, ma c'è una grande differenza nel valutare il modo in cui essi trovano morte.
Non esistono casi di donne o ragazzini israeliani morti per essersi fatti esplodere con cinture esplosive. Né ci sono casi in cui essi sono morti trasportando bombe o altro materiale esplosivo. Né ci sono casi in cui donne o bambini israeliani siano stati usati come scudi umani da uomini armati o militanti israeliani.
La grande differenza che non risulta dalle statistiche è che le donne e i bambini israeliani sono morti perché colpiti a morte deliberatamente come nemici bersaglio dell'offensiva palestinese.


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Morti, morti, morti: tre anni che pesano sul futuro della regione


di Federico Steinhaus

Siamo in un momento cruciale della difficile coesistenza fra lo stato d'Israele ed il futuro stato palestinese, a causa dell'atteggiamento di una parte della dirigenza politica di quest'ultimo che quanto meno tollera il terrorismo.
Forse, a questo punto, può servire da promemoria uno schematico riassunto delle vite che si sono bruciate su questo fronte tra il 27 settembre 2000, inizio della seconda intifada voluta da Arafat, ed il 31 agosto scorso. Ci auguriamo che esso possa fungere da deterrente per chi vorrebbe perpetuare il terrorismo, e da monito per chi si ostina a distogliere lo sguardo dalla realtà di una nazione (non uno stato: tutto il popolo) che deve lottare per la propria sopravvivenza fisica.

Totale dei morti:
palestinesi: 2.384, di cui 111 donne (4,6%)
israeliani: 820, di cui 257 donne (31%)

Non combattenti uccisi dalla parte avversa:
palestinesi 874 (37%), di cui 83 donne (3%)
israeliani 635 (77%), di cui 252 donne (31%)

Combattenti uccisi dalla parte avversa:
palestinesi 1.091 (46%)
israeliani 167 (20%)

Persone uccise dalla propria parte:
palestinesi 303 (13%)
israeliani 20 (2%)

Non combattenti sotto i 12 anni:
palestinesi 68 (3%)
israeliani 31 (4%)

Non combattenti maschi di età fra i 12 ed i 29 anni:
palestinesi 476 (20%)
israeliani 157 (19%).

Raccomandiamo ai nostri lettori di valutare con attenzione le proporzioni interne, piuttosto che le cifre in assoluto; in particolare, l'alta presenza di donne e bambini non combattenti fra le vittime israeliane, e la loro esigua presenza fra quelle palestinesi, forniscono un quadro molto chiaro dell'incidenza del terrorismo e della violenza evitabile sui due versanti; inoltre, l'altissimo numero di palestinesi uccisi da altri palestinesi (più del 10% del totale dei morti) segnala l'importanza della giustizia sommaria, dei linciaggi e delle esecuzioni senza processo che colpiscono i palestinesi sospettati di aver collaborato con Israele (sottolineiamo: sospettati) ed hanno lo scopo evidente di terrorizzare la popolazione.
(Informazione Corretta, 02.09.2003)

Poiché difficilmente i nostri mass media offrono questo tipo di informazioni – decisamente molto poco utili alla “causa” – ve le offro io. Quanto al fatto che i morti palestinesi sono comunque di più, vale sempre la pena di ricordare che durante la guerra la Germania ha avuto molti più morti della Polonia. Il che non sono molto sicura che sia sufficiente a dimostrare che i tedeschi erano le vittime e i polacchi i carnefici.

(E ricordiamo)

barbara




permalink | inviato da il 4/1/2007 alle 13:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa
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