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Diario


17 novembre 2006

IL TRIONFO DELL’ORIENTE

Un articolo di qualche tempo fa, che vale la pena di rileggere, anche se è un po’ più lungo di quelli che posto solitamente.

Non c'è complotto, dice Anthony Browne (corrispondente del "Times"): l'Islam vuole veramente conquistare il mondo. Perché i musulmani, a differenza dei molti cristiani, veramente credono di essere nel giusto e che la loro religione è la via per la salvezza per tutti.
Un anno fa ho cenato con un'eminente personalità che ha chiesto se io pensavo che lei fosse matta. “No”, le ho detto gentilmente, mentre pensavo “Accidenti”. Avevo detto di pensare che fosse un complotto segreto da parte dei musulmani per conquistare l'Occidente. Non sono mai stato un sostenitore delle teorie del complotto, e questa sarebbe stato sicuramente un complotto del tipo di quelli dei piccoli omini verdi provenienti da Marte. È quel tipo di cose che dicono quei tipi del British National Party per giustificare il loro odio razziale.
Ovviamente tutti noi conosciamo le ambizioni di Osama bin Laden. E tutti noi abbiamo visto quei pezzenti di al-Muhajiroun agitare cartelli con la scritta “l'Islam è il futuro della Gran Bretagna”. Ma questi sono estremisti che non rappresentano altro che se stessi. Di sicuro nella religione islamica non vengono presi sul serio ... o no? Ho cominciato così a girare sui siti del media islamici.
Prendete il dottor Al-Qaradawi, il controverso imam egiziano al quale il sindaco di Londra ha recentemente reso gli onori, nonostante caldeggi l'esecuzione degli omosessuali, il diritto degli uomini di picchiare le mogli e l'assassinio deliberato di ebrei innocenti. Nel battibecco che ne è seguito non è stato notato che ha detto di voler anche conquistare l'Europa.
Non sono io che ve lo dico, ascoltate cosa ha detto al più popolare programma di al-Jazeera, “La shari'ia e la vita”:
“L'Islam tornerà in Europa. La conquista non avverrà necessariamente con la spada. Forse conquisteremo queste terre senza eserciti. Vogliamo un esercito di predicatori e maestri che testimonieranno l'Islam in tutte le lingue e dialetti” aveva detto in TV nel 1999 secondo il Middle East Media Research Institute, che ha tradotto i suoi programmi. In un altro programma televisivo ha dichiarato: “l'Europa capirà che soffre per la cultura materialistica e cercherà una via di uscita, cercherà un salvagente. Non cercherà altro salvatore che il messaggio dell'Islam.”
Ritenuto tutt'altro che “estremista”, i suoi programmi sono immensamente popolari e vengono guardati da milioni di persone in Europa e Medio Oriente. La BBC ha sottolineato amorevolmente che nel mondo islamico è una “star”.
Il dottor Al-Qaradawi, che vive in Qatar, è anche la guida spirituale del gruppo estremista “Fratelli Musulmani”, che sta aumentando i suoi seguaci in Europa e il cui leader, Muhammad Mahdi Othman 'Akef, ha recentemente dichiarato: “Confido in modo assoluto che l'Islam invaderà l'Europa e l'America, perché l'Isam è logico e ha una missione”.
Nella moschea più sacra dell'Islam, lo sceicco Abd al-Rahman al-Sudais della Grande Moschea che si trova a Mecca usa i suoi sermoni per chiedere che gli ebrei siano “annientati” e sollecitare l'abbattimento della civiltà occidentale. “La più nobile civiltà nota all'umanità è la nostra civiltà islamica. Oggi la civiltà occidentale non è niente di più del prodotto dovuto al incontro con la nostra civiltà islamica in Andalusia [nella Spagna medioevale]. La ragione del suo fallimento è il suo essersi affidata all'approccio materialistico e il suo distacco dalla religione e dai valori. Tutto ciò è stato uno dei motivi della miseria della razza umana, dell'aumento dei suicidi, dei problemi mentali e della perversione morale. Solo una nazione è capace di risuscitare la civiltà globale e quella è la nazione islamica.”
Al-Sudais è il più importante imam, nominato dal governo saudita, nostro alleato, e i suoi sermoni sono ampiamente ascoltati in tutto il Medio Oriente. A giugno, quando è venuto in Gran Bretagna per aprire il Centro Islamico Londinese, migliaia di musulmani britannici sono accorsi a frotte per vederlo, e la nostra ministra per le cosiddette “relazioni razziali”, Fiona MacTaggart, ha detto di condividere il suo programma e il Principe Carlo ha inviato un messaggio video. Probabilmente egli è ciò che si avvicina di più al papa nell'Islam, ma non ho sentito recentemente il papa chiedere l'annientamento di tutte le altre fedi.
L'Arabia Saudita, la cui bandiera mostra una spada, sembra imperterrita sul suo auspicio che l'Islam conquisti il mondo intero. La sua ambasciata a Washington raccomanda la home page del suo dipartimento per gli affari islamici, dove dichiara, “ai musulmani è richiesto alzare la bandiera dello jihad per rendere suprema la parola di Allah in questo mondo”. L'Arabia Saudita ha utilizzato miliardi dei suoi petroldollari per esportare la sua forma particolarmente dura di Islam, il Wahabismo, pagando moschee e scuole islamiche in tutto l'Occidente. Si pensa che circa l'80 per cento delle moschee degli USA sia sotto controllo dei Wahabiti.
Il Ministro dell'Istruzione saudita incoraggia gli scolari a disdegnare il cristianesimo e l'ebraismo. Un nuovo libro di testo obbligatorio secondo i programmi ministeriali sauditi dice ai bambini di sei anni: “Tutte le religioni che non siano l'Islam sono false”. Una nota per gli insegnanti dice che essi dovrebbero “assicurarsi di spiegare” bene questo punto.
In Egitto, il libro di testo “Studi di Teologia: Tradizioni e Morali” spiega che un aspetto particolarmente “nobile” del Corano è “l'incoraggiamento al fedele affinché segua lo Jihad nella causa di Dio, decapiti gli infedeli, li faccia prigionieri, sconfigga la loro potenza – il tutto in uno stile che contiene i massimi esempi di esortazioni a combattere”.
Un argomento di discussione diffuso sui canali delle TV araba è la strategia migliore per conquistare l'Occidente. Sembra che vi sia accordo sul fatto che, poiché l'Occidente ha una potenza economica, militare e scientifica spropositata, ha potuto prendere tempo e l'assalto frontale si potrebbe dimostrare controproducente. L'immigrazione islamica e la conversione all'Islam sono viste come il percorso migliore.
Il professore saudita Nasser bin Suleiman al-Omar ha dichiarato il mese scorso alla TV “al-Majd”: “L'Islam sta avanzando in base ad un piano stabile, al punto che decine di migliaia di musulmani si sono arruolati nell'esercito americano e Islam è la seconda religione più grande in America. L'America sarà distrutta. Ma noi dobbiamo essere pazienti.”
L'Islam ormai non è la seconda religione solo negli USA ma anche in Europa e Australia. L'Europa ha 15 milioni di musulmani, uno su dieci solo in Francia, dove il governo stima che 50.000 cristiani si convertono all'Islam ogni anno. A Bruxelles, Mohammed è stato il nome più diffuso per neonati di sesso maschile negli ultimi quattro anni. In Gran Bretagna, la partecipazione alle moschee è ora maggiore che quella alla Chiesa D'Inghilterra.
Al-Qa'eda viene criticata per essere stata impaziente ed aver risvegliato l'Occidente. Un predicatore saudita, lo sceicco Said al-Qahtani, ha detto al canale satellitare “Iqraa”: “non abbiamo occupato gli Stati Uniti con otto milioni di musulmani utilizzando i bombardamenti. Se fossimo stati pazienti e avessimo permesso al tempo di tenere il suo corso, invece di otto milioni ce ne avrebbero potuti essere 80 e 50 anni più tardi forse gli Stati Uniti sarebbero diventati musulmani”.
È difficile scacciare queste frasi come un'aberrazione dell'Islam, che è normalmente buono e giusto, lasciando che il resto del mondo indulga nelle sue false credenze riguardo all'Islam. Il dottor Zaki Badawi, l'ex direttore moderato del Centro Culturale Islamico di Londra, ha ammesso: “L'Islam ha come missione l'espansione in Gran Bretagna. Islam è una religione universale. Mira a portare il suo messaggio in tutti gli angoli della terra. Spera che un giorno tutta l'umanità sia un'unica comunità islamica”.
Per la tradizione musulmana, il mondo è diviso fra Dar al-Islam, dove i musulmani sono al comando, e Dar al-Harb, il “campo di battaglia” dove vivono gli infedeli. “Si suppone che l'obbligo verso lo jihad continuerà, interrotto solo da tregue, finché tutto il mondo o adotterà la fede islamica o si sottoporrà al governo islamico”, ha scritto il professore Bernard Lewis nel suo bestseller “La Crisi dell'Islam”.
Il primo jihad è avvenuto nel 630 d.C., quando Maometto condusse il suo esercito alla conquista della Mecca. Egli predisse che l'Islam avrebbe conquistato i due più grandi centri della Cristianità del tempo, Costantinopoli e Roma. A 100 anni dalla sua morte, gli eserciti islamici conquistarono le ex province romane, allora cristiane, di Siria, Palestina, Egitto e il resto del Nord Africa, così come la Spagna, il Portogallo e il Sud dell'Italia, finché non vennero fermati nel 732 a Poitiers nella Francia meridionale. Gli eserciti musulmani distrussero l'antico impero zoroastro di Persia e conquistarono gran parte dell'Asia centrale e dell'India induista.
Ibn Warraq, un pakistano che ha perso la sua fede nell'Islam, ha scritto nel suo libro “Perché non sono musulmano”: “benché gli europei siano rimproverati costantemente per avere imposto i loro insidiosi valori decadenti, la loro cultura e la loro lingua al Terzo Mondo, nessuno sembra far caso al fatto che l'Islam ha conquistato e colonizzato terre che erano la patria di antiche e fiorenti civiltà”.
Ci sono voluti 700 anni prima che gli spagnoli riuscissero a riavere la loro terra nel lungo processo di “Reconquista”. Nel frattempo i turchi, un popolo dell'Asia Centrale, erano stati convertiti all'Islam e avevano conquistato l'antica terra cristiana chiamata Anatolia (ora Turchia). Nel 1453 conquistarono Costantinopoli - facendo avverare la predizione di Maometto -, che era il centro principale della Chiesa Cristiana d'Oriente. La gloriosa chiesa di Hagia Sophia (Santa Sofia), una delle chiese più importanti della Cristianità per quasi 1000 anni dopo la sua costruzione nel 537, fu trasformata in una moschea e le furono aggiunti i minareti - i turchi continuarono la loro campagna di conquista occupando la Grecia e gran parte dei Balcani per quattro secoli, trasformando il Partenone in una moschea e assediando Vienna prima di ritirarsi quando la loro potenza svanì.
In Medio Oriente, viene spesso invocato il prossimo avverarsi della seconda profezia di Maometto. Lo sceicco Muhammad bin Abd al-Rahman al-'Arifi, imam della moschea del governo saudita presso l'Accademia di Difesa Re Fahd, ha scritto recentemente: “controlleremo la terra del Vaticano; controlleremo Roma e vi introdurremo l'Islam”.
Non tutte le conversioni sono avvenute tramite la spada. I commercianti musulmani hanno convertito pacificamente l'Indonesia, che è ora la nazione islamica più densamente popolata. Ma non per questo le conquiste militari si sono fermate.
L'Islam ha continuato a espandersi nell'Africa sub-Sahariana, in particolare in Nigeria e Sudan.
L'Abissinia, ora l'Etiopia, è un'antica terra cristiana dove i musulmani hanno finito con il superare numericamente i cristiani solo negli ultimi 100 anni.
Solo 50 anni fa, il Libano era ancora prevalentemente cristiano; adesso è prevalentemente musulmano.
Naturalmente anche il cristianesimo è stato una religione battagliera. Gli eserciti spagnoli hanno distrutto totalmente le antiche civiltà dell'America Centrale e Meridionale per diffondere il loro “messaggio di amore”. I cristiani hanno colonizzato le Americhe e l'Australia e commesso genocidi, mentre i missionari come Livingstone hanno convertito gran parte dell'Africa.
Ma la differenza è che il Cristianesimo ormai ha smesso quasi completamente di conquistare e convertire, anzi in Europa i cristiani hanno semplicemente smesso di credere. Perfino chi critica più aspramente il presidente Bush non pensa che abbia conquistato l'Afghanistan e l'Iraq per diffondere il verbo di Cristo. Ed è una crudele ironia che, avendo deposto Saddam – che comandava su uno dei regimi arabi più laici - gli Stati Uniti abbiano di fatto dato il potere agli imam.
Credo in un libero mercato delle religioni e ritengo anche inevitabile che se uno crede che la sua religione sia quella vera, finisca per credere che le altre siano false. Ma il loro mercato non è libero ed è ben sorvegliato.
In Arabia Saudita il governo vieta tutte le chiese, mentre in Europa i governi pagano per costruire centri culturali islamici. Mentre in molti paesi islamici è vietato predicare il cristianesimo, nei paesi cristiani occidentali, il diritto di predicare l'Islam è garantito dalla legge. I cristiani sono liberi di convertirsi a Islam, mentre i musulmani che si convertono al cristianesimo si possono aspettare nel migliore dei casi minacce di morte, nel peggiore una condanna a morte. Il papa non fa altro che scusarsi per le crociate (sebbene fossero solo tentativi di recuperare terre precedentemente cristiane) mentre da parte dei suoi omologhi si sprecano le richieste di abbattere il cristianesimo.
Nei paesi cristiani, chi mette in guardia per i pericoli dell'islamizzazione, come la star Brigitte Bardot, vengono perseguiti legalmente, mentre nei paesi islamici, chi chiede l'islamizzazione del mondo viene trasformato in una celebrità televisiva. Nell'Occidente, la scuole insegnano le religioni comparate, mentre nei paesi islamici, le scuole insegnano che l'Islam è l'unica vera fede. David Blunkett addirittura vuole vietare per legge le critiche all'Islam, un tipo di protezione di cui non godono i cristiani nei paesi islamici. Milioni di musulmani si sono trasferiti in paesi cristiani, ma praticamente nessun musulmano si trasferisce nei paesi islamici.
Nell'ultimo secolo alcuni cristiani hanno giustificato al persecuzione e lo sterminio degli ebrei sostenendo che gli ebrei volevano conquistare il mondo. Queste fantasticherie fasciste erano basate su menzogne deliberate, come il libercolo – notoriamente falso - dei protocolli dei Savi Anziani di Sion. Oggi, in molti nel mondo islamico dicono apertamente di voler conquistare l'Occidente all'Islam.
(Anthony Browne è il corrispondente europeo del “Times”. Traduzione: Valentina Piattelli)

Tutte cose che sappiamo da sempre, naturalmente, niente di nuovo, ma non fa male rinfrescare di tanto in tanto la memoria. E magari anche meditarci un po’ su.
(E ricordiamo)


barbara




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