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Diario


8 novembre 2006

POLITICI E CULTURA

Dal Corriere dell’Alto Adige, pagina delle lettere al giornale.

Egregio direttore,
la cosa mi sembra più che mai degna di essere segnalati alle/ai lettrici/lettori del suo giornale nella rubrica «Lettere al giornale». Trascrizione dell'intervista-lampo data dall’onorevole Svp Oskar Peterlini e trasmessa su Blob, programma di Rai 3, nella puntata di mercoledì 1 novembre 2006:
Giornalista: Chi era Rabin?
Peterlini: Eh, eh, un rappresentante della Palestina, no?
Giornalista: Della Palestina?
Peterlini: Mmh.
Giornalista: Un rappresentante della Palestina? Che tipo di rappresentante?
Peterlini: Uno che hanno messo in prigione e adesso ha chiesto il permesso di poter fare questo figlio.
Giornalista: No, dico, Rabin. L'hanno messo in prigione? Per quale motivo?
Peterlini: Beh, contro regime.
Giornalista: Era contro regime, era un rivoluzionario palestinese?
Peterlini: No, no.
Fine dell'intervista. Stupisce (ma neanche troppo) che un esponente importante della Svp
- la quale tanto si batte perché l’autonomia della Provincia di Bolzano venga estesa a più non posso, a favore di chi poi, mi sembra lecito poter chiedere - non sia a conoscenza del processo di pace ebraico-palestinese degli anni 90 che prevedeva per la Palestina un’autonomia amministrativa e di cui furono protagonisti i premi Nobel per la pace del 1994, il premier d'Israele Rabin, appunto, Peres e Arafat.
Marco Fessler, Bressanone


Caro Fessler, che un uomo politico, per quanto colto alla sprovvista, non sappia dire chi fosse Rabin è oggettivamente grave. Quell'intervista, se vogliamo, rappresenta inoltre l'ennesimo campanello d'allarme della degenerazione autonomistica che troppo spesso restringe in modo preoccupante gli orizzonti al proprio (grasso) ombelico.
Ciò premesso, voglio aggiungere una considerazione. Mi chiedo: ma è mai possibile che la maggioranza degli uomini politici sia disposta a tutto pur di apparire in televisione?
Peterlini si è lamentato di esser stato preso in contropiede e asserisce di aver risposto correttamente a sette domande su dieci (in onda, però, sono andate solo le tre clamorose cantonate da lui rimediate). Ma piuttosto che far brutta figura (la sua intervista è diventata in questi giorni anche il "promo" delle Iene), non avrebbe fatto meglio a negarsi? Se mi si piazzasse davanti qualcuno con un microfono, sparandomi dieci domande sull'universo mondo, io gli risponderei che non partecipo al Rischiatutto. Se poi fossi un parlamentare, gli direi che ho cose più serie da fare. Perché, almeno me lo auguro, il senatore Peterlini dovrebbe avere impegni più importanti di un giochino per strada con una troupe televisiva...

Questa volta non aggiungo commenti: non ne servono proprio.

barbara




permalink | inviato da il 8/11/2006 alle 0:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (23) | Versione per la stampa
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