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2 novembre 2006

LA GUERRA IN LIBANO: COLPA SOLO DI ISRAELE

Comunicato Honest Reporting Italia 2 novembre 2006

Vogliamo parlarvi dell'articolo intitolato "Beirut oggi" di Paola Piacenza, pubblicato nell'ultimo numero di Io donna, supplemento settimanale del Corriere della Sera. Non possiamo purtroppo riprodurlo perché non si trova in rete ed è troppo lungo per poterlo trascrivere, ma non possiamo rinunciare a segnalare un articolo che per cinque pagine presenta e commenta i devastanti effetti della guerra sul povero Libano senza mai ricordare, neppure per un momento, neppure di striscio, neppure per sbaglio, quali siano state le cause - quelle remote e quelle scatenanti - che hanno portato alla guerra, quali le iniziative, quali le responsabilità. In parole povere, chi abbia provocato la guerra. Mai. L'articolo è costituito da otto "scene" che ci mostrano il modo in cui otto diversi personaggi in otto diversi contesti stanno reagendo alla devastazione della guerra, più un'introduzione. In tutto questo le descrizioni dei danni subiti dal Libano ad opera dell'aggressore israeliano, sono esaurienti e dettagliate: "l'ultimo teatro di guerra, la ground zero di Dahyeh"; "34 giorni di guerra con Israele che hanno lasciato sul campo duemila morti [duemila? Cifra documentata?] un milione di senzatetto e il sud del paese in rovina"; "Nell'Hezbollah-land della capitale, 262 palazzi abbattuti, 150 gravemente danneggiati, 25mila tra appartamenti e negozi distrutti, seimila famiglie senza casa [seimila? Ma tra negozi e appartamenti non erano 25mila? O forse ci sono 19mila negozi ogni seimila appartamenti, ossia più del triplo? E chi ci farà mai gli acquisti in tutti questi negozi?] le ruspe e i camion lavorano senza sosta per sgombrare gli ultimi detriti"; "la voragine scavata dalle bombe di profondità dei caccia israeliani" [signora Piacenza ... scusi, eh, spiace un po' fare la maestrina dalla penna rossa, ma le bombe di profondità, vede, sono quelle che vengono scaricate dalle navi e che vanno, appunto, in profondità per colpire i sommergibili. Cosa ne direbbe di cambiare informatori, signora? Questi, come vede, le passano veline taroccate, e guardi che razza di figure le fanno fare! (certo che anche lei, però, pubblicare le notizie senza verificarle e senza informarsi ...)]; "Il bilancio è tragico: 50 scuole distrutte, 550 danneggiate, 27 milioni di dollari necessari alla ricostruzione"; "quando tre ponti bombardati mi costringevano a un giro di quattro ore per venire al lavoro". In mezzo a tutto questo si possono cogliere varie amenità, come "«Chiunque avesse una videocamera, in quei giorni, a Beirut l'ha usata» spiega Carole Mansour, filmaker indipendente e documentarista, mentre [...] lavora al documentario sulle violazioni dei diritti umani durante il conflitto, che le Nazioni Unite le hanno commissionato" [cioè il mescolarsi dei terroristi Hezbollah in mezzo ai civili? L'uso degli scudi umani? Il radunare in un palazzo una quantità di bambini handicappati e poi piazzare sul tetto del palazzo un lanciamissili per provocare l'attacco israeliano? L'accumulare arsenali nelle abitazioni? Il lanciare i missili contro Israele da aree densamente abitate? Qualcosa, chissà perché, ci fa nascere il sospetto che non sia esattamente di questo che la volenterosa signora Mansour si è occupata .....]. O questa: "Nel conto del macellaio, dopo il conflitto più discriminatorio mai combattuto in quest'area - solo se eri sciita morivi - gli artisti si sono salvati tutti" [a parte il fatto che noi ricordiamo un'epoca in cui in Libano sono state annientate, selettivamente, numerose comunità cristiane, il che non ci sembra precisamente un esempio di conflitto "ecumenico", e a parte che, stando almeno alle notizie che ci giungevano nel periodo del conflitto, l'affermazione non sembrerebbe rispondere al vero, vorremmo chiedere al signor Walid Sadek, "saggista, artista visuale, figlio di un caricaturista, studi in California": a lei risulta che tra le file di Hezbollah sia pieno di cristiani? E alla signora Piacenza che riporta senza commenti e senza spiegazioni, che cosa risulta?]. Ci viene raccontato delle "navi israeliane in vista nel porto di Beirut" senza un solo accenno ai motivi per cui non possono smobilitare; ci viene detto che, sulle violazioni dei diritti umani "sono stati prodotti una novantina di corti, forse di più" e a noi corre il pensiero alle innumerevoli bufale smascherate durante e dopo il conflitto; ci viene spiegato che "il Libano potrebbe avere un ruolo: siamo noi la porta occidentale dell'oriente, non Israele, in perenne conflitto con tutti i suoi vicini", e chissà come mai Israele avrà questa strana attitudine ad essere in perenne conflitto con tutti i suoi vicini; per arrivare a un grottesco "Il mondo ha scelto la nostra terra e la Palestina come campi di battaglia ideali per risolvere le proprie controversie", operando così un totale capovolgimento della storia, sostituendo alla storia, in cui i palestinesi hanno portato la guerra e il terrorismo in ogni parte del mondo, una graziosa favoletta in cui sarebbe stato il mondo a portare la guerra in casa loro - e non si sa esattamente da parte di chi, non si sa per risolvere quali controversie. E non manca, infine, un discreto ma convinto peana a Hezbollah: "«Hezbollah ci ha accolto senza problemi». «Ho passato un anno nel Sud, lì ho imparato l'arabo, lì ho capito che Hezbollah è il Libano popolare, dei villaggi, non il diavolo, come ci raccontano». Le statistiche lo dicono chiaro. Dal 14 agosto, data del cessate il fuoco, metà del Libano la pensa così". E chissà che cosa avrebbero detto le statistiche se qualcuno avesse interrogato la popolazione tedesca nella seconda metà degli anni Trenta: forse la signora Piacenza sarebbe giunta alla conclusione che il governo nazista era cosa buona e giusta e le sue azioni, pertanto, legittime?
Vale forse la pena di ricordare, poiché l'articolo non lo fa - e generalmente tutti i nostri mass media sono fortemente carenti sotto questo aspetto, che in Israele nel corso della guerra sono rimasti uccisi 117 soldati e 41 civili, quasi 4000 persone sono rimaste ferite, circa 400.000 israeliani sono stati costretti ad abbandonare le loro case, oltre 6.000 edifici sono rimasti danneggiati da circa 4.000 missili di hezbollah; centinaia di aziende, servizi pubblici e banche sono stati costretti a chiudere o sono stati seriamente interrotti in più di 30 paesi e città. La prima stima dei danni supera i 5 miliardi di dollari. Vale anche la pena di ricordare che questa guerra NON è stata voluta e provocata da Israele. Vi invitiamo a inviare i vostri commenti a
iodonna@rcs.it.

Cogliamo l'occasione per invitarvi a leggere anche
questo interessante articolo recentemente inserito nel nostro sito http://www.israele-dossier.info/.

Poiché probabilmente non tutti i miei lettori conoscono questo servizio, vi posto l’ultimo comunicato di HonestReportingItalia arrivato oggi.

barbara




permalink | inviato da il 2/11/2006 alle 23:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (30) | Versione per la stampa
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