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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


31 ottobre 2006

UN VIVO CHE PASSA

A completamento dei commenti al post precedente, ripropongo questa mia recensione scritta due anni e mezzo fa per Ebraismo e dintorni.

Sconvolgente intervista di Claude Lanzmann, regista, tra l'altro, del film "Shoah", a Maurice Rossel, all'epoca delegato della Croce Rossa Internazionale. Nel 1943 lo mandano ad Auschwitz, unico, forse, non addetto ai lavori a mettere piede nel cuore dell'inferno - a titolo personale, beninteso, poiché la Croce Rossa è autorizzata a visitare solo i campi per internati militari e non quelli per internati civili. Ebbene, il signor Rossel, mandato all'inferno per vedere che cosa vi succeda, entra e ... non vede l'inferno. Non solo non vede camere a gas e forni crematori, cosa che possiamo anche immaginare senza troppa difficoltà, ma non vede neanche i treni, non vede i camini, non vede il fumo, non sente l'odore delle tonnellate di carne umana bruciata ("Le baracche militari o cose simili hanno sempre un cattivo odore. Ma se mi parla di odore di carne bruciata, di cose di questo tipo, altri le hanno sentite o viste, io non ho visto nulla").
A Theresienstadt invece arriva con una delegazione ufficiale, invitata dalla dirigenza nazista per porre fine alle chiacchiere su presunti maltrattamenti agli ebrei. Il suo compito è perfettamente chiaro: "Se ero inviato, ero gli occhi, dovevo vedere, e dovevo, se si vuole, cercare di vedere al di là, se c'era qualcosa da vedere al di là". Deve cercare di "vedere al di là" perché c'è il forte sospetto che si tratti di una messinscena, di una visita organizzata e programmata dalle SS. E riesce, questa volta, a vedere? Oh sì, eccome se riesce a vedere, e anche "al di là"! "Quello che subito mi ha infastidito è stato anche l'atteggiamento degli attori israeliti". Gli dispiace, davvero, con tutto il cuore, di dover parlar male di gente che tanto ha sofferto, ma c'è poco da fare, i fatti sono fatti: "... israeliti, e lo penso ancora, che a colpi di dollari, a colpi di versamenti in Portogallo, arrangiavano la loro situazione e si permettevano di durare. Perché, lei lo sa quanto me, alcuni israeliti ricchissimi hanno avuto persino visti di uscita firmati da Himmler". Si irrita per la passività degli ebrei, "molto difficile da mandar giù". E il suo rapporto finale, consegnato al Comitato Internazionale della Croce Rossa, è tutto un fiorire di "gradevole" e "soddisfacente". L'unica cosa sgradevole, insomma, a Theresienstadt, erano gli ebrei, così fastidiosamente ricchi, così passivi da non mandargli neanche una strizzatina d'occhio piccola così: ah, questi incorreggibili ebrei!

Claude Lanzmann
, Un vivo che passa. Auschwitz 1943 - Theresienstadt 1944, Cronopio



barbara




permalink | inviato da il 31/10/2006 alle 22:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa
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