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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


27 settembre 2006

27 SETTEMBRE

27 settembre 1
Da piccolo – ti ricordi? – eri una disperazione, con quella tua fissazione per i temporali: eri seduto a tavola, e improvvisamente dovevi alzarti e scappare fuori per vedere se arrivava il temporale. Eri a scuola, la maestra spiegava, e di colpo schizzavi su, infilavi la porta, poi le scale, poi il portone, perché dovevi controllare se arrivava il temporale, e non c’era dialogo cordiale, né minaccia di castigo che potesse trattenerti. Lo sapevi – vero? – che sarebbe arrivato presto, per te, il temporale: trentatre anni, avevi, quando un giorno hai detto: mi sento fiacco. Dopo un mese te n’eri già andato, il tuo metro e novanta ridotto a una trentina di chili. Lo sgomento, il terrore nei tuoi occhi quando improvvisamente hai capito e hai balbettato: «Ma sto morendo? Ma devo proprio morire?»
È in questi momenti che si comprende perché gli uomini abbiano inventato le religioni. È in questi momenti che si vorrebbe disperatamente poter credere che da qualche parte, in un qualche modo, in una qualche forma, uno continui ad esserci. E il non riuscire a crederlo non può che aumentare a dismisura una sofferenza che non si placa.
Buona notte, cuginetto.

27 settembre 2
27 settembre 1939: la Polonia capitola. La prima parte del programma di Hitler è conclusa e può passare alla seconda: la cancellazione del Trattato di Versailles e la conquista dell’Europa occidentale; che verrà seguita dalla terza: la conquista dell’Europa orientale. Il tutto accompagnato dall’annientamento del popolo ebraico. La porta a tutto questo è stata aperta, appunto, dalla capitolazione della Polonia, che possiamo dunque guardare come una delle più grandi catastrofi del XX secolo.

27 settembre 3
Questa è l’ultima lettera di Ron Arad, scomparso in Libano il 16 ottobre 1986.

Oggi è domenica [il nostro Rosh ha shanà se non sbaglio]. Voglio dirvi che ho un grande desiderio di rivedervi [è passato tanto tempo, un anno credo?]. Spesso vi incontro in sogno, ma faccio il mio possibile per non pensarvi troppo durante la giornata per evitare una depressione.
In linea generale la mia salute è buona e mi sento bene, quelli mi trattano bene.
La mia mano è migliorata poco alla volta, ma sarà certo sana quando potrò ritornare ad una piena attività [se Dio e i capi lo permetteranno, con la benedizione di Dio e la buona volontà dei capi]. Io prego giornalmente per molte ore e spero che pure voi lo facciate. Lo so che è difficile, ma tentate di fare il vostro possibile per me. Non so come, ma vi prego di dire qualcosa lassù, ai nostri capi, al governo, ad ognuno che può fare qualcosa per farmi uscire da qui. Fate il vostro possibile perché il Libano non è un posto adatto per starci, e perché io vorrei tanto vedervi tutti, perché una persona umana non è fatta per la prigionia se ci sono altre alternative. Con speranza e volontà tutto si cambia.
Agite come se non ci fosse più tempo, parlate, noi [i prigionieri delle due parti] siamo nelle vostre mani e fidiamo in voi.
Devo dirti Tami [la moglie] che ora comprendo i tuoi sforzi per aiutare i carcerati [non soltanto i prigionieri di guerra], argomento sul quale abbiamo discusso molte volte. Tu potresti fare qualcosa per i prigionieri di questa organizzazione, aiutarli a trascorrere il tempo e vivere un po' meglio [un po' di cibo, un libro di preghiere, ogni cosa che puoi fare ha un valore]. Non hai idea quanto le cose più piccole abbiano un significato per un uomo solo e lontano.
Le cose importanti le ho già scritte. Io sto bene e mi trattano bene. Io ti prego di costruire la nostra casa [la nuova], di curare l'educazione della nostra bambina quanto meglio tu puoi. Tu ne sei capace e spero di rivedervi tutti al più presto.
Soltanto pensate che è passato un anno e molto poco si è fatto. Cercate di fare di più per il bene di tutti. Lo so che è difficile ma dite a qualcuno che dobbiamo superare gli ostacoli dell'odio, della paura, la mancanza di volontà, d'amore e di pietà. Solo così potremo cambiare. Che Dio ci aiuti a ritrovarci prossimamente in questo nuovo anno.
Fra poco sarà Kippur e io pregherò insieme a voi che Dio ci benedica tutti. Spero che aiuti i capi nelle giuste decisioni.
Spero che tu hai cura di te stessa e degli altri. Non scoraggiarti, ci saranno giorni migliori. Io cerco con tutte le mie forze di non perdere il coraggio. Trattengo il fiato. Vi amerò per tutta la vita.
Ron
(27 settembre 1987)

Delle tre vicende ricordate, due
sono tragicamente chiuse. Una, forse, potrebbe essere ancora aperta. Non abbandoniamo la speranza. E soprattutto non smettiamo di lottare. Per lui. Per la giustizia. Per la pace.

barbara




permalink | inviato da il 27/9/2006 alle 1:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa
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