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Diario


24 agosto 2006

GIUSTIZIA PER IL POPOLO PALESTINESE!

Essendo, come è noto, esibizionista, narcisista e megalomane, vi costringo a beccarvi un altro mio vecchio articolo.

«Noi veggiam, come quei c'ha mala luce,
le cose» disse «che ne son lontano;
cotanto ancor ne splende il sommo duce.
Quando s'appressano, o son, tutto è vano
nostro intelletto; e s'altri non ci apporta,
nulla sapem di vostro stato umano»
(Divina Commedia
canto X
vv. 79-85)

Ecco, anche noi, come gli eretici di Dante, vediamo le cose come quei c'ha mala luce. Prendiamo per esempio gli ebrei, che ci sono lontani, altroché se ci sono lontani! Di quello che riguarda gli ebrei vediamo tutto molto chiaramente: le scritte sui muri, gli insulti, le aggressioni per strada, i cimiteri devastati, le sinagoghe incendiate - che fanno vibrare di nostalgia le nostre narici un tempo deliziate dagli effluvi che si levavano in quel di Oswiecim. Certo che vediamo bene tutto questo, solo che, trattandosi di ebrei, come dicono a Roma, nuncenepoffregaddemeno.
I cristiani, invece, eh, i cristiani sono ben vicini: siamo noi i cristiani! E coi cristiani non vediamo più niente: duecentocinquanta milioni di cristiani nel mondo oppressi e perseguitati nei Paesi islamici: niente! Centosessantamila cristiani assassinati ogni anno nei Paesi islamici: niente, non vediamo niente!
E veniamo ai palestinesi: i palestinesi sono più che vicini, sono più che noi stessi, i palestinesi sono il sangue che scorre nelle nostre vene, sono le cellule ciliate che si agitano nei nostri polmoni, sono le trombe di Eustachio che si annidano nella profondità delle nostre orecchie, sono i villi che vibrano nel nostro intestino! I palestinesi sono LA CAUSA della nostra vita, lo scopo della nostra esistenza, la sublimazione di ogni nostro desiderio, la quintessenza di ogni nostra aspirazione. E che cosa succede coi palestinesi? Succede che vediamo tutto capovolto! Ed è dunque giunto il momento di raddrizzare le cose e chiedere giustizia per loro. Vogliamo cominciare dal principio? Cominciamo dal 1920, data di inizio del mandato britannico. In seguito all'arrivo dei pionieri ebrei che avevano dissodato paludi e pietraie e zone desertiche rendendole fertili, erano arrivati anche una miriade di arabi, e non sempre tra ebrei e arabi si andava d'accordo, anzi, ogni tanto ci si ammazzava anche un po', ma niente di particolarmente drammatico. Ma con l'arrivo degli inglesi le cose cambiano radicalmente. Gli inglesi, in un momento storico in cui è chiaro a tutti che l'era delle colonie e degli imperi d'oltremare sta per tramontare, devono dimostrare che la loro presenza è necessaria, e così fomentano i dissidi fra ebrei e arabi (armando gli arabi e disarmando il più possibile gli ebrei, detto per inciso) per poter dire: "Vedete? Se non ci siamo noi questi si scannano!" E così gli arabi cominciano a scannare davvero gli ebrei, e gli ebrei, costretti a difendersi, devono necessariamente ammazzare a loro volta un po' di arabi. Poi arriva il 1948, e stavolta sono i fratelli arabi a intervenire per impedire loro di vivere, per la prima volta nella storia, in un loro stato sovrano, invadendo e annettendo le terre destinate a costituire il loro stato. Non solo: non paghi di questo, li inducono a lasciare le loro case e a fuggire. Li sbattono nei campi profughi - autentici campi di concentramento - e lì ancora li stanno tenendo, da 56 anni, in condizioni disumane, privi di ogni diritto, privi di ogni prospettiva per il futuro, condannati alla miseria e all'odio perenni. E il mondo? Gira la testa dall'altra parte e tace.
                                   PER QUESTA GENTE NOI CHIEDIAMO GIUSTIZIA!
Nel 1967 i fratelli arabi decidono che è giunto il momento di sferrare l'attacco finale per ributtare definitivamente a mare i sionisti. Chiedono l'aiuto dell'ONU, che immediatamente obbedisce - come sempre - e ritira dal Sinai i caschi blu messi lì allo scopo di impedire un nuovo attacco contro Israele. Ancora una volta, come sappiamo, va male agli arabi, i quali cominciano a sospettare che forse non sarà facilissimo distruggere Israele e ributtare a mare gli ebrei. Che fare, allora? Idea geniale: inventiamo un nuovo popolo, il popolo palestinese! Il quale non esisteva fino a quel momento, come abbiamo ampiamente dimostrato e documentato in altro articolo pubblicato in questo sito: mai, fino a quel momento, era esistito un gruppo umano che si autodefinisse "popolo palestinese"; è solo in questo momento che gli arabi lo inventano e lo fabbricano a tavolino, per farne carne da cannone contro Israele. E carne da cannone, da quel momento, è effettivamente diventato, e come tale è stato usato: altre guerre sono state scatenate contro Israele dai fratelli arabi, e un feroce terrorismo è stato scatenato contro Israele dall'egiziano Arafat, agli ordini del suo padrone Gamal Abdel Nasser, usando i palestinesi come carne da cannone. Occasioni di arrivare alla pace vengono stracciate una dietro l'altra. Opportunità di far nascere lo stato di Palestina vengono rifiutate una dietro l'altra. Per il popolo palestinese nient'altro che miseria, guerra e morte. E il mondo? Gira la testa dall'altra parte e tace.
                                   PER QUESTA GENTE NOI CHIEDIAMO GIUSTIZIA!
E arrivano i cosiddetti accordi di Oslo: "cosiddetti", perché da una parte si credeva che fossero accordi veri, fatti con l'intenzione di arrivare alla pace, ma dall'altra, come già in altra sede abbiamo documentato, erano solo un cavallo di Troia per conseguire la distruzione di Israele. Distruzione da perseguire sulla pelle dei palestinesi, ancora una volta usati come carne da cannone. Dal momento in cui l'Autorità Nazionale Palestinese, primo embrione di quello che sarebbe poi dovuto diventare lo stato di Palestina, si è insediata nei territori di Giudea, Samaria e Gaza, Arafat si è messo alacremente al lavoro per conseguire lo scopo: programmi televisivi per i bambini più piccoli, inneggianti al cosiddetto martirio; programmi scolastici in cui l'odio antiisraeliano e antiebraico è materia di studio, e libri scolastici in cui Israele non esiste, in cui si spiega che l'«entità sionista» è solo provvisoria e sarà presto spazzata via, in cui si insegna che l'unico vero scopo della propria vita è quello di diventare martiri ammazzando più ebrei possibile, perché gli ebrei sono figli di scimmie e maiali e Allah vuole la loro morte; campi militari per addestrare i bambini a partire dai sei-sette anni a usare le armi per uccidere gli ebrei; miliardi di dollari donati dal mondo intero per alleviare le condizioni di vita della popolazione palestinese, e usati invece per acquistare centinaia di tonnellate di armi pesanti, per addestrare terroristi apprendisti, per addestrare persone da mandare in giro per il mondo a seminare menzogne, per "comprare" i giornalisti occidentali (e chi non si lascia comprare finisce MOLTO male), per costruire ville hollywoodiane per i dirigenti e per giovani signore bionde (migrate poi in quel di Parigi con 300 milioni di dollari e ivi mantenute a 100.000 dollari al mese), per costituirsi conti in banca di miliardi di dollari mentre il popolo palestinese continua a fare la fame nei campi profughi, ad essere senza lavoro perché non ci sono infrastrutture, a morire ai posti di blocco perché non ci sono ospedali. Al popolo palestinese i suoi signori e padroni arabi hanno rubato i soldi, distrutto il presente, annientato il futuro. E il mondo? Gira la testa dall'altra parte e tace.
                                   PER QUESTA GENTE NOI CHIEDIAMO GIUSTIZIA!
E arriva Camp David: Israele concede TUTTO ciò che (apparentemente) i palestinesi chiedono: Gaza, Cisgiordania, mezza Gerusalemme (compreso il Monte del Tempio), smantellamento degli insediamenti, 250 miliardi di dollari come risarcimento ai cosiddetti profughi, nascita dello stato di Palestina, pace. E che cosa fa l'egiziano Arafat? Rifiuta tutto, abbandona Camp David e corre in Palestina a preparare la prossima guerra, mandando fuori di prigione, come primo atto, i terroristi che vi si trovavano, perché siano pronti ad organizzarsi e attaccare; facendo pubblicare su tutti i giornali, come secondo atto, la notizia che Israele, a Camp David, aveva offerto per lo stato di Palestina il 10% dei Territori, in modo da spingere i palestinesi alla disperazione e costringerli alla guerra. E inizia così l'ultimo massacro. "Sono pronto a sacrificare mille martiri bambini per giungere a Gerusalemme!" aveva fieramente proclamato l'egiziano Arafat. E subito ha cominciato a sacrificarli, un bambino dietro l'altro mandati a fare da scudo umano ai cecchini armati; un giovane dietro l'altro mandati a farsi saltare in aria con una cintura esplosiva legata intorno alla vita. Prima o poi, se continua così, non resterà più un solo palestinese sulla faccia della terra. E il mondo? Gira la testa dall'altra parte e tace.
                                   PER QUESTA GENTE NOI CHIEDIAMO GIUSTIZIA!
E ancora non è tutto. I giornalisti che si permettono di criticare la dirigenza palestinese vengono imprigionati, brutalmente picchiati, quando non peggio, e i giornali chiusi. Chiunque sia sgradito all'autorità viene pretestuosamente accusato di collaborazionismo con Israele (anche quando era in atto il cosiddetto "processo di pace"!) e condannato a morte, o macellato sulla pubblica piazza (guardare le foto). I palestinesi cristiani sono perseguitati e costretti a fuggire. La mafia palestinese, costituita per lo più dagli "uomini della sicurezza" di Arafat, taglieggiano così pesantemente i negozianti da costringerli a chiudere bottega e restare senza lavoro, e terrorizzano i civili palestinesi. I terroristi costruiscono le bombe in casa e nascondono gli esplosivi sotto le culle dei propri figli - i quali sono poi i primi a saltare in aria in caso di incidenti. I cecchini sparano circondandosi di bambini, in modo che il fuoco di risposta israeliano li possa colpire. Tutto documentato, con foto e filmati. E il mondo? Gira la testa dall'altra parte e tace.
                                   PER QUESTA GENTE NOI CHIEDIAMO GIUSTIZIA!
     SALVATE IL POPOLO PALESTINESE DAGLI ASSASSINI ARABI CHE LO STANNO ANNIENTANDO!




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