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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


11 maggio 2006

SOMALIA, CONSIDERAZIONI POSTUME 8

«Gal! Gal!» mi gridavano, prendendomi a sassate: infedele! E più che arrabbiata, più che spaventata, più che offesa, ero sbalordita, sgomenta. Ricordavo le lunghe conversazioni con Ahmed, il collega che mi aveva dato lezioni di somalo: «Io non capisco – diceva – quelli che dicono: “Io non credo in Dio”: ma come, vedi tutte le cose che lui ha creato e poi dici che non le ha fatte nessuno?» La mancanza di fede lo disturbava, non la fede diversa. E anche la mancanza di fede si limitava a disturbarlo, non gli armava la mano, gli suscitava sconcerto, non furia omicida. Mi raccontava, anche, di quando era stato per otto mesi a Roma, per un corso di aggiornamento e approfondimento dell’italiano. Gli toccava nutrirsi esclusivamente di pane e formaggio, mi diceva, perché se fosse andato in un ristorante sapeva che anche se avesse chiesto due uova al burro, gli sarebbero però state servite in un piatto che aveva sicuramente toccato carne di maiale. Finché un giorno, per caso, era capitato davanti al ristorante ebraico, e tutto felice si era detto: «Ah, qua la carne di maiale non ci è passata di sicuro!» e da quel giorno, quando proprio non ne poteva più di pane e formaggio e si ritrovava con due lire d’avanzo in tasca, aveva preso l’abitudine di mangiare un boccone lì, dagli amici ebrei. Ricordavo anche Mohammed, la volta che volevo intervenire in una situazione di palese ingiustizia: «Non è compito tuo». «Come sarebbe che non è compito mio?! E di chi diavolo sarebbe?» «È compito di Allah, ci penserà Lui». «E se io vedo un’ingiustizia secondo te dovrei stare lì a guardare senza muovere un dito?!» «Non è compito tuo, ci penserà Allah quando deciderà che è il momento». E sembrava un pensare comune, fra tutti coloro che conoscevo, fra tutti coloro con cui avevo a che fare: nessuno ha il diritto di sostituirsi a Dio nel fare giustizia; chi si comporta in modo che si ritiene sbagliato viene biasimato, ma non si tocca. E ora, improvvisamente, da un giorno all’altro, l’insofferenza nei confronti del governo italiano, ampiamente responsabile delle loro sofferenze, si trasformava in intolleranza totale nei confronti della persona di fede diversa. La discesa verso il baratro dell’integralismo, purtroppo, era cominciata. E non si è fermata più.

barbara


Tutto ciò che vedete all'orizzonte ... non c'è!




permalink | inviato da il 11/5/2006 alle 20:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (45) | Versione per la stampa
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