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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


2 aprile 2006

QUALCHE RIFLESSIONE UN PO’ MENO A CALDO

Passato il momento della reazione emotiva, passato il momento del pianto incontrollato, passato il momento del dolore cieco e accecante, credo possa valere la pena di fare qualche riflessione. Partendo dal padre. Un uomo che ha collezionato centinaia di file pedopornografici. In parecchi di questi dei bambini, anche piccolissimi, venivano violentati. Non attori che fingono di stuprare altri attori che fingono di essere stuprati, no: lì ci sono bambini stuprati davvero. Il motivo per cui qualcuno stupra un bambino davanti a una macchina fotografica o davanti a una telecamera, è il fatto che ci sono persone pronte a pagare per godere della vista di tali spettacoli. Persone come il signor Onofri. Un uomo che immediatamente dopo la scomparsa del bambino ha detto: «O me lo restituite, o me lo vengo a prendere». Perché nessuno si è soffermato su questa frase? Nessun altro parente di rapito ha mai detto una cosa come questa, perché una frase come questa non ha alcun senso, se non si sa chi è l’autore del rapimento e dove si trova il rapito. Un uomo che, quando gli hanno chiesto come mai, secondo lui, fra i suoi figli è stato scelto proprio Tommaso, ha risposto: «Perché è il più bello. A qualcuno avrà fatto gola». A chi mai, se non a un pedofilo, potrebbe venire in mente un’idea come questa? A me fa gola Orlando Bloom, non i miei scolari tredicenni, anche se qualcuno è altrettanto bello, e non potrebbe mai passarmi per la testa che possano far gola alle mie colleghe. Altre frasi apparentemente senza senso, come:«Che cosa volete ancora? Che mi suicidi?» Hanno un senso, se non si sa a chi ci si sta rivolgendo? Hanno un senso se rivolte a chi ha fatto un sequestro a scopo di estorsione? Eppure, se sono state dette, un senso dovranno pure averlo. E quella frase scritta: «Ne hai abbastanza?» e la sua certezza che fosse rivolta a lui: da dove viene questa certezza? E passiamo all’assassino. Vuole i soldi che Onofri potrebbe sottrarre alla posta: c’è una logica? Non verrebbe in mente anche all’ultimo degli imbecilli che la mossa più logica sia quella di spiegare tutto a chi di dovere dicendo: fatemi prendere i soldi e quando li consegno li incastriamo? Quando mai un dipendente può sottrarre una cifra enorme senza che nessuno se ne accorga? Non è ridicolo anche solo pensarci? E perché, visto che conosceva la famiglia, ha scelto proprio il bambino più piccolo? Al più grande avrebbe potuto benissimo dire o stai zitto o ti ammazzo, e lui sarebbe sicuramente stato zitto; un bambino di un anno e mezzo no. Perché prendere un bambino malato che, se le trattative fossero andate per le lunghe, gli sarebbe potuto morire tra le mani, aggravando irrimediabilmente la propria situazione? Troppi conti non tornano, in questa storia strampalata. Come diceva quel tale che se ne intendeva, a pensar male si fa peccato, e si va anche all’inferno, ma ci si azzecca quasi sempre, e a me, di quanto emerso finora, non c’è proprio niente che mi convinca.

barbara




permalink | inviato da il 2/4/2006 alle 12:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (41) | Versione per la stampa
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