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Diario


18 marzo 2006

AH NO, SCUSATE, NON ERA UN’ASSASSINA

Quando Valentina, cinque mesi, è morta, la sua mamma – poco più che una bambina lei stessa – colta da scrupolo, ha detto: forse l’ho scossa un po’ troppo cullandola. E immediato è scattato l’arresto per la madre assassina, incarcerata per omicidio volontario. Invece no, nessuna responsabilità da parte della mamma: la bambina, in una casa senza luce, senza acqua, senza gas, era curatissima. Pulita. Neanche un graffietto sul suo corpo: nessuna violenza, nessuna trascuratezza, nessuna inadempienza. La bambina è morta di broncopolmonite emorragica, patologia fulminante che raramente lascia scampo. Aveva provato, la nonna di Valentina, a dire queste cose, ma nessuno le ha creduto.
Poco meno di un mese fa avevo postato un commento dell’amico Fulvio a un fatto di cronaca apparentemente analogo: un uomo aveva sfondato il cranio al figlio di quattro mesi. Rainews24 aveva dato la notizia così: un giovane padre è in grave stato di shock ed è ricoverato all'ospedale per aver tentato il suicidio dopo aver percosso il figlio di 4 mesi, che è morto in seguito ai traumi. I sanitari hanno detto che l'uomo è affetto dalla sindrome di "shock the baby", un male che porta il genitore a scuotere il neonato anziché a cullarlo. Nessuna accusa nei confronti del padre massacratore, anzi, compassione per il poveruomo in stato di shock, e addirittura l’invenzione, per scagionarlo, di una inesistente “sindrome di shock the baby”, che sarebbe una malattia che induce l’adulto a sbattere il neonato (esiste, in realtà, la «shaken baby syndrome», che “indica una varietà di segni e di sintomi, in bambini sotto l'anno di età, dovuti a scuotimento violento od a traumi alla testa. La sindrome si caratterizza per danni neurologici che variano dal coma fino alla morte. Estremamente comune è il riscontro di ematomi, emorragie, edemi cerebrali, fratture delle ossa”). L’amico Fulvio, nelle sue riflessioni da me condivise, si chiedeva se in tanta indulgenza non avesse qualcosa a che fare la nazionalità egiziana dell’assassino, ipotesi che ha provocato la viva indignazione di parecchi commentatori. E sarà anche un caso, certo. Ma è un fatto che per la mamma di Valentina, italiana – che assassina non è, non solo volontaria ma neanche per sbaglio – nessun giornalista ha avuto l’idea di accordare almeno il beneficio del dubbio. Nessuno si è chiesto se fosse stato giusto sbatterla immediatamente in galera. Nessuno si è preoccupato se, coi suoi diciassette anni pieni di sofferenza e di miseria, potesse essere un pelino scioccata. Niente: ha ammazzato la figlia e adesso sta in galera, punto. E sarà un caso anche questo, certo.

barbara




permalink | inviato da il 18/3/2006 alle 20:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa
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