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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


27 febbraio 2006

SOMALIA, CONSIDERAZIONI POSTUME 4

Gli studenti erano qualcosa di assolutamente strepitoso: arrivavano che non sapevano una parola di italiano, si cominciava facendo i disegnini alla lavagna e scrivendoci sotto “uomo”, “donna”, “casa” e dopo tre quattro mesi usavano passati e trapassati, congiuntivo e condizionale, coordinate e subordinate con una disinvoltura incredibile. Purtroppo alcuni fattori pesavano fortemente sulle loro possibilità di apprendimento. Uno di questi era il fatto che un maestro elementare guadagnava 600 scellini al mese, e un insegnante di scuola media 1500, quando una baracca di una stanza senza luce e senz’acqua ne costava da 1000 a 2000. Chiaro che ben pochi insegnanti potevano permettersi il lusso di perdere tempo a fare scuola. In alcuni casi fortunati capitava che in una classe si ritrovassero riuniti i figli di un discreto numero di famiglie sufficientemente abbienti, che si autotassavano per pagare il maestro affinché facesse scuola; negli altri casi l’insegnante doveva andare a lavorare per guadagnarsi da vivere, e i bambini non imparavano neanche a leggere e scrivere. Un altro fattore negativo era il fatto che quel passaggio dalla scuola di elite alla scuola di massa, che da noi è avvenuto nel corso di decenni per naturale e progressiva evoluzione sociale, lì è avvenuto da un giorno all’altro per decreto presidenziale, e naturalmente le strutture scolastiche non sono state in grado di adeguarsi. Ma il fattore più pesante era sicuramente l’indottrinamento islamico. Mi è accaduto per esempio, durante una lezione di linguaggio scientifico, di fare riferimento ai nove pianeti. Immediatamente uno studente mi interrompe:
- Sbagli, professoressa, i pianeti sono sette!
- No, Abdulqadir, i pianeti sono nove.
- Nel Corano è scritto che sono sette!
- Ma gli astronomi ne vedono nove.
- Questo lo dice un uomo, io ho la parola di un Dio!
- Ma se guardi nel telescopio anche tu ne vedi nove.
- E allora è sbagliato il telescopio.
Ed eravamo alla facoltà di scienze! E non mi si obietti che le stesse cose venivano dette a Galileo: al tempo di Galileo tutti erano convinti delle teorie geocentriche, e tutti erano sicuri che la luna fosse un puro cristallo, quindi ciò che credevano gli uomini di chiesa era esattamente ciò che credevano tutti. Oggi, invece, tutti sanno che i pianeti sono nove, quindi il credere che siano sette non ha alcuna giustificazione. E meno che mai in una facoltà di scienze. Mi è anche capitato di dire che molti dei nostri nomi, cristiani e musulmani, sono derivati da quelli ebraici: quella volta, per un momento, ho proprio creduto che mi volessero picchiare:
- Tu parli e non sai di che cosa parli! Sono i nomi ebrei e cristiani che vengono da quelli musulmani!
- Ma l’ebraismo è nato prima! Poi è venuto il cristianesimo e poi l’islam.
- Tu non sai quello che dici! Prima del profeta Issa (Gesù), prima del profeta Mussa (Mosè) c’era il profeta Jusuf, e il profeta Jusuf era musulmano!
E su queste basi, è difficile immaginare la benché minima speranza di progresso.





barbara

Avviso per il signore che pubblica i miei ricordi di Somalia nel suo sito: il mio assenso alla pubblicazione era stato chiaramente ed esplicitamente condizionato alla citazione della fonte. Ho avuto modo di verificare che tale condizione è stata disattesa, in quanto la semplice dicitura “ilblogdibarbara” non riconduce né a me, né al mio blog. Esigo pertanto che i patti vengano rispettati: o viene citata la fonte, o i pezzi vengono eliminati. Se mi è consentito esprimere una preferenza, opterei per l’eliminazione dei pezzi, dato che essere pubblicata nel sito di uno che a casa sua mi qualifica come “il diavolo” e viene per giunta anche a insultarmi in casa mia non la ritengo cosa particolarmente gratificante.




permalink | inviato da il 27/2/2006 alle 18:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (34) | Versione per la stampa
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