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Diario


22 gennaio 2006

CHI È ABU MAZEN 4

Che ruolo gioca Abu Mazen?

Mentre i media riferiscono con entusiasmo, qualche volta misurato, il famoso incontro tra Ariel Sharon e Abu Mazen a Sharm el Sheikh, l'orientalista Yeshua Méiri fornisce un quadro piuttosto diverso della situazione.
In effetti, ha rivelato in ebraico alla redazione di Aroutz Shéva che il nuovo capo dell'Autorità Palestinese è stato invitato recentemente a recarsi a Teheran. Ha aggiunto che Abu Mazen sperava di convincere i dirigenti iraniani a non porre più il loro veto "terroristico" sul processo diplomatico in corso nella regione. Gli iraniani hanno invitato Abu Mazen la settimana scorsa, e gli americani sono stati immediatamente informati di questa proposta.
Per Méiri, Abu Mazen accarezza la speranza di arrivare a Washington fra qualche settimana avendo in tasca un messaggio delle autorità iraniane in cui si dichiarerebbero pronte ad accettare il proseguimento del processo nella regione. Abu Mazen spererebbe di evitare in questo modo tutte le tappe previste in partenza dalla Road Map per sottoporre Israele a delle pressioni internazionali.
I punti essenziali del piano di Abu Mazen sono già stati trasmessi alle autorità iraniane la settimana scorsa attraverso l'intermediario dell'ambasciatore dell'Iran ad Amman. Dopo aver ricevuto il messaggio, gli iraniani hanno consentito alle organizzazioni terroristiche di cui dirigono le operazioni di accettare un "cessate il fuoco" di due mesi. Questa misura ha spinto l'amministrazione americana a pubblicare venerdì scorso un comunicato in cui annunciava che per il momento non aveva in programma delle offensive contro le installazioni nucleari dell'Iran.
Abu Mazen arriverebbe allora a Washington con un'altra promessa di Teheran. I dirigenti iraniani potrebbero avviare dei pour parler sulla loro forza nucleare, ponendo come condizione che anche Israele sia sottomessa al controllo dei suoi reattori atomici. Questa esigenza sarebbe allora sostenuta da tutti i paesi arabi e dall'Unione Europea.
Tutti i passi intrapresi da Abu Mazen concordano, sempre secondo Méiri, con il piano che ha esposto per la prima volta il 19 gennaio 1991 durante una conferenza della Lega Araba al Cairo. Secondo questo programma, "è possibile eliminare Israele con mezzi pacifici in 15 anni". La strategia iraniana messa in atto in questo momento si inscrive perfettamente nel quadro di questo piano. Ariel Sharon è considerato in questo contesto come "l'ultima cartuccia nel caricatore d'Israele".
Durante un colloquio con Ahmed Bacher a Gaza, appena due settimane fa, nel corso di discussione su una tregua provvisoria (chiamata Hudna), Abu Mazen si è espresso così: «Non abbiamo alcuna chance contro Sharon se continuiamo gli attentati, perché su questo argomento ha tutto il mondo dalla sua parte. Dobbiamo cercare di traversare senza danni il periodo di Sharon e in seguito mettere in esecuzione il nostro grande piano». Abu Mazen avrebbe anche affermato: «Se mi lasciate seguire la via che ho proposto, fra 10 anni Israele non esisterà più». D.o non voglia!
(Arouts-7, 8 febbraio 2005 - trad. www.ilvangelo.org)

barbara




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