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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


20 dicembre 2005

RICORDI DI SOMALIA 7

A spasso in "baabuur"

"Baabuur", in somalo, significa automobile, ma quando si parla di "prendere un baabuur", si intende il mezzo di trasporto pubblico. Che è privato, beninteso. Si divide in due categorie: il baabuur propriamente detto, e il toyota. Il baabuur è un pullmino con 12 posti e, molto spesso, da 20 a 25 occupanti: come ci entrino, Dio solo lo sa. Fortunatamente i somali, a differenza degli europei che si accalcano sugli autobus, sudano poco, e di solito non puzzano. Il toyota è un camioncino ricoperto da un tendone, con due panche di ferro, di solito ricoperte da qualcosa atto a proteggere i poveri deretani europei -­ scarnificati da diete di ogni ordine, grado e colore politico -­ dagli inevitabili scossoni (i deretani somali, almeno quelli femminili, sono solitamente autoprotetti). Ma tale copertura non è garantita. Il baabuur non ha orario: quando c'è gente, parte. Non ha fermate: dove c'è gente che vuole salire o che vuole scendere, si ferma, anche se si era già fermato due metri prima. Per sapere se sta arrivando, non occorre guardare: quando si sente un rumore di ferraglia martoriata, è lui. Ce n'è un'infinità, non si può percorrere un metro a Mogadiscio senza vederli, quando c'è benzina. Quando questa non c'è, la musica cambia. Allora ogni viaggio diventa prezioso, non basta più che ci sia gente a farli partire; il pieno, anzi lo strapieno, deve essere garantito. Fino all'ultimo spiraglio della porta del baabuur, fino all'ultimo millimetro del paraurti del toyota, tutto deve essere riempito. Poi partono, coi colori dei garbasar che svolazzano nell'aria. Quelle decine di corpi appesi, spinti in fuori dagli altri corpi che stanno dentro, a volte appoggiati con un solo piede e tenuti con una sola mano, fanno rabbrividire noi poveri europei, convinti che la vita sia una cosa importante. Loro, i somali, non si preoccupano: intanto si parte; poi, forse, si arriverà. Insh'Allah. Se no, pazienza.
Ma quando la benzina c'è, lo spasso è garantito. E il trattamento anticellulite gratuito anche. Gratuito, o quasi: il prezzo della corsa è di 5 scellini: al cambio attuale circa 40 lire. Volendo, si può anche dirottare un baabuur e farsi portare dove si vuole, ma allora il prezzo sale: possono arrivare a chiedere anche l'equivalente di 200-300 lire a testa. Ma il trattamento anticellulite vi è sempre compreso: e poi c'è chi si lamenta.

barbara


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