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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


16 dicembre 2005

RICORDI DI SOMALIA 6

Avere una macchina

La prima cosa importante da sapere è che le multe vere non esistono: vanno contrattate. La seconda è che le ricevute per le multe sono da 5 scellini. Quindi se ti sparano una multa da 10.000 scellini, non ci devi credere. Il fatto è che quello che il poliziotto guadagna non basta a
pagare l'affitto di una stanza senza luce e senz'acqua. E deve pur mangiare anche lui. Devi dunque discutere pazientemente, spiegargli che purtroppo non hai tempo di andare alla centrale, no, non importa, la ricevuta non ti serve, però 500 scellini ti sembrano una cifra eccessiva, vogliamo fare duecento? No, anche quattrocento sono troppi, sì, certo, capisci perfettamente, ma anche i professori italiani non navigano mica nell'oro, facciamo trecento e non se ne parli più. Se invece un poliziotto ti gira intorno, e non riesce a trovare alcuna
irregolarità, offrigli un caffè: è il modo più rapido per togliertelo di torno. Se dopo un po’ qualcun altro ti ferma, può servire la vecchia formula: "Abbiamo già dato". Meglio evitare l'aggressività: un sorriso di comprensione funziona molto meglio di un insulto.
Per avere la macchina a Mogadiscio, ci sono tre possibilità: spedirla dall'Italia, acquistarla sul posto da qualcuno che parte, o affittarla. In quest'ultimo caso, sarà il padrone della macchina a provvedere alle riparazioni; negli altri due ci devi pensare tu. Capita spesso di averne bisogno, per via della benzina, di pessima qualità, delle strade disastrate, ma soprattutto dell'età della maggior parte delle vetture, molte delle quali sono visibilmente reduci da violenti scontri con dinosauri, brontosauri e tirannosauri. Se la macchina si ferma, in breve tempo i meccanici te la rimettono in sesto, ma dopo due giorni torna a fermarsi.
Il giovedì c'è il rito della benzina, che viene dispensata a giorni fissi. Agli italiani tocca, appunto, il giovedì. Così alle due del pomeriggio tutti gli italiani sono in fila ai distributori. Talvolta fino alle cinque. Sotto il sole dell'equatore. E’ vero che c'è la benzina al mercato nero, disponibile in ogni momento, ma quella costa una follia: quasi settecento lire al litro! Meglio dunque rassegnarsi alla fila, alle inevitabili saune, alle altrettanto inevitabili arrabbiature, ai pomeriggi persi. Al mercato nero ci si rassegna solo quando la benzina non c'è. Ogni tanto accade, e sono momenti brutti, di grande confusione. I conducenti dei baabuur alzano i prezzi, la gente si rifiuta di pagarli, avvengono sommosse, interviene la polizia. Capita di vedere sparatorie per strada, incendi di baabuur. E i tassisti? I tassisti alzano i prezzi, ripetendo la solita formula: "Benzina non c'è”. Le contrattazioni sono molto più lunghe del consueto, ma alla fine si accetta di pagare di più ­ e nessuno si ribella. E vendono agli stranieri ettolitri di benzina. A prezzo di mercato nero, naturalmente. Non per niente la Somalia è stata colonizzata dall'Italia: hanno imparato tutto da noi!





barbara




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