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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


2 dicembre 2005

RICORDI DI SOMALIA 5

Ladri in casa - o quasi

Secondo per importanza, dopo la boyessa, è il guardiano. Ogni casa ne ha uno. Un buon guardiano è presente nelle ore in cui gli chiedi di esserlo; se esce per sgranchirsi le gambe, non perde di vista il tuo cancello; dorme, ma è capace di svegliarsi al minimo rumore; durante la notte quasi trattiene il respiro per non disturbarti. Se ti capita un cattivo guardiano, invece, il problema è serio: viene all'ora che vuole lui; del tuo giardino fa quello che vuole lui; quando dorme non lo svegliano neanche le cannonate, tanto che, per farti aprire, può accaderti di dover tempestare il cancello di pugni e calci per un quarto d'ora, svegliando così tutto il vicinato. Meno lui. Se invece non dorme, allora non dormi neppure tu: entra ed esce in continuazione -­ girando ogni volta tutte e sei le mandate del cancello, passeggia, fischietta, canticchia, batte le mani, ramazza il cortile -­ alle tre di notte! -­ e poi lo lava, aprendo bene tutto il getto dell'acqua. Dopo un mese di notti insonni, esasperato, decidi di mandarlo via. E fai una riflessione: i ladri, a Mogadiscio, non sono poi così numerosi; le case non sono poi così facili da penetrare: non si potrebbe fare a meno del guardiano? La zona in cui abiti, oltretutto, è molto tranquilla e, allo stesso tempo, abbastanza frequentata: non dovresti correre grossi rischi. Detto fatto, licenzi il guardiano e non lo sostituisci. È a questo punto che entra in azione l'«anonima guardiani». Nel giro di poche ore la strada, fino a quel momento così tranquilla, si trasforma in una sorta di Corte dei Miracoli, la tua personale Corte dei Miracoli: bancarelle con venditori improvvisati di cose visibilmente raccattate su in fretta e furia, mendicanti, cenciosi, sciancati, sfregiati, ceffi da galera con ghigni orrendi. Non fanno niente, stanno lì, tu vai e vieni, e loro neanche ti guardano. Ma quella strada, adesso, non ha più quell'aspetto rassicurante che aveva prima. E ogni giorno la folla aumenta. E ti accorgi che adesso ti guardano. Finché una sera trovi qualcuno davanti al tuo cancello. Non c'è verso di farlo muovere e finché non sarà intervenuto il tassista, col suo metro e ottanta e le sue spalle ad armadio, non riuscirai ad entrare. La notte dormi poco e male, a causa dei rumori, inesplicabilmente aumentati. Una notte scoprirai anche di avere non uno, bensì due muezzin, e che entrambi si sono dotati di altoparlante. Che fa un tale fracasso, da sembrare di averlo sottocasa. E i pescatori che prima dell'alba vanno al mare, mai li avevi sentiti vociare con tanta veemenza. E una moto che non la finisce di andare avanti e indietro. E una coppia che litiga. E ragazzi che cantano. Proprio una notte d'inferno. Poi, la mattina, trovi un rinforzo del cancello interamente sfondato. "OK, ragazzi, avete lavorato bene", ti dici, quasi più ammirato che arrabbiato. Il messaggio, ormai, è più che chiaro: devi trovarti un guardiano. Loro non vogliono farti del male; non vogliono neanche rubare; potevano entrare e non l'hanno fatto. Però tu devi trovarti un guardiano. Purtroppo quel giorno sei impegnato dalla mattina alla sera, e non te ne puoi occupare. La sera rientri presto e ti metti ad aspettarli. L'attesa non è lunga: prima delle dieci si fanno vivi. Bussano, ti parlano; non tentano di entrare: solo, ti fanno capire che sono lì. E che sono tanti. Tu, ad ogni buon conto, ti porti in camera il coltello grande, e lo tieni vicino al letto. E riprende il carosello: moto, canti, litigi, doppio muezzin con altoparlante ­ ma a un'ora diversa da quella dell'altra notte: non ti sembra strano? No, perché sei troppo stanco. E al tuo cancello, un ininterrotto susseguirsi di cigolii, picchiettii, strofinii. La mattina dopo, un altro pezzo del cancello è sfondato. È chiaro: non entreranno -­ per ora ­- ma non ti lasceranno neppure dormire. E il pomeriggio, rassegnato, vai a cercarti un nuovo guardiano. Ti arriva alle sei. È un adolescente imberbe, di fronte al quale ti viene persino da stare attento a non respirare troppo forte, per paura di buttarlo per terra. Esci, e dopo qualche ora rientri. Ti fai accompagnare, perché hai un po’ paura di ciò che ti potrebbe accadere finché la notizia che adesso hai un guardiano non sarà di pubblico dominio. Invece quando arrivi scopri che la tua Corte dei Miracoli, come per incanto, è svanita. Un vecchio pescatore si dirige frettolosamente verso casa. Nessun movimento, nessun rumore. E la notte, nessun doppio muezzin con altoparlante, ma solo il solito, unico muezzin, lontanissimo, con la sua voce nuda che riesci a percepire solo tendendo l'orecchio.
Tutto è bene quel che finisce bene. Ad ogni buon conto, meglio non fidarsi dei guardiani portati dai mediatori: come si è visto, si rischia di passare dei gran brutti guai.

barbara


Villaggio sul fiume Uebi Scebeli (lo stesso della foto dell'altro post)




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