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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


6 novembre 2005

E NON FINISCE MAI

Adam Frydman ha 82 anni. Ne sono passati 62 da quando, su un carro bestiame, era arrivato a Majdanek insieme al padre e al fratello. Ci è ritornato, insieme a una squadra di storici, archeologi e cameraman europei e israeliani: «è lì che dovete scavare», dice. “Lì” è dove i “non scelti” avevano sotterrato le loro povere cose: un paio di occhiali, un anello, un braccialetto, una catenina ... I “non scelti” erano coloro che non erano stati scelti per lavorare, ma non potevano essere uccisi subito, perché i crematori non ce la facevano a smaltire un tale numero di corpi (170.000 in due mesi), e dovevano dunque aspettare il loro turno all’aperto, tra le baracche 4 e 5, per ore, a volte per giorni, soffocati dall’insopportabile odore di carne umana bruciata. Nessuna speranza di uscirne vivi, naturalmente, ma avevano preferito seppellire i loro modesti averi, piuttosto che consegnarli ai tedeschi. Fra i “non scelti” c’era anche Adam Frydman, uno dei pochissimi sopravvissuti, che ora è partito dall’Australia, dove risiede, per aiutare gli archeologi a recuperare questi poveri e tuttavia preziosissimi ricordi di chi è stato spazzato via. Matt Mazer, magnate di Hollywood, riprende gli scavi e i ritrovamenti: ne ricaverà un documentario, un libro e una mostra itinerante. I ricordi del sopravvissuto sono molto precisi, e scavando solo in una piccola parte dell’enorme campo, la troupe ha già recuperato 20 anelli, un braccialetto, due orologi, numerose montature d'occhiale in oro, una medaglia con catenina e 15 monete americane. Ora si vorrebbe trasformare il luogo in un sito archeologico permanente, ma l’idea ha già incontrato le resistenze degli abitanti del luogo, fortemente antisemiti in un Paese senza più ebrei. E dove le agenzie immobiliari della zona reclamizzano le “ville con vista sul parco”, dove il parco altro non è che il lager di Maidanek. Si diceva, a quel tempo, che il mondo era diviso in due parti: una in cui gli ebrei non potevano stare, e una in cui gli ebrei non potevano andare. Si è detto, infinite volte, che se già allora avessero avuto un proprio stato, moltissimi ebrei si sarebbero potuti salvare; ma pare che non tutti siano ancora convinti che gli ebrei abbiano diritto a un proprio stato per poter sfuggire alle persecuzioni e allo sterminio. Pare che non tutti siano ancora convinti che gli ebrei abbiano il diritto di esistere: torneremo ad avere posti in cui gli ebrei non possono stare e posti in cui gli ebrei non possono andare?

barbara




permalink | inviato da il 6/11/2005 alle 0:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (22) | Versione per la stampa
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